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Nuovo Egizio, l´attesa si allunga: slitta al 2015 il taglio del nastro
la Repubblica - 29/07/10
Slitta al 2015 l´inaugurazione del nuovo Egizio. Si dovrà attendere dunque due anni in più, rispetto alla data prevista fino a qualche tempo fa, per vedere il museo ampliato e riallestito in tutte le sue parti. Solo una prima tranche, che corrisponde allo spazio ipogeo con i servizi di accoglienza al pubblico, dovrebbe essere varata nel 2013. Mentre nel marzo 2011, quando fino a qualche anno fa si sognava di tagliare definitivamente il nastro in via Accademia delle Scienze in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell´Unità, si darà invece solo il via, se tutto va bene, al grande cantiere.
Ma che cosa è successo? Intanto non è ancora partito il bando per i lavori di "rifunzionalizzazione, ampliamento, restauro e messa in sicurezza" - praticamente per il nuovo museo - previsto a maggio e rimandato per ora all´autunno. È un bando che prevede opere per 31 milioni più Iva e in quanto tale non può essere lanciato finché non ci sia la copertura completa dal punto di vista finanziario. Mancano ancora all´appello al momento i contributi di Regione e Comune (hanno invece onorato gli impegni Compagnia di San Paolo, che finanzia metà dell´intero importo, Fondazione Crt e Provincia di Torino). Il Comune ha erogato finora 2,5 milioni rispetto ai 10 dovuti (gli altri non sono ancora stati impegnati), la Regione garantisce 7 milioni di fondi regionali Fesr, che per loro natura non possono giungere a destinazione fino a lavori avviati.
Ma non è ancora questo il nodo principale, riferiscono dagli uffici tecnici. Il vero problema è che manca la firma del direttore regionale per i beni culturali Mario Turetta alla convenzione con la Galleria Sabauda, in cui si assicura che per l´avvio del cantiere dell´Egizio gli spazi al secondo piano tuttora occupati dalle collezioni (dovrebbero poi essere collocate tra Palazzo Madama, Reggia di Venaria e i magazzini dell´Archivio di Stato e della Biblioteca Reale, in attesa della nuova sede nella Manica nuova di Palazzo Reale) saranno liberi. Senza quella certezza il responsabile di progetto, l´ingegnere Andrea Conci, non può dare il via al cantiere. Sembra che il documento sia già pronto, la firma dovrebbe arrivare nell´autunno.
Poi via con i lavori? Non è detto. Perché durante lo scavo ipogeo nel cortile sono emersi reperti antichi su cui la Soprintendenza archeologica vuole indagare. Di fronte all´ingresso da via Accademia delle Scienze si erge un muro di pietre circolare, già rinvenuto in passato, negli ultimi tempi si sono scoperti un altro muro più piccolo e due pilastri, forse di sostegno a un ponte di origine romana.
«Non importa conoscere la data della fine dei lavori, che sia il 2014 o il 2015, l´essenziale è andare avanti - commenta il presidente Alain Elkann, gettando acqua sul fuoco - Certo, ci sono le ricerche in corso da parte della soprintendenza sui reperti trovati, ma la Sabauda andrà via e i finanziamenti ci saranno. I rapporti sono ottimi con tutti, la Soprintendenza ai beni archeologici ci ha persino conferito la settimana scorsa il Papiro Regio, uno dei fiori all´occhiello del museo che ancora non era proprietà della nostra Fondazione».

