Torino Internazionale | I preliminari della linea 2

2007/2

I PRELIMINARI DELLA LINEA 2

Intervista a Maria Grazia Sestero, Assessore Città di Torino


La seconda linea di metropolitana è uno dei progetti su cui l'amministrazione comunale di Torino punta per ammodernare la mobilità interna all'area. L´Assessora Maria Grazia Sestero ci ha illustrato gli avanzamenti e i nodi critici del progetto.

A che punto è il progetto per la seconda linea della metropolitana? È stato scelto il tracciato finale?
Con delibera del 4 aprile 2006, la Giunta comunale ha scelto il tracciato prioritario della linea 2, disegnando un asse che corre da Orbassano verso il centro città, dirigendosi verso il quartiere Vanchiglia e Rebaudengo. I quattro i tracciati considerati nello studio preliminare sono stati ponderati dall'Agenzia per la Mobilità Metropolitana, attraverso modelli che hanno misurato la domanda esistente e potenziale di mobilità.
Tenendo conto di tutti gli insediamenti urbanistici di rilievo e delle grandi trasformazioni già previste nei prossimi anni, è stato fatto un calcolo sulla mobilità futura pubblica e privata, sia quella inerziale sia quella indotta da elementi nuovi, quindi i percorsi sono stati pesati per attribuire un valore. Lo studio ha confermato che, partendo da Orbassano, il quadrante in cui deve arrivare la linea 2 è sicuramente quello che va da Sud a Nord Est.
Sulla base di questa considerazione sono state fatte due ipotesi: la prima indicava come direzione San Mauro, dove c'è oggi un ingresso in città molto congestionato che si concentra su corso Casale; l'altra indicava di procedere verso via Gottardo attraverso il "trincerone, un tracciato ferroviario in trincea che corre tra via Gottardo e via Sempione, in disuso da quando lo Scalo Vanchiglia, collegato alla ex-Manifattura Tabacchi, ha perso la sua funzione.

Sulla scelta del tracciato hanno influito considerazioni relative alla trasformazione urbana di alcune parti della città?
E´ proprio così, tanto è vero che la scelta di riutilizzare la trincea Gottardo Sempione non è soltanto un modo per risolvere un problema urgente di riqualificazione urbana, ma anche di collegare la metropolitana ad aree di possibile trasformazione. Si conosce l'interesse dell'ospedale Giovanni Bosco (contiguo all'area) ad espandere le sue strutture.
Più in generale, questo pezzo di città si presta a forme di riqualificazione programmabili: lo Scalo Vanchiglia è un'area molto vasta in parte destinata, secondo il Piano Regolatore Generale, al terziario e al commerciale; si affaccia su corso Novara, dunque si trova in una buona posizione; infine c'è attorno allo Scalo un contesto di piccoli insediamenti produttivi su cui sta lavorando l'Assessorato all'Urbanistica per una riqualificazione produttiva.
Al di là del tracciato selezionato, vale la pena sottolineare che l'insieme dei tragitti considerati si può leggere come un disegno complessivo della mobilità cittadina.
A monte di questo, come di altri progetti infrastrutturali per la mobilità, c'è il Piano Generale del Traffico, un documento di programmazione elaborato insieme diversi Comuni dell'area metropolitana: si tratta di un documento un po' vecchio (risale al 1998) che non prevede la linea 2 della metropolitana, però i grandi percorsi del trasporto suburbano sono già tutti tracciati e danno un quadro generale del sistema ferroviario metropolitano come una rete composta da attestamenti incrociati che vanno da Rivarolo a Chieri, da Torino a Ceres.
Con il completamento del Passante e delle 7 fermate previste in Torino, la ferrovia metropolitana così intesa diventa una rete su ferro tra gli assi più forti del trasporto dell'area metropolitana stessa.

Per quanto riguarda il reperimento delle risorse, come si intende procedere per coprire i costi previsti?
Allo stato attuale ci troviamo in una fase di valutazione sulla fattibilità economica dell'opera, anche in rapporto all'interesse manifestato da alcuni privati. L'obiettivo è mettere in pista l'opera entro il termine di questa legislatura, magari non aprire i cantieri ma organizzare tutte le condizioni preliminari al cantiere.
Dal punto di vista delle risorse nazionali, abbiamo la possibilità di insistere presso il ministero competente poiché altre città, Milano e Roma in particolare, sono state privilegiate.
Il nostro intendimento è sbloccare entro il 2008 il finanziamento per i prolungamenti della linea 1, verso piazza Bengasi e Cascine Vica, e avviare subito dopo il ragionamento sulla seconda linea.
Èallo studio l'ipotesi di attivare un project financing per coprire la parte dei costi dell'opera a carico della Città, che ammonta al 40% del totale. Per attivare un project financing, però, è necessario disporre dei finanziamenti nazionali (il 60% restante): su quella base è verosimile per un privato avanzare una proposta comprendente il piano finanziario, il tracciato e tutte le indicazioni necessarie a capire come il privato che si offre di realizzare l'opera intende compensare l'investimento.
In Italia, la procedura di project financing è stata avviata per due opere analoghe - a Roma e Milano - ma si sono evidenziate difficoltà data la complessità dell'opera. In attesa dei finanziamenti nazionali, la Città ha costituito un gruppo di lavoro impegnato a valutare forme possibili per l'attivazione di risorse e come l'opera possa inserirsi in una dimensione più ampia di intervento di trasformazione urbana.