Torino Internazionale | Progetti integrati e piani strategici

2004/3

PROGETTI INTEGRATI E PIANI STRATEGICI
Marco Magrassi, Ministero dell'economia e delle finanze


Le città svolgono un ruolo determinante nelle strategie e nei programmi promossi dal Dipartimento per le Politiche di Sviluppo (DPS) del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Per questa centralità, l'Italia è stato l'unico paese europeo a inserire, nei Fondi Strutturali 2000-2006 per l'Obiettivo 1, un asse prioritario di finanziamento per le aree urbane che concentra circa un miliardo di euro su 23 Progetti Integrati Territoriali (PIT) nei comuni capoluogo del Mezzogiorno. Intersettorialità, approccio dal basso, e adozione del project cycle, sono importanti innovazioni introdotte dai PIT che, nel loro meccanismo di gestione, accrescono il livello di responsabilità e autonomia dei comuni, riaffermando i principi di decentramento e sussidiarietà nell'utilizzo delle risorse per lo sviluppo.


Il sostegno ai PIT nelle città del sud non esaurisce l'impegno istituzionale del DPS, che si articola su tutto il territorio nazionale con i progetti urbani co-finanziati dall'Unione Europea (Obiettivi 1, 2 e 3) e con le risorse nazionali del Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS). ╚ nel costante tentativo di migliorare l'efficacia di tali politiche che osserviamo con attenzione le innovazioni generate dal territorio. In tale prospettiva, i piani strategici nelle città del centro-nord assumono grande importanza anche per il policy-maker nazionale, che ne intravede il potenziale per la competitività urbana e regionale, attraverso: la costruzione di una strategia di lungo periodo che combina creatività, concretezza e realismo; il coinvolgimento attivo delle forze economiche e sociali; la proiezione verso scenari extra-regionali e internazionali; la capacità di attrarre capitali privati. Questi elementi si traducono in altrettanti vantaggi competitivi, costruendo una cornice favorevole per i processi di sviluppo territoriale e rendendo più rapide e efficaci le decisioni di investimento sia dell'operatore pubblico che dell'investitore privato.


I punti di forza della pianificazione strategica riflettono simmetricamente alcune debolezze riscontrate nell'esperienza dei PIT urbani, che spesso mancano di una strategia sufficientemente elaborata, di capacità attrattiva per investimenti privati, e della partecipazione attiva della società civile.
Per superare questi limiti, alcune città del Mezzogiorno (tra cui Palermo e Catania) stanno autonomamente intraprendendo percorsi di pianificazione strategica. ╚ egualmente incoraggiante che le stesse istituzioni regionali (ad esempio Campania e Basilicata) abbiano di recente riconosciuto i possibili benefici dei piani strategici, prevedendo forme di sostegno finanziario ai comuni che vorranno impegnarsi nel complesso percorso di elaborazione del piano. In questo contesto, il contributo di Torino e di altre città del centro-nord potrà risultare prezioso per accompagnare lo start-up delle nuove iniziative.


Il DPS intende alimentare questa e altre attività di concreta collaborazione tra città di diverse aree del Paese. L'agenda di policy è ricca di temi su cui sviluppare un dialogo fattivo, fra cui spicca il negoziato con l'Unione Europea per definire le priorità strategiche, i criteri di selezione, le modalità operative e le risorse finanziarie per le aree urbane nei Fondi Strutturali 2007-2013.


Gli strumenti di finanziamento nazionali (attribuiti ogni anno dal CIPE nelle delibere per gli stanziamenti del FAS) costituiscono un'altra importante opportunità per mettere a frutto il contributo tecnico delle città, affiancando le Regioni in un confronto aperto e costruttivo con il governo nazionale. L'istituzione di una riserva finanziaria di 207 milioni di euro per le città del sud (inclusa nella delibera CIPE del 2004) contribuirà ad avanzare in tale direzione, introducendo novità non soltanto nel merito dei progetti, con l'obiettivo di aumentarne l'impatto strategico, ma anche nel metodo, coinvolgendo i comuni con un ruolo di primo piano nella definizione dei criteri di selezione degli interventi, in collaborazione con le Regioni e con il parternariato socioeconomico. Anche i comuni del centro-nord saranno invitati a contribuire a tale processo, nell'auspicio che la riserva produca i risultati attesi e che possa in futuro essere ampliata ed estesa all'intero territorio nazionale.


Queste finestre di opportunità potranno valorizzare il ruolo e le idee delle città nella definizione delle politiche di sviluppo territoriale, a condizione che le amministrazioni locali riescano a collegarsi tra loro, elaborando proposte condivise, concrete e costruttive, superando i localismi e utilizzando un linguaggio nazionale.