2007/2
UN RACCONTO FANTASTICO
Oddone Camerana, scrittore
Intervistato dal cronista medio su incarico del giornale quotidiano medio della città di indagare se il modo di muoversi cambia il modo di pensare la città media che si percorre, è presumibile che il cittadino altrettanto medio in questione risponda concordando sull'esistenza del rapporto ipotizzato dal suo interlocutore e confermi che, in effetti, le cose cambiano a seconda del mezzo che si usa.
Nel caso in cui quest'ultimo sia un tram, il cittadino medio dirà che occorre distinguere a seconda dell'anno di costruzione del veicolo, data che, come ben noto, incide sulla rumorosità o meno del mezzo, oltre che sul suo aspetto, sul tipo di verniciatura e sulla riconoscibilità del medesimo. Quanto al tema della frequenza dei passaggi del mezzo sull'itinerario stabilito e alla sua velocità di spostamento, il cittadino medio farà presente come, esulando dalla sua competenza, non stia a lui esaminare e valutare dette performances; questo a scanso di equivoci e onde evitare fastidi se qualcuno dovesse poi risentirsi.
Tutt'altro discorso verrà in superficie nel caso in cui il mezzo di spostamento considerato sia un ciclomotore di media cilindrata, in merito al quale, forte della sua esperienza e del suo spirito di osservazione, il cittadino medio non mancherà di illustrare i pro e i contro di questo tipo di veicolo in relazione al fattore metereologico e alla percentuale media delle giornate di pioggia e neve e sugli effetti che questa variabile fuori dal nostro controllo può avere sulla necessità di procurarsi gli strumenti di protezione idonei. Qualora poi l'analisi dei mezzi adatti agli spostamenti si spinga alla bicicletta, è facile immaginare le digressioni possibili quanto auspicabili in materia di ecologia, di salute fisica, nonché dei benefici individuali e collettivi che si ritiene ne derivano.
Sennonché, tornando alla realtà più ordinaria e a quella maggiormente critica dell'uso privato dell'automobile altrettanto privata e lasciando da parte per il momento l'esame delle opportunità emergenti dalla pratica del car-sharing o del car-pooling che dir si voglia, è probabile che il cittadino medio intervistato faccia presente a questo punto come a influire sulla percezione della viabilità urbana pesi l'età media degli automobilisti. Una variabile quantitativa, questa, determinante ai fini dell'inchiesta, a seconda di come si combina con gli aspetti della psicologia degli automobilisti alla guida, aspetti che vanno dalla pazienza di fronte alle code, alla tollerabilità a sopportare gli ingorghi, al legittimo desiderio di puntualità, alla capacità di sopportare il tedio delle attese, alla disponibilità a violare le norme previste per l'uso del cellulare alla guida, al senso profondo di dispiacere causato dal tempo perduto al volante, tempo che nessuna Recherche e nessun Proust potranno mai restituire. Una questione complessa dunque da rimettere, come si suol fare, agli specialisti. Ma chi sarà mai il luminare in grado di stabilire come il rapporto, molto spesso sfasato, tra i ritmi degli orologi interiori delle persone alla guida e quelli dei loro orologi da polso incida sui comportamenti delle persone stesse?Certo è che la mobilità è uno di quei problemi che mettono in luce, ove ci sono, i punti deboli di una metropoli. Sennonché, e per restare nella metafora del corpo, è noto come sia proprio sui punti deboli di un corpo, più che sui punti forti, che si scaricano le magagne del corpo stesso, qualsiasi cosa questo voglia dire.
Arrivati a questo punto dell'intervista, è prassi consolidata che, soddisfatto del suo lavoro, l'intervistatore del quotidiano medio ritenga essere venuto il momento di tirare le somme della sua indagine. In pratica intenda concludere con una osservazione di sapore morale. Sollecitato in tal senso, e traendo spunto, per scostarsene, dagli inviti frequenti in arrivo dalla moda, dalla critica d'arte media, nonché dalla pubblicità e dall'advertising - inviti che, oggi come oggi, non smettono, come noto, di stimolare alla trasgressione e a rompere gli schemi - può accadere che l'intervistato medio assecondi il desiderio dell'intervistatore e faccia presente come in materia di traffico automobilistico le vecchie regole tratte dal decalogo non siano affatto superate, ma rappresentino ancora la base su cui costruire il futuro della mobilità. "Onora i semafori. Non desiderare il verde altrui. Non desiderare il parcheggio d'altri", pare infatti che abbia detto l'intervistato a titolo di esempio, dando così modo all'intervistatore di dedurne come, ancorché raggiunto a fatica, nessun miglioramento nella viabilità possa prescindere dal rispetto delle regole e dei divieti da parte dei singoli utenti.
IN QUESTO NUMERO
- Mobilitą
- Parlare del futuro
- La fattibilitą tecnica
- Le simulazioni del traffico
- I preliminari della linea 2
- Barriera mobile
- Bike sharing
- Il ciclista urbano
- Bologna
- Torino
- Programmi Territoriali Integrati
- Fondazione di comunitą
- Osservatorio sulle public utilities
- Dentro l'automotive
- TorinoCampus
- Stati generali del design
- Summer School
- Italia-Argentina
- Commercio e turismo
- Un racconto fantastico
- Una storia autentica

