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Il sogno Tne frustrato dalla crisi

La Stampa - 27/07/10

L’ultima volta che gli enti locali affrontarono la questione Fiat, estate 2005, ne uscì un accordo che fa ancora discutere. I fatti: Comune, Provincia e Regione acquistarono dal Lingotto un’area di Mirafiori inutilizzata (circa 300 mila metri quadri) più un’altra grande il doppio (Campo volo) tra Torino e Collegno, spendendo 67 milioni (60 più 7). In cambio, la Fiat s’impegnò a produrre a Torino la nuova Punto. Cinque anni dopo, nei giorni in cui le amministrazioni locali, il governo e i vertici dell’azienda tornano a sedersi attorno a un tavolo per discutere del futuro di Mirafiori, è il caso di chiedersi com’è andata. Alla Fiat, tutto sommato benone: l’operazione avviò il rilancio. Su quelle aree invece l’obiettivo era duplice, favorire l’insediamento di piccole e medie imprese possibilmente dell’indotto e creare un polo universitario e della ricerca.

A che punto siamo? «Non sono stati soldi buttati», risponde subito Mauro Zangola, ad di Tne (Torino nuova economia), la società mista - i soci sono Regione, Comune, Fiat e Provincia - nata per qualificare e valorizzare le aree acquistate nel 2005. «Abbiamo sempre creduto nel progetto di cittadella dell’auto, ma serve pazienza: siamo operativi dal 2007 e abbiamo affrontato l’apice della crisi». Se per Campo volo, la cui destinazione per ora rimane quella di area aeroportuale («Così vuole il Comune di Collegno»), ogni progetto è rimandato al futuro, salvo la bonifica bellica quasi ultimata, per Mirafiori qualcosa si muove. Il centro design, nella cosiddetta zona A (143 mila metri quadri) tra i corsi Settembrini e Orbassano, per esempio è quasi pronto. «L’investimento da 25 milioni - ricorda Zangola - è uno dei più importanti della città». Dal 2011 sarà a disposizione del Politecnico per didattica, ricerca e rapporti con le imprese. Non è finita: c’è l’idea, su proposta di privati, di realizzare lì anche un centro polifunzionale e accanto al centro design la nuova sede di Ingegneria dell’autoveicolo, che attualmente sta al Lingotto.

Per la zona C, l’ex piazzale della Logistica (83 mila metri quadri), c’è già un progetto definitivo da 8 milioni finanziato in larga parte dalla Regione con soldi Ue: «Entro il prossimo anno - continua Zangola - inizierà la costruzione di un’area industriale per piccole e medie imprese suddivisa in lotti: nel 2011 uscirà il bando». Palazzo Civico ha chiesto un intervento di riqualificazione urbana lungo via Anselmetti: «Ci sarà una zona verde con pista ciclabile e l’area industriale sarà separata dal resto con un muro». Infine, nella zona B Sud, 34 mila metri quadri, sono in vendita un capannone e una palazzina ex Fiat engineering: dopo due bandi deserti, potrebbe essere la volta buona. «Abbiamo contatti con grosse imprese dell’indotto - conclude Zangola -. Se tutti i progetti andranno in porto, avremo dato una destinazione ai due terzi dell’area. Per ora restano fuori parte della zona A, l’ex Gommatura, e la zona Nord, per la quale aspettiamo gli sviluppi di corso Marche. Quando sarà costruita piazza Mirafiori l’area sarà più appetibile, ma occorrono anche i servizi perché non diventi una cattedrale nel deserto».

Jacopo Orsi

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