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I torinesi sempre più innamorati della cultura

La Stampa - 15/02/10

Nevica, chi ha il cappuccio, chi l’ombrello, tutti pigiati in coda per entrare al museo Egizio. Anna, 19 anni, primo anno di Filosofia, estrae da un sacchetto di carta il regalo per il suo Valentino, Simone, 22 anni, perito agrario. Una T-shirt con uno dei più celebri versi di Emily Dickinson: «Che l’amore è tutto, è tutto quello che sappiamo dell’amore».
E mentre Anna e Simone approfittano dello sconto al museo - altri sono addirittura gratuiti grazie all’iniziativa «Innamorati della cultura», promossa per il secondo anno consecutivo dal Coordinamento delle associazioni culturali - nel vicino Teatro Carignano, il Comune festeggia i «Coniugi d’oro». Cento coppie, sposate da 50 anni, rinnovano la loro promessa di matrimonio di fronte all’assessore ai servizi civici Michele Dell’Utri, in versione showman. Tutto pieno, ieri mattina, al Carignano: inossidabili coppie di sposi, ma anche figli, nipoti e pronipoti.

Il segreto per arrivare alle nozze d’oro? «La pazienza» dice Maria Antonia Spina. «Sopportare tutto» le fa eco il marito Giovanni Pedone. D’origini siciliane, nati a Tunisi e poi emigrati a Torino, pronunciarono il fatidico sì il 1 giugno 1960. Ora sono qui a dimostrare che l’amore può resistere alle difficoltà della vita. «Purché si accetti il carattere dell’altro» ribadisce Teresa Bava, accanto al marito Gian Luigi Steffero che conferma: «La tolleranza, prima di tutto».
Al Circolo dei lettori, intanto, spazio ai bambini con il laboratorio «Melodie colorate» e alla Casa del Teatro Ragazzi, l’esibizione degli acrobati Milo e Oliva. Il maltempo non consente l’invasione delle piazze come l’anno scorso, ma - grazie alle tante attività nei teatri - alle 7 di ieri sera si registravano oltre 20 mila presenze. «È un buon risultato - commenta Graziano Melano, responsabile del Coordinamento associazioni culturali - il segno che i torinesi amano la cultura in tutte le sue declinazioni». E in effetti non c’è che l’imbarazzo della scelta. Nel pomeriggio, alla Cavallerizza monologo femminile surreale di Buzzati e «Something about Bob Dylan» dell’Accademia dei folli. Tra chi non teme il freddo, invece, ci sono i «flash mob», 50 ragazzi che in piazza Carlo Alberto improvvisano scene romantiche stile baciamano.

Ressa per entrare al Regio, alle 16,45 (un centinaio di persone alla fine rimarranno fuori) per assistere al concerto sinfonico dell’Orchestra degli studenti del Conservatorio Giuseppe Verdi e dell’Orchestra del Regio. Ma prima della musica, qualche minuto di passerella politica. Non a caso, considerato che tra poco più di un mese si va alle urne per le Regionali. Eccoli, infatti, i candidati alla presidenza: Roberto Cota per il centrodestra, l’attuale governatrice Mercedes Bresso per il centro sinistra. Lui parla per primo ed è parecchio fischiato (ma non mancano neppure gli applausi), lei interviene dopo e raccoglie applausi e un solo, lungo, fischio. L’argomento? I tagli alla cultura. «Non li farò, ridurrò gli sprechi» assicura Cota. «La cultura non va tagliata, ma sostenuta - insiste Bresso - anche perché è un’opportunità economica: in Piemonte dà lavoro a 100 mila persone». A confronto anche l’assessore regionale alla cultura Gianni Oliva e quello che lo ha preceduto nella giunta Ghigo, Giampiero Leo (molto applaudito). Intervengono anche il sovrintende del Regio Walter Vergnano e la presidente del Teatro Stabile, Evelina Christillin, infaticabile signora delle Olimpiadi invernali («il Comitato internazionale olimpico ha definito il nostro programma culturale il migliore di tutti i tempi»).

Salta, per problemi tecnici, il collegamento telefonico con Luciana Littizzetto. Risate e tanti applausi per il trasformista Arturo Brachetti: nelle sue mani un semplice fazzoletto bianco diventa lo strumento per inventare costumi che rievocano atmosfere di tutto il mondo, da Parigi e Siviglia fino a New York.
1. La lunghissima fila per entrare al Regio, alla fine un centinaio di persone è costretto a restare fuori. 2. La cerimonia di festeggiamenti al Carignano dei «Coniugi d’oro», cento coppie sposate da 50 anni. 3. Altra lunga coda davanti al Museo Egizio. 4. Ragazzi in piazza Carlo Alberto improvvisano scene d’amore romantico.

Grazia Longo

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