2004/1
EUROPA CONTINENTE DI CITTÀ E DI RETI
Rodolfo Zich, Vicepresidente Torino Internazionale
La trasformazione oggi in atto nelle città europee, impegnate a fare emergere la loro nuova identità, è strettamente legata a processi di aperturae di interscambio fra dimensione locale e globale. Combinare, in modo equilibrato, l'apertura verso l´esterno con la protezione e la coltivazione delle conoscenze e dei saperi interni, è uno degli aspetti critici del processo di trasformazione, in cui politiche e istituzioni locali assumono per necessità un ruolo di primo piano.
Essere parte di una rete internazionale significa anzitutto creare le condizioni per riportare a una forma istituzionalizzata di tipo collettivo i rapporti di interazione che i singoli attori conducono in forma individuale: con ciò tali rapporti vengono in qualche modo socializzati e resi beni comuni di tutti i partner della rete. Una metodologia difficile ma utilissima: è certamente questo il modo più corretto per diventare attori importanti in un processo di produzione della conoscenza che ormai si articola su scala globale. D´altra parte, solo in quanto attori di una rete internazionale è possibile implementare con successo una politica di attrazione di talenti, considerata ormai uno bisogno primario per lo sviluppo di un territorio. Un cerchio che si chiuse con la constatazione che, come è evidente, una politica di attrazione di intelligenze è fortemente correlata alla capacità del tessuto urbano di assumere una dimensione multiculturale, in una parola di offrire una qualità della vita competitiva rispetto ad altre aree urbane del mondo.
La vera sfida oggi è creare una rete di città accomunate da policy di conoscenza come fattore di sviluppo. Per questa ragione, abbiamo promosso una rete di poli della conoscenza che condividono un progetto di sviluppo dell´habitat urbano fondato sugli asset conoscenza e coesione sociale, secondo un modello in linea con la direzione assunta dall´Unione Europea a Lisbona, che interpreta questi fattori come elementi complementari di crescita della città.
Il primo passaggio di costruzione della rete è una ricerca, finanziata da Torino Internazionale e dall'Istituto Superiore Mario Boella, per definire caratteristiche, ambiti, opzioni strategiche e politiche di alcune città europee (in particolare Barcellona, Lione e Torino, accomunate anche dall'interesse per il cosiddetto Corridoio 5) impegnate in questo tipo di sviluppo. L'obiettivo è valutare le trasformazioni sociali, culturali ed economiche che interessano queste città, individuando i fattori che consentono un´adeguata interazione dei saperi.
Si tratterà poi di capire come costruire reti di partenariato transnazionale che non sottovalutino ma, al contrario, valorizzino gli elementi di competitività fra i diversi sistemi locali. Oggi le condizioni sono mature per considerare gli elementi di competizione e gli elementi di cooperazione veri motori delle reti, sostenendo un processo di integrazione europea non soltanto dei mercati ma anche della società, di un´Europa cosmopolita che si confronta con le sfide della globalizzazione.
IN QUESTO NUMERO
- Mipim anno 15. Il Politecnico meglio di...
- La città senza fili
- Europa continente di città e di reti
- Arte contemporanea a Torino
- Se lavorassi a Milano nessuno mi...
- A Torino le utopie si realizzano
- Inaspettatamente al centro dell'Europa
- Trasformare la crisi in opportunità
- Una rete ecologica nell'area metropolitana
- www
APPROFONDIMENTI
- Metropoli: futuro sotto assedio
La Stampa - 26/03/04 - La forza delle città? È la foga dei cervelli
La Stampa - 17/03/04 - È la città a fare l’Europa
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