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Fame di aule in ateneo, il sogno del PalaFoster

La Stampa - 18/10/07

Sarà Norman Foster in persona a inaugurare il cantiere che raddoppierà gli spazi per le facoltà umanistiche e che rappresenta la soluzione finale per mandare in archivio il sovraffollamento dell’Università, guaio che ha per epicentro Palazzo Nuovo.

La posa della prima pietra avverrà a dicembre alla presenza della megastar dell’architettura: fra 3 anni si vedranno brillare lungo la Dora, nell’ex area Italgas, il tetto guizzante e le superfici curve disegnate dal maestro inglese, che ha previsto l’illuminazione notturna della sorprendente copertura a sottolineare per sempre, nella skyline della città, il contributo dell’Università alla vita di Torino. E’ un’operazione (comprendendo l’intera area ex Italgas) da 140 milioni, e s’affianca, ricorda il vicerettore all’edilizia dell’ateneo Salvatore Coluccia, a quella da 250 milioni per Scienze e Farmacia a Grugliasco nel 2012, e alla costruzione (per 8 milioni) delle nuove aule di Economia da inaugurare nel 2008. Proprio oggi sarà invece firmata l’intesa sull’ex Fimit (alla Manifattura Tabacchi): è destinata alla Suism, oggi divisa fra via Quarello e piazza Bernini. L’anno prossimo arrivano anche 7 aule a Torino Esposizioni.

Ma perché si compia l’imponente piano edilizio servono anni, per quanto l’Università abbia ottenuto lo sconto di un terzo sui tempi dall’impresa che realizzerà il «PalaFoster». Nel frattempo gli studenti dovranno ancora soffrire, e la fame di aule capienti, che si ripropone ogni autunno, quest’anno pare assumere dimensioni da emergenza. Ne è prova anche il fatto che, per la prima volta, firmano insieme un documento sull’allarme-spazi tutti i rappresentanti degli studenti, pur di componenti tradizionalmente contrapposte: Obiettivo Studenti (che ha per nocciolo i Ciellini) e l’Udu (sinistra studentesca). Scrivono delle aule strapiene che invitano a disertare le lezioni, e protestano anche per il pendolarismo: l’ateneo ne ha 120. Protestano anche per la mancanza di spazi per le associazioni; per l’esistenza, qua e là (come a Palazzo Campana) di barriere architettoniche e per gli orari delle segreterie che, nonostante internet, causano ancora code.

Davanti ai troppi ragazzi seduti per terra per ascoltare i professori, Coluccia sciorina cifre e date del piano edilizio da 400 milioni: «Siamo in dirittura d’arrivo per i grandi cantieri che risolveranno la situazione una volta per tutte. Sull’ex area Italgas sorgerà la nuova sede di Giurisprudenza e Scienze politiche, affacciata sulla Dora e firmata da Foster: 40 mila metri quadri di edifici curvilinei dotati di parcheggi, mensa, grandi biblioteche. Sarà un polo all’altezza dei più strepitosi campus del mondo». Il progetto, che entusiasma il rettore Ezio Pelizzetti e che fu già un sogno del predecessore Bertolino, profila un edificio che gira intorno a una piazza circolare, a richiamo dei vicini antichi gasometri. Sarà avvolto da una superficie trasparente, immerso in 20 mila mq di verde e sormontato da un tetto lucido, curvo e guizzante, a richiamare il fiume. Però, appunto, servono 3 anni. E nel frattempo? Tutti giù per terra, a meno che, come in passato, un bel po’ di ragazzi si stufi di frequentare le lezioni nel pigia-pigia, facendo spazio a chi terrà duro.

Giovanna Favro

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