Torino Internazionale | Palermo capitale dell'euromediterraneo

2004/3

PALERMO CAPITALE DELL'EUROMEDITERRANEO
Cleo Li Calzi, Project Manager PIT Palermo Capitale dell'Euromediterraneo


La riforma costituzionale assegna alle città un ruolo nuovo nelle politiche di sviluppo urbano, portandole a formulare strumenti interpretativi, strategie d'intervento, forme di regolazione e strumenti finanziari innovativi.


La complessità che caratterizza oggi il governo delle città - centri decisionali più vicini ai cittadini e dunque armatura principale del processo di sviluppo territoriale - obbliga a innovare i modelli decisionali e operativi, sostituendo la vecchia logica normativa della pianificazione urbana con un approccio strategico; si tratta oggi di progettare azioni mirate allo sviluppo del territorio e promuovere una politica decisionale che non risponda né a scelte occasionali o estemporanee né alla rigida logica settoriale.


Se ci poniamo l'obiettivo di promuovere uno sviluppo del territorio effettivamente sostenibile, dobbiamo intervenire con un approccio integrato che tenga insieme pianificazione dello sviluppo urbano e promozione del sistema economico e sociale. Egualmente, la sostenibilità e la credibilità dei processi di sviluppo locale sono basate proprio sulla capacità di promuovere una visione condivisa dello sviluppo strategico di un territorio, poiché è ormai certo che la valorizzazione competitiva della città non è più soltanto un problema di risorse finanziarie, ma anche di programmazione, concertazione, responsabilizzazione dei diversi livelli istituzionali che partecipano al processo, integrazione efficace fra sistema pubblico e sistema privato.


In questo contesto, il PIT Palermo Capitale dell'Euromediterraneo, avviato nel 2002, è stato per la città il banco di prova di un nuovo modo di operare, la via con cui il Comune ha voluto innovare il suo sistema di governance dello sviluppo, mettendo in campo un processo organizzato che conducesse alla responsabilizzazione attiva degli attori della trasformazione. L'idea centrale del PIT è conferire a Palermo un nuovo ruolo internazionale, aumentandone centralità e competitività, cogliere l'opportunità di sviluppo connessa al processo di evoluzione economica che porterà, nel 2010, all'apertura dell'area di libero scambio euro-mediterraneo. Operativamente, il PIT ha consentito di riunire e organizzare le diverse istanze suggerite dai partner, dare una forma coerente con le misure del POR Sicilia, in una parola integrare diverse azioni di riqualificazione urbana e sviluppo territoriale, in una cornice di intervento resa unitaria anche dalla definizione di un Piano Integrato della Mobilità.


Questa positiva esperienza è alla base della decisione di sviluppare il Piano strategico della città con cui Palermo intende dotarsi di uno strumento con valore di orientamento e indirizzo, per definire un quadro unitario e coerenza dei processi di trasformazione urbana, migliorare il sistema di governance dello sviluppo locale e garantire un impiego più efficace delle risorse finanziarie.
L'obiettivo strategico che guida l'elaborazione del Piano è organizzare un programma integrato e ampiamente condiviso di interventi capaci di innescare un circuito economico virtuoso, generando una effettiva discontinuità nei comportamenti e negli atteggiamenti degli operatori economici locali e sostenendo il coinvolgimento dei capitali nei settori strategici per lo sviluppo territoriale.


In quest'ottica sarà determinante la capacità del Piano di dare forma a un contesto funzionale, operativo, culturale e produttivo capace di affermare Palermo come un nuovo centro, e non solo un corridoio, fra Europa e Mediterraneo. In ragione della complessità del territorio di Palermo, per garantire questo risultato è necessario disporre di uno strumento unitario di governance dei processi di trasformazione in grado di integrare tutti i soggetti che concorrono allo sviluppo competitivo del territorio. Ma questa stessa complessità - dovuta al complesso di poteri, relazioni, expertises che cartatterizzano l'area urbana - diventa oggi punto di forza del territorio, come dimostrato dall'apertura di diversi uffici internazionali che guardano all'area euro-mediterranea. La capacità di connessione matriciale è una leva fondamentale per un'area che voglia avere un ruolo d'eccellenza nella creazione e veicolazione di prodotti e servizi avanzati, permettendo così di valorizzare tutte le economie di aggregazione che derivano dalla centralità geo-politica di Palermo nella costituenda area di libero scambio euro-mediterraneo.


L'elaborazione del Piano strategico si avvantaggia dei risultati raggiunti con altri programmi complessi già attivi nella stessa area urbana (PIT, PRUSST, URBAN, PRU, Programma Innovativo Porti-Ferrovie) per mezzo dei quali è stato costruito un forte partenariato istituzionale, sociale ed economico e, più in generale, di tutti gli stakeholders del sistema di riferimento, in un'ottica di sussidiarietà e di piena integrazione delle competenze e delle responsabilità.