Torino Internazionale | Piano

Predisporre un Piano strategico è un modo per fare convergere le scelte e le priorità di diversi soggetti e organizzazioni, siano essi enti locali o imprese, istituzioni culturali o associazioni di categoria, con lo scopo di identificare un'idea di sviluppo condivisa per un certo territorio e attuare progetti comuni. Il vantaggio di questo strumento, che porta a definire un vero e proprio programma di lavoro con le indicazioni sugli obiettivi da raggiungere e le azioni utili a questo scopo, è di coordinare risorse non soltanto economiche, ma anche idee, progetti, proposte che i sottoscrittori del patto intendono mettere a disposizione del sistema locale.
La filosofia alla base dei Piani strategici è di giungere a uno sviluppo equilibrato, dove la salute economica va di pari passo con la crescita culturale, la qualità sociale, la cura dell'ambiente urbano. Caratteristica peculiare dei Piani strategici è l'essere strumenti molto versatili, rafforzati dalla adesione volontaria alle loro indicazioni: per queste ragioni l'adozione di questi strumenti presuppone un sistema per gestire le relazioni fra gli aderenti di tipo paritario, e introduce modalità e approcci nuovi al governo del territorio.

NASCE IL 2° PIANO STRATEGICO
Nel luglio 2006 l'Assemblea dei soci ha approvato il 2° Piano strategico di Torino e dell'area metropolitana, del tutto rinnovato rispetto al documento del 2000 per rispondere a un contesto socio-economico della città molto cambiato, con nuove necessità e altri obiettivi di crescita. Il 2° Piano strategico definisce per l'area metropolitana torinese una prospettiva di sviluppo nella direzione della società della conoscenza, considerandola la chiave di volta per completare la trasformazione economica e sociale avviata alla fine degli anni novanta.
Avviati a gennaio 2005, i lavori per costruire sono stati seguiti da cinque Commissioni tematiche incaricate di esplorare scenari, obiettivi e possibilità di sviluppo per il territorio. Seguendo le modalità tipiche della pianificazione strategica, le Commissioni si sono riunite in forum di discussione, hanno promosso incontri pubblici, sperimentato forme di coinvolgimento della cittadinanza, organizzato incontri politici e istituzionali, dato conto del processo di pianificazione attraverso strumenti editoriali e di comunicazione. Come già accaduto con il 1° Piano strategico, tale complicato processo di lavoro ha coinvolto nell'insieme più di 1000 persone.

LA FORMA DEL PIANO
La piattaforma generale del Piano è organizzata in 4 aree tematiche - territorio metropolitano, qualità sociale, potenziale culturale, sviluppo economico - da cui scaturiscono 12 direzioni d'intervento che riguardano i grandi argomenti a cui è incardinato lo sviluppo del territorio: formazione; creatività; trasformazione industriale; lavoro; trasformazioni urbane e territoriali; risorse culturali; promozione e turismo; immigrazione; accessibilità, trasporti e mobilità; logistica; salute e cura; casa e rigenerazione urbana.
Ciascuna direzione si articola in un numero variabile di obiettivi - 54 in totale - che mettono a fuoco diversi aspetti dell'intervento proposto dal Piano in un certo ambito o settore. Pur nascendo all'interno di un'area tematica specifica, ogni obiettivo produce effetti, esercita una influenza o viene a sua volta influenzato da altri obiettivi riferiti ad aree tematiche limitrofe, intrecciando relazioni virtuose che sono condizione essenziale per il raggiungimento dell'obiettivo stesso.
L'insieme composto dalle aree tematiche, dalle direzioni d'intervento e dagli obiettivi indica un ventaglio di opportunità e progetti che il territorio può cogliere.

DIREZIONI E OBIETTIVI

  • Formazione
  • Creatività
  • Trasformazione industriale
  • Lavoro
  • Trasformazioni urbane e territoriali
  • Risorse culturali
  • Promozione e turismo
  • Accessibilità, trasporti e mobilità
  • Logistica
  • Salute e cura
  • Immigrazione
  • Casa e rigenerazione urbana

1° PIANO

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