Piano regolatore sociale
PIANO 2 - PROGETTI E OPPORTUNITÀ
Aggiornamento scheda: aprile 2009
Il Piano Regolatore Sociale (Psr) è uno strumento partecipativo di programmazione delle politiche pubbliche di competenza comunale che hanno un impatto diretto sulla salute dei cittadini intesa in termini di benessere fisico e sociale.
PERCHÈ IL PROGETTO È STRATEGICO
La strategicità del Piano si fonda essenzialmente sul dare la possibilità ai cittadini di sfruttare le opportunità offerte dal sistema locale e far sì che esse non vengano sprecate. L'obiettivo è quello di migliorare le prestazioni del welfare cittadino in maniera tale che esso contribuisca ad accrescere l'autonomia dei singoli individui e le loro dotazioni. Per essere considerato strategico deve essere elaborato ed implementato da tutti i settori dell'amministrazione comunale (tanto a livello centrale che a livello decentrato) oltre che da tutti i soggetti profit e no-profit che svolgono un ruolo rilevante nella produzione di beni pubblici.
TEMPI DI REALIZZAZIONE
Proprio la necessità del Piano di trattare in maniera coerente un insieme molto ampio e diversificato di problemi (frutto di settori di intervento diversi e che rispondono a logiche e a priorità molteplici) può rappresentare una criticità del Prs che si configura come strumento innovativo di programmazione che mette in discussione prassi consolidate (che riguardano, ad esempio, l'allocazione di risorse e le soluzioni organizzative) e che, pertanto, può generare conflittualità. Il Psr risulta, inoltre, essere un processo costoso, sia in termini di tempo sia di risorse umane; l'esito dello stesso, risiederà, inoltre, principalmente nell'offrire alla struttura amministrativa e politica centrale e decentrata strumenti e metodi di lavoro per una migliore programmazione, ma difficilmente riuscirà a determinare cambiamenti visibili o immediati nel breve periodo. I lavori per l'elaborazione del Piano si innestano in un contesto già ricco di esperienze (tra i vari lavori: Bilancio sociale 2003, Piano dei servizi sociali 2003-2006, programmi urbani complessi, Città sane e Coordinamento cittadino per la salute, Progetto città educativa, ecc.). La prima fase di esplorativa (2007) si è svolta prevalentemente all'interno dell'Assessorato ai Servizi Sociali per la predisposizione di primi strumenti di analisi delle politiche; la seconda fase (2008) ha visto un allargamento agli altri Assessorati e ha riguardato la diversificazione e l'arricchimento degli strumenti di analisi e l'identificazione delle aree di interdipendenza strategica tra politiche. La terza fase (2009, attualmente in corso), condotta in collaborazione con la Compagnia di San Paolo si rivolge ai soggetti esterni all'amministrazione cittadina per raccogliere da essi stimoli che contribuiscano ad innovare ed estendere le risposte del sistema locale in questo ambito di politiche.
ATTORI COINVOLTI
ASL cittadine, Città di Torino, Circoscrizioni cittadine, Compagnia di San Paolo, Partner della Città di Torino, Terzo Settore
ATTI LEGISLATIVI E PROGRAMMATORI
Il Piano Regolatore Sociale (Psr) è uno strumento partecipativo di programmazione delle politiche pubbliche di competenza comunale che hanno un impatto diretto sulla salute dei cittadini intesa in termini di benessere fisico e sociale.
- Storia del progetto
Il Psr è uno strumento a disposizione delle amministrazioni locali per potenziare la capacità degli individui a "stare bene". Esso rappresenta l'ambito di integrazione delle politiche pubbliche volte a promuovere la qualità sociale della città nelle sue varie componenti: coesione, sicurezza, inclusione sociale, cittadinanza attiva. Nel contesto italiano il Prs è stato utilizzato dalla Città di Roma (varato nel 2002) e dalla Città di Genova (che ha avviato il progetto nel 2005 attraverso un forum cittadino). L'elaborazione del Psr di Torino si colloca all'interno di un clima che ha visto crescere in questi ultimi anni una serie di iniziative (dai progetti Urban, ai Contratti di Quartiere, ai Piani di recupero urbano, ecc.) che, tanto nella fase di progettazione che in quella di realizzazione, hanno coinvolto attori numerosi ed eterogenei, attivando un forte coordinamento fra diversi settori della pubblica amministrazione. Sulla scia di tali esperienze, il Prs di Torino, coordinato dall'Assessorato ai Servizi sociali del Comune, si incentra sulla possibilità di saldare le attività programmatorie dei servizi sociali con quelle di tutti i settori rilevanti per la salute ed il benessere della società locale. - Obiettivi
Tra gli compiti che il Psr si pone vi è il miglioramento della programmazione degli interventi atti a ridurre le disuguaglianze sociali nell'ambito della salute e del benessere. Attraverso la valorizzazione dei collegamenti tra interventi a favore dell'inclusione ed interventi a favore dello sviluppo economico e sociale, il Piano cerca di ridefinire le modalità di intervento del soggetto pubblico sul territorio, rafforzando sinergie e connessioni tra le diverse forze pubbliche. Il Piano inoltre dovrebbe rafforzare la capacità di regolazione della Città nei confronti di attività, servizi ed interventi attuati da soggetti terzi (es. Asl, terzo settore, istituzioni formative, organizzazioni di rappresentanza degli interessi, aziende). - Funzionamento
Il Psr ha un carattere di attività collettiva che coinvolge una pluralità di attori sia interni che esterni alla pubblica amministrazione. Si tratta di uno strumento della sussidiarietà orizzontale: alla base del suo funzionamento vi è il coinvolgimento, fin dalle sue prime fasi di elaborazione, di tutti gli ambiti di policy strategici per la promozione della salute e del benessere sociale e di tutti i soggetti suscettibili di incidere su tali ambiti di policy.
