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"Torino 2020, la città che vogliamo"
la Repubblica - 16/05/12
I giovani imprenditori torinesi stringono un patto generazionale e presentano le loro idee per la Torino del futuro.
Si chiama Yes4To ed è il cappello che raccoglie le associazioni «junior» di imprenditori, artigiani, commercianti, notai, avvocati, agricoltori, manager, consulenti del lavoro, commercialisti, architetti e costruttori.
Dodici associazioni datoriali, che in tutto rappresentano dieci mila imprese, che si sono sedute intorno allo stesso tavolo hanno provato a ragionare di quale potrà essere il futuro di Torino.
E` la prima volta che succede: tutti gli under 40, della galassia delle imprese e delle professioni, che si presentano insieme e insieme vogliono essere un interlocutore per la politica. Il lavoro è iniziato lo scorso anno e ora il gruppo ha prodotto un «manifesto» con il quale è pronto ad avviare confronti e trattative. E in particolare il dialogo è rivolto all`amministrazione cittadina che ha accolto la sfida e ha inaugurato una Consulta, ovvero un luogo permanente di dialogo e confronto. All`ordine del giorno il la voro, lo sviluppo e la crescita economica di Torino e delle sue imprese. Gli imprenditori propongono, il Comune risponde: questo sarà il modello. «E` un`occasione importante- commenta il sindaco Piero Fassino - per poter ascoltare e comprendere le aspettative e le idee di attori importanti: imprenditori giovani, che sono cresciuti in un mondo, quello della globalizzazione, che li ha costretti a capirne i cambiamenti e a assecondarli. Considero quindi fondamentale il contributo che da questa parte potrà arrivare, la condivisione degli scenari possibili, soprattutto in un momento di crisi come quello presente, più importanti che mai. Mi auguro - concludo - che lo scambio delle nostre idee possa essere fruttuoso e che dalla Consulta possano giungere stimoli e suggestioni utili a tutti».
Le priorità dei giovani imprenditori stanno tutte nel documento «Torino 2020: la città che vogliamo» e sarà la base di lavoro delle prossime settimane. Un documento di otto pagine che è un concentrato di innovazione, sostegno all`impresa e apertura verso l`estero, sia dal punto di vista culturale che per la capacità di attrarre investimenti sul territorio.
Torino, come la immaginano i giovani imprenditori, dovrà essere una smart city, dove la mobilità, il recupero degli spazi, l`uso del territorio e l`urbanizzazione siano inquadrate in un disegno sostenibile, per l`economia e per la qualità della vita delle persone. Burocrazia e pubblica amministrazione dovranno favorire l`impresa e non ostacolarla e «internazionalizzazione» non dovrà solo essere una parola sulla bocca di tutti, ma il primo punto dell`agenda di governo.

