Torino Internazionale | Stampa

Stampa

Le Olimpiadi della periferia

La Stampa - 12/02/10

La «nuova frontiera» della trasformazione di Torino viene presentata oggi agli architetti candidati a realizzare il progetto urbanistico più importante dei prossimi vent’anni. Come le Olimpiadi del 2006 furono il motore di quel cambiamento dell’immagine della città di cui tutti abbiamo avvertito il grande valore, così la riqualificazione dei quartieri Barriera di Milano e Regio Parco rappresenterà il nuovo indirizzo dello sviluppo futuro di Torino. Perchè la prima fase di questo grande mutamento del volto della città è stato soprattutto concentrato sulla sua area centrale, mentre la seconda punterà sulla periferia. Quella storica e più degradata, quella verso il Nord.

Saranno le nuove amministrazioni, che seguiranno alle giunte Castellani-Chiamparino, a doversi impegnare e a venir giudicate dai risultati di questo grande progetto. Un piano che risponde sia a una esigenza urbanistica, sia a una grande sfida storica: l’integrazione della nuova ondata immigratoria che la città, nei prossimi decenni, dovrà accogliere e metabolizzare.

I quartieri a nord hanno una caratteristica particolare. Sono territori di antico insediamento operaio e popolare, basti pensare alle zone attorno al corso Regio Parco e alla Manifattura Tabacchi. Ma stanno diventando anche i più moderni esperimenti di convivenza etnica, a causa delle numerose colonie di stranieri che si sono collocate vicino e dentro alle vetuste case di inizio ‘900, come in Barriera di Milano.

L’obbiettivo, perciò, è duplice: recuperare dal degrado le vaste aree abbandonate da grandi e piccole manifatture che hanno costruito lo sviluppo industriale del secolo scorso. Ma anche favorire l’integrazione con una serie di servizi ai residenti, per evitare il sorgere di quartieri-ghetto, dove all’emarginazione sociale e culturale, alla solitudine psicologica e morale degli abitanti si affianchino illegalità, violenza, disperazione. Mentre a Vancouver comincia una nuova Olimpiade, è bello pensare che, a Torino, se ne annunci un’altra, con la “o” minuscola: una gara internazionale di architetti per favorire anche coloro che, 4 anni fa, alla bella città hanno fatto solo da spettatori.

Luigi La Spina

Ricerca Tematica

Ricerca libera

/ /