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"Il Piemonte? Un lungo declino"

la Repubblica - 19/06/10

Sul 2009, anno negativo e difficile dall'inizio alla fine, in pochi avevano dubbi, ma il presidente dell'Ires, Angelo Pichierri, ha rincarato la dose, allargando l'orizzonte temporale: "Il Piemonte degli ultimi trent'anni? Una regione in declino". Un declino che il numero uno dell'istituto di ricerche economiche e sociali della regione definisce "relativo". Già, perché tutto dipende dal termine di paragone, e secondo il professore Pichierri "non essendo corretto un confronto con la Calabria o con la Valle d'Aosta - spiega - il Piemonte ha progressivamente perso competitività rispetto ad altre grandi regioni italiane ed europee. Anche nei momenti di salita, di ascesa dei dati, il Piemonte è cresciuto meno degli altri". E la situazione economica globale, la crisi che si sta vivendo rappresenta un'ulteriore minaccia "di riduzione della capacità di innovazione". Il problema è come reagire. E Pichierri non rinuncia ad una provocazione: "Bisogna scommettere sull'innovazione tecnologica e sulla formazione, ma se si tagliano le risorse per le università come si riuscirà a raggiungere questo obiettivo?".

Un'analisi con cui il presidente dell'Ires ha introdotto l'edizione 2009 dell'annuario "Piemonte Economico Sociale". La recessione globale ha colpito principalmente le esportazioni e l'occupazione della regione, che più delle concorrenti dell'Italia settentrionale, ha visto crescere il tasso di disoccupazione giovanile e femminile. Dal punto di vista dei consumi, la crisi è la peggiore degli ultimi cinquant'anni e le previsioni indicano che l'inversione di tendenza ci sarà non prima del 2012. "Ma sarà molto lenta, ci sono dei timidi segnali, ma non avranno effetti sul mercato del lavoro", aggiunge Pichierri. "La discesa del Pil - si legge nel rapporto - l'aumento della disoccupazione e l'ampio ricorso alla cassa integrazione hanno determinato una diminuzione del reddito a disposizione delle famiglie".

Non mancano i punti di forza, gli elementi di novità. Pichierri cita il presidente degli Stati Uniti, Obama: "Mai sprecare una buona crisi". Positivo l'andamento del settore turistico, l'unico in controtendenza rispetto ai competitori diretti che, se non incide in misura preponderante sul prodotto regionale, segnala comunque una diversificazione che comincia a dare i suoi frutti. E poi c'è la sanità virtuosa, che è un'occasione di sviluppo e business, i dati incoraggianti sulla raccolta differenziata, spunto per una green economy, mentre la Fiat, "che non è più quella di trent'anni fa, ha un ruolo cruciale nello sviluppo della regione: con la recente evoluzione verso gli Stati Uniti ci sarà un probabile spostamento del baricentro fuori Torino. Un processo che potrebbe portare opportunità di sviluppo per l'indotto", sottolinea Pichierri.

Il tasso di fiducia, analizzato tra febbraio e marzo, per il 2010 indica un miglioramento del clima, soprattutto rispetto al trend del 2009, sulla situazione economica generale e su quella familiare, anche se oggi la percezione, alla luce della manovra e del caso Grecia, potrebbe essere più negativa.

Diego Longhin

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