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Individuato il corridoio per la Tangenziale Est

La Stampa - 16/12/08

Circa 20 chilometri di lunghezza, 8-10 in galleria, 4 svincoli, 9 Comuni interessati. Non è ancora il tracciato della Tangenziale Est, di cui si discute da troppi anni, ma il «corridoio centrale», l’alveo entro il quale andrà individuata l’ipotesi di percorso in grado di coniugare funzionalità e impatto ambientale (il più ridotto possibile): dalla rotonda di Sant’Anna fino al ponte sul Po in costruzione poco dopo la strada regionale 590. Nel mezzo, 9 Comuni: Chieri, Andezeno, Montaldo, Marentino, Sciolze, Gassino, Rivalba, San Raffaele Cimena.

L’individuazione del corridoio, sul quale le amministrazioni comunali si sono espresse quasi all’unanimità (restano forti perplessità da parte di Montaldo), è il frutto della prima fase del «tavolo di pilotaggio» attivato dalla Provincia, con la partecipazione dei sindaci e la consulenza del Politecnico, per sbloccare un’opera considerata strategica sul territorio ma paralizzata da almeno un decennio sotto il fuoco dei veti incrociati.

Questione di metodo, prima ancora che di contenuti. Come spiega Antonio Saitta, presidente della Provincia, si è deciso di lavorare su un doppio binario: coinvolgendo un ente terzo come il Politecnico, al quale la Provincia ha affidato una consulenza di 200 mila euro (fondi regionali), e soprattutto i Comuni in una cabina di regia che ricorda nei suoi meccanismi essenziali l’Osservatorio tecnico messo in piedi da Mario Virano per rimettere in moto il confronto sulla Tav. Spiega l’assessore Franco Campia: «Anche la volontà di considerare la Tangenziale Est come un’opportunità per sanare alcuni elementi di debolezza del territorio sotto il profilo idro-geologico, puntualmente sottolineati dall’ondata di maltempo in corso, rimanda ad un approccio nuovo».

Questo non significa che la strada sia in discesa. La seconda fase del «Comitato di pilotaggio», rilanciata dalla Provincia prima di Natale e destinata a protrarsi per circa 3-4 mesi, dovrà arrivare alla definizione del tracciato, pure questo condiviso, affrontando i nodi che si presentano: cominciando dall’alternanza dei percorsi a cielo aperto con quelli in galleria. Anche il tipo di infrastruttura da realizzare, stante la mancanza di dati aggiornati sul traffico indispensabili per caratterizzare l’opera, sarà oggetto di valutazione. Servirà una nuova consulenza da parte del Politecnico. Ma soprattutto, sarà indispensabile continuare con il metodo del confronto a tutto campo. «L’obiettivo - spiega Saitta - è produrre in primavera uno studio di fattibilità. La base dalla quale Cap, la società mista Regione-Anas, partirà per preparare il piano finanziario dell’opera e individuare il concessionario tramite gara».

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