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Export: il Piemonte cresce e il torinese ancora di più

Il Giornale del Piemonte - 16/12/08

Quando si dice dare il buon esempio. Nei primi nove mesi di quest'anno, il Piemonte è stata la regione italiana che ha realizzato il miglior risultato nelle esportazioni: una crescita rispetto all'anno scorso del 6,8 per cento, che supera nettamente il dato nazionale fermo sul +5 per cento. Ma in un contesto locale che - prima che la crisi si abbattesse su tutto il mondo - faceva da locomotiva all'intera penisola, il capoluogo ha fatto ancora di più, doppiando addirittura la media italica con una crescita che sfiora l'11 per cento (10,8%). Traducendo le percentuali in euro, il Piemonte ha esportato per 29,1 miliardi: altalenante l'andamento, con un primo trimestre che ha fatto segnare un +6,1 per cento, un secondo trimestre arrivato a +9,9 per cento e un terzo trimestre (quello estivo) che è sceso al +4,3 per cento. Dietro di noi l'Emilia Romagna (+6,5 per cento), la Lombardia, che ha fatto registrare in nove mesi +4,3 per cento e il Veneto, che si è fermato al 2,1 per cento. Tra i settori che offrono le performance migliori, la situazione torinese ricalca quella regionale: sono i mezzi di trasporto a rappresentare un quarto del volume d'affari complessivo. Anche se è probabile che le recenti evoluzioni economiche internazionali abbiano modificato questo quadro nelle ultime settimane, ma questo lo si potrà vedere nelle cifre che sintetizzeranno l'ultimo trimestre 2008.

Il +15,6 per cento registrato a livello piemontese gode della buona prestazione degli autoveicoli (+16,8 per cento), ma anche della componentistica, con un +14,3 per cento. Secondo comparto si conferma la meccanica; cresciuta dell'8,7 per cento. Bene anche i metalli (+7,9 per cento), ma la più grande accelerata la segnano le filiere dell'alimentare, con un +12,9 per cento. Lo stesso comparto, in Torino e provincia, decolla fino a toccare la crescita del 25 per cento. «Contrariamente a tutte le previsioni pessimistiche evidenziate da più parti evidenziate - commenta Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte - l'export piemontese tiene ancora. I dati dei primi nove mesi del 2008 sono positivi e, soprattutto, manifestano una dinamica migliore rispetto alle regioni italiane più votate all'export come Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna». Ora però bisogna attendere i numeri legati alla crisi internazionale: «I prossimi mesi saranno difficili - dice il presidente Unioncamere - ma il fatto che l'export piemontese continui a registrare risultati incoraggianti rappresenta un elemento importante per il futuro economico della nostra regione e delle nostre imprese, soprattutto considerando il fatto che questi risultati sono il frutto di una produzione di qualità che contraddistingue il Made in Piemonte in tutto il mondo».

Tra i migliori clienti del prodotto nostrano, si confermano i Paesi dell'Unione europea, che ne assorbono circa due terzi: bene soprattutto la Gran Bretagna, la Romania e la Polonia. Fuori dai confini continentali, crescono Brasile e Russia. Grossomodo la stessa situazione si riscontra per l'export torinese. «Si tratta di un risultato veramente importante per la nostra economia - sottolinea Alessandro Barberis, presidente della Camera ti commercio di Torino -. Questi dati così positivi, riferiti al periodo immediatamente precedente il terremoto finanziario che la colpito i mercati mondiali, testimoniano lo solidità della struttura economica industriale del nostro territorio».

Massimiliano Sciullo

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