Torino Internazionale | Arte Contemporanea

2001/4

ARTE CONTEMPORANEA
Olga Gambari, Critico dŽarte

Succede a Torino da qualche anno, grazie alla sua innata essenza di laboratorio sperimentale, al sogno di molti appassionati e a una precisa strategia politica.
Una ex città industriale che si ritrova avviata a un futuro di centro culturale internazionale, con la memoria ancora piacevolmente ancorata a un nostalgico passato di capitale sabauda, ma con unŽinsopprimibile aspirazione a divenire polo dellŽarte contemporanea. Decenni di "rivoluzione industriale" avevano trasformato Torino in moloc produttore, con la FIAT al centro di un tessuto di terziario indotto, plasmando lŽimmagine di una città grigia e operaia. Poi cŽè stata la crisi, che portò alla consapevolezza del doversi reinventare, andando a rispolverare risorse dimenticate.

La cultura intesa come arte, cinema e teatro, come recupero e valorizzazione del patrimonio urbanistico cittadino e dei beni culturali e ambientali di tutto il territorio divenne lŽobiettivo su cui puntare. Nasce il Castello di Rivoli, riapre la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea, e di lì inizia una corsa per arricchire di luoghi e progetti la dimensione della cultura in Piemonte, con un impegno della pubblica amministrazione assoluto, in un cammino parallelo insieme a fondazioni private, collezionisti e galleristi.

Torino ha cambiato faccia nellŽimmaginario nazionale e non solo, con artisti di giovani generazioni che hanno creato una continuità con quelle più storiche e già affermate, prima fra tutte quella dellŽArte Povera. La città si é rivelata un crogiolo di arte emergente, con nuovi talenti e con una rete che vi ruota attorno, in un fiorire di tante iniziative sia pubbliche sia private.

Ma adesso si è a unŽaltra svolta, cioè quella dellŽaffermazione stanziale, che fa diventare un progetto e la sua grande prova generale una realtà quotidiana. Questo Novembre dedicato allŽarte contemporanea è stato una sorta di festival, con un calendario pieno di appuntamenti. La città trasformata in esposizione en plein air di arte urbana con Luci dŽArtista e ManifesTo, le inaugurazioni multiple alla GAM e al Castello di Rivoli, la fiera Artissima, la serata con venti gallerie cittadine che aprivano contemporaneamente, le mostre a Palazzo Bricherasio, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Guarene, alla Fondazione Italiana per la Fotografia, ma la lista è più lunga. Poi lŽattesa per la prossima edizione primaverile della biennale torinese di BIG, lŽapertura del centro dŽarte contemporanea della Fondazione Sandretto in corso Lione, i molti ex spazi industriali in corso di riconversione per essere destinati a diversi usi culturali.

Eppure ci sono ancora dei limiti effettivi da superare, soprattutto a livello di mentalità più che dŽinvestimenti, con un apparato dirigenziale e gestionale che deve sprovincializzarsi in alcune cose, e che soprattutto deve allargare lo sguardo per ambire a una visione fatta di più punti, forti, non di supremazie. Un tessuto di eccellenze nei diversi ambiti artistici, che insieme creino unŽimmagine forte e qualificata, con ogni realtà funzionale allŽaltra. Creare insomma un vero sistema organico e organizzato della cultura, per cui siano molti i motivi e gli stimoli di qualità per venire a Torino, dallŽarte al Torino Film Festival, alla Fiera del Libro.

Per il direttore della GAM PIER GIOVANNI CASTAGNOLI: "La concentrazione degli appuntamenti progettati per il Novembre dellŽarte contemporanea a Torino del 2001, la loro varietà e ricchezza, così come la pluralità dei soggetti che sono stati attori delle diverse iniziative costituiscono una prima, forte dimostrazione dellŽenorme potenzialità di successo di un sistema che non trova eguali, per consistenza e vivacità, in nessun altro centro della penisola e che deve essere indirizzato a ricercare forme stabili e continuative di collaborazione e di concertazione dei programmi. Così facendo, Torino potrà accrescere e perpetuare il ruolo di primo piano che, sul terreno della promozione dellŽarte contemporanea, negli ultimi tempi ha saputo conquistare."

Per IDA GIANELLI invece, direttore del Castello di Rivoli: "Era giusto fare una grande prova generale per capire se Torino poteva farcela a essere una città di cultura, dal cinema allŽarte. E in effetti ce la sta facendo ad affermarsi in questa direzione, e sarà fantastico se lo sarà sempre di più! È poi però importante che anche nel resto dellŽanno si sottolinei e supporti questo impegno, con una costanza che naturalmente non abbia la tensione concentrata di questo mese di novembre, impossibile da sostenere sia da parte del pubblico sia da noi. Tutto questo insieme di iniziative è unŽesperienza assolutamente da ripetere, senza mai abbassare la guardia, ma riproponendola ogni anno, come momento in cui si focalizza lŽattenzione."

Da parte di PATRIZIA SANDRETTO RE REBAUDENGO, presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per lŽArte: "La sinergia di forze che gravitano attorno ad Artissima è molto positiva e testimonia come istituzioni pubbliche, istituzioni private e gallerie possano, lavorando insieme, creare una situazione di grande interesse e coinvolgimento per il pubblico. È necessario quindi credere fermamente e collaborare affinché Torino diventi definitivamente, e non solo per un mese, il polo italiano dellŽarte contemporanea. Da parte mia, mi sto impegnando con convinzione; ne è una prova concreta il nuovo spazio della Fondazione che aprirà a Torino nel 2002."

"Sono ormai molti anni che la sosteniamo e sponsorizziamo con impegno lŽarte contemporanea a Torino - commenta invece il vicepresidente della Fondazione CRT GIOVANNI FERRERO - con eventi che vanno da Artissima alle iniziative della GAM e di Rivoli. È importante mantenere unŽattività e un sostegno costanti, ma è anche vero che un mese di visibilità come questo novembre 2001 si rivela unŽottima mossa, perché mette in luce un lavoro lungo tutto lŽanno, creando unŽattenzione positiva per tutti. Quindi credo ci sia buona convivenza tra lŽesigenza di dare unŽimmagine forte con una concentrazione di iniziative ravvicinate da un lato, e dallŽaltro quella di costruire una piattaforma durante tutto lŽanno."