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La crisi non molla. Il 30%: lavoro in calo

La Stampa - 17/02/10

La recessione non molla: il crollo della produzione industriale - certificato dall’indagine della Unioncamere Piemonte - nel 2009 è stato del 15,4 per cento e ancora nel quarto trimestre - quando già il ciclo economico si era lievemente invertito - è stato del 6 per cento.

Il clima, ovviamente, è un po’ meno plumbeo di alcuni mesi fa, ma le prospettive per il primo semestre di quest’anno non brillano: sono ancora il 29% gli industriali che si aspettano un calo dell’occupazione e solo il 5 pensa che possa aumentare. E anche la produzione è attesa in rialzo solo dal 27% mentre per il 35 sarà in calo e per il 38 per cento rimarrà com’è. Un quadro non più drammatico come un tempo, ma non ancora incoraggiante anche perché c’è un quarto del campione - il 24% - che teme una diminuzione dei prezzi di vendita.

I dati relativamente meno negativi dell’ultimo trimestre sono determinati in misura notevole dal comparto dell’automotive che è in risalita del 6,4%, ma l’attesa del rinnovo degli incentivi nei primi mesi di quest’anno e poi la loro definitiva soppressione potrebbero, già dalle prossime settimane, determinate un nuovo calo nella produzione del comparto automobilistico.

Il calo del 6% dello scorso trimestre è stato inferiore, seppur di poco, a quello nazionale del 7,7% e molto diversificato nelle varie zone del Piemonte. La situazione peggiore è stata quella di Asti con un calo del 10,1%, seguita da Vercelli (-9,4%), Verbano-Cusio-Ossola (-9,3). A Torino la diminuzione si è attestata al 7,3, sopra la media regionale, mentre Alessandria con il meno 4, Cuneo con il meno 3,6, Novara con il meno 3,2 e Biella con il meno 3,1 sono andate meglio del resto del Piemonte. Si tratta del peso diverso di comparti industriali più o meno in difficoltà. Come aveva rilevato anche la Confindustria del Piemonte ci sono segnali di ripresa invece per la chimica che prefigurano addirittura «una possibile inversione del ciclo recessivo» e nel settore è calato l’utilizzo della cassa: 15 per cento contro il 25 di giugno. Non migliora, invece, il tessile-abbigliamento: in questo campo il ricorso