2004/1
UNA RETE ECOLOGICA NELL'AREA METROPOLITANA
Ippolito Ostellino, Direttore Parco fluviale del Po Torinese
L'associazione Federnatur, che raggruppa le aree protette e i parchi europei inseriti in contesti urbani e periurbani, all'inizio del 2004 ha presentato a Bruxelles un rapporto sull'attività, dimostrando che i progetti di sostenibilità ambientale delle aree metropolitane devono tenere conto di due fatti.
Il primo è far dialogare la città con l'ambiente periurbano circostante, conferendogli un valore invece di pensarlo come un semplice contorno del centro abitato. Il secondo è pensare la sostenibilità ambientale e il verde come elementi che migliorano il tasso di vivibilità, a vantaggio dei cittadini.
Proprio dalla volontà di confrontarsi con esempi internazionali di successo (come il caso di Lione), il Gruppo di Lavoro della Linea 6 «Migliorare la qualità ambientale» ha avviato un programma di lavoro che interesserà tutto il 2004. Il tema della sostenibilità ambientale come risorsa è oggi molto sentito in Europa e con questo il Piano Strategico di Torino deve misurarsi, applicando una metodologia e strumenti nuovi. Un piano di marketing territoriale può considerare l'ambiente al tempo stesso un elemento trasversale e un duttile strumento nei confronti dell'insieme delle azioni (dall'innovazione al turismo, dai beni architettonici e museali alla formazione) in gioco sulla scacchiera del Piano Strategico.
Una nuova prospettiva che pensa il territorio come una risorsa, con tratti estetici originali, capaci di conferire unicità al paesaggio di una città, e che trova nel Piano Strategico il terreno ideale per essere attuata. Tuttavia l'importanza di temi come il territorio e il paesaggio resta sottovalutata per le tutele legislative non ancora completamente adeguate e la mancanza di strumenti efficaci per fare sistema fra i soggetti che operano sul territorio - primi fra tutti i comuni dell'area metropolitana - conferendo alle iniziative un carattere intercomunale che ne valorizzi il ruolo.
Il problema del verde, dunque, è essenzialmente un problema di strategia. Il progetto Corona Verde, diventato una linea d'azione a regia regionale, ha avuto la finalità di coordinare il sistema del verde urbano e periurbano, mettendo sopra ogni altra cosa in luce la necessità di un progetto di governance del tema del verde, che è appunto al centro degli interessi del Gruppo di Lavoro.
Si tratterà di individuare nuove azioni che, partendo da quanto già realizzato, tratteggino una strategia di sviluppo basata su cinque assi fondamentali.
- far crescere una leadership culturale, capace di valorizzare gli spazi verdi come risorsa economica e indice di qualità della vita, favorendo l'intesa, il partenariato, la partecipazione
- indicare azioni e indirizzi normativi che integrino i Piani Regolatori Comunali e i piani sovraordinati provinciali e regionali
- sensibilizzare i professionisti del settore (architetti, paesaggisti, urbanisti, forestali) e il mondo della formazione
- favorire l'interscambio fra gli enti territoriali, per migliorare il coordinamento e la finalizzazione delle iniziative
- collegare fra loro le aree verdi, limitando l'insularizzazione e favorendo una gestione organica, sistemica
Si tratta insomma di segnare un punto di svolta, per riconvertire i territori dell'area metropolitana torinese, bisognosa di aree verdi non tanto più numerose ma di maggiore qualità.
IN QUESTO NUMERO
- Mipim anno 15. Il Politecnico meglio di...
- La cittą senza fili
- Europa continente di cittą e di reti
- Arte contemporanea a Torino
- Se lavorassi a Milano nessuno mi...
- A Torino le utopie si realizzano
- Inaspettatamente al centro dell'Europa
- Trasformare la crisi in opportunitą
- Una rete ecologica nell'area metropolitana
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