PERCHÈ IL PROGETTO È STRATEGICO
La strategicità del Piano si fonda essenzialmente sul dare la possibilità ai cittadini di sfruttare le opportunità offerte dal sistema locale e far sì che esse non vengano sprecate. L'obiettivo è quello di migliorare le prestazioni del welfare cittadino in maniera tale che esso contribuisca ad accrescere l'autonomia dei singoli individui e le loro dotazioni. Per essere considerato strategico deve essere elaborato ed implementato da tutti i settori dell'amministrazione comunale (tanto a livello centrale che a livello decentrato) oltre che da tutti i soggetti profit e no-profit che svolgono un ruolo rilevante nella produzione di beni pubblici.
TEMPI DI REALIZZAZIONE
Proprio la necessità del Piano di trattare in maniera coerente un insieme molto ampio e diversificato di problemi (frutto di settori di intervento diversi e che rispondono a logiche e a priorità molteplici) può rappresentare una criticità del Prs che si configura come strumento innovativo di programmazione che mette in discussione prassi consolidate (che riguardano, ad esempio, l'allocazione di risorse e le soluzioni organizzative) e che, pertanto, può generare conflittualità. Il Psr risulta, inoltre, essere un processo costoso, sia in termini di tempo sia di risorse umane; l'esito dello stesso, risiederà, inoltre, principalmente nell'offrire alla struttura amministrativa e politica centrale e decentrata strumenti e metodi di lavoro per una migliore programmazione, ma difficilmente riuscirà a determinare cambiamenti visibili o immediati nel breve periodo. I lavori per l'elaborazione del Piano si innestano in un contesto già ricco di esperienze (tra i vari lavori: Bilancio sociale 2003, Piano dei servizi sociali 2003-2006, programmi urbani complessi, Città sane e Coordinamento cittadino per la salute, Progetto città educativa, ecc.). La prima fase di esplorativa (2007) si è svolta prevalentemente all'interno dell'Assessorato ai Servizi Sociali per la predisposizione di primi strumenti di analisi delle politiche; la seconda fase (2008) ha visto un allargamento agli altri Assessorati e ha riguardato la diversificazione e l'arricchimento degli strumenti di analisi e l'identificazione delle aree di interdipendenza strategica tra politiche. La terza fase (2009, attualmente in corso), condotta in collaborazione con la Compagnia di San Paolo si rivolge ai soggetti esterni all'amministrazione cittadina per raccogliere da essi stimoli che contribuiscano ad innovare ed estendere le risposte del sistema locale in questo ambito di politiche.
ATTORI COINVOLTI
ASL cittadine, Città di Torino, Circoscrizioni cittadine, Compagnia di San Paolo, Partner della Città di Torino, Terzo Settore
ATTI LEGISLATIVI E PROGRAMMATORI
- Linee programmatiche 2009 Compagnia di San Paolo (file .pdf)
- Linee Programmatiche 2006-2011 Città di Torino (file .pdf)
- Piano Esecutivo di Gestione della Città di Torino del 2006 e del 2007
- Piano dei servizi sociali 2003-06 e relativi Piani di Zona
- LR 18/207 "Norme per la programmazione Socio-sanitaria e il riassetto del servizio sanitario regionale"
- Delibera della Giunta Comunale della Città di Torino, 17 giugno 2008
Direzioni piano
- Lavoro [3,5]
- Immigrazione [1,2]
- Salute e cura [1,3,4]
PROGETTI E OPPORTUNITà
- Alta Capacità Torino-Lione
- Sistema ferroviario metropolitano
- Metro-Torino linea 1 e 2
- Progetto plurimodale di corso Marche
- Strumenti di coordinamento metropolitano
- Politiche per l'efficienza energetica
- Distretto aerospaziale
- Piattaforma per l'infomobilità
- Trasformazione dell'area Mirafiori
- Politecnico: Piano strategico e Cittadella
- Università metropolitana
- Piano regolatore sociale
- Fondazione di comunità per la cultura
- Sistema delle residenze sabaude
- Asse del Po
- Distretto museale centrale
- Italia 150
- Politiche per i grandi eventi
- Politiche per l'attrazione dei talenti
Link e approfondimenti
- Piano Regolatore Sociale
Dal sito Comune di Torino (file .doc)
- Avanzamenti Piano regolatore sociale
Da tamtam, 2007/1 - Piano regolatore sociale
Da tamtam, 2006/2 - Un’idea cartesiana
Da tamtam, 2006/2 - Implicazioni per l’ente locale
Da tamtam, 2006/2 - Dalla company town ali nuovi bisogni
Da tamtam, 2005/1 - La promozione dell’agio
Da tamtam, 2004/3

