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TorinHollywood

La Stampa - 13/12/08

Per qualcuno è la terra dei sogni, perché qui i desideri si realizzano davvero. «Un giorno mi sono presentato per un ruolo da comparsa, quasi per gioco. Mi affascinava questo mondo patinato». Adesso Andrea Palladino, 37 anni, è assistente di studio per la fiction CentoVetrine. La tv è diventata il suo lavoro. Anche questa è TorinHollywood. Luci della ribalta, stelle e stelline, 40 produzioni nell’ultimo anno ma anche un calcio alla crisi: perché, come dice il presidente di Film Commission Torino Piemonte, Stefano Della Casa, «l'obiettivo numero uno l'abbiamo raggiunto: regalare occupazione alla città, alla regione. Il cinema è diventato fonte di sostentamento per centinaia di persone». L'industria della macchina da presa macina investimenti anche nell’anno della recessione: 25 milioni di euro, hanno speso le case di produzione, e in tutta risposta Film Commission ha messo sul piatto un sostegno quantificato in 22 milioni. Alla fine l'indotto è il cuore pulsante di tutto questo carrozzone da favola.

Le formichine che animano i set all’ombra della Mole, gli studios di Telecittà, a San Giusto Canavese, il curioso e geniale panorama dei cartoon. Sono più di 800 quelli che vengono assoldati per film, telefilm, documentari, video clip. Per lo più con contratti a termine, incarichi estemporanei che messi l’uno accanto all’altro fanno una vita dietro le quinte: «Adesso faccio l’insegnante in una scuola di estetisti vicino ad Arezzo. Ma la mia base, per lo spettacolo, rimane Torino - racconta Jessica Policarpo, 34 anni, truccatrice - quando mi chiamano, arrivo di corsa. Perché truccare la Buy, la Golino o Gassman è una soddisfazione senza pari». Maria Estella Costantino, 60 anni, sarta, ha lavorato per Elisa di Rivomborsa, La Freccia Nera, Le Stagioni del cuore e sul set della 500. «Ma non rinuncio ai clienti che mi portano vestiti da accorciare o da aggiustare. Gli incarichi dal cinema e dalla tv aiutano, ma non sono così numerosi».

O come ricorda Angelo Galeano, 38 anni, free-lance di Taranto trapiantato in Piemonte «ci si arrangia a 'mo di factotum, io sono sia microfonista che fonico e ho una decina di collaborazioni. Ma è anche vero che Torino negli anni Novanta era l'unica città dove potevi svolgere il servizio civile nello spettacolo. Mi sono trasferito per questo motivo».

A CentoVetrine, la soap opera che dal gennaio 2001 va in onda ininterrottamente da Telecittà (la cittadella che sorge a un passo dal casello autostradale di San Giorgio Canavese) per forza di cose serve uno zoccolo di 110 dipendenti fissi. L'organizzatore generale Luca Improta si coccola i due Telegatto e sottolinea: «All’inizio l’80 per cento del personale arrivava da fuori. Ora le proporzioni si sono invertite: quasi tutti sono di Torino o del Canavese». Come Adriano Dal Zovo, 49 anni di Tonengo di Mazzè: «Sono uno dei due falegnami della soap. Lavoravo in bottega, ora è tutto diverso: ma che bello poter dire che quello che si vede in tv l’ho creato io».

Ci sono mondi paralleli come quello delle comparse: in duemila, nell’ultimo anno, hanno chiesto informazioni all’ufficio di collocamento dello spettacolo, a San Giusto Canavese. Una buona fetta ha più di 50 anni. E i cartoon? Mondo in gran salute. Sei le case di produzione, riunite nel gruppo «Torino Piemonte Animation»: in un anno impiegano più di 100 persone. «Questo grazie anche al sostegno degli enti pubblici - dice l’ad di Enarmonia ed Enanimation, Federica Maggio - e siamo sempre alla ricerca di nuovi talenti».

Alessandro Ballesio

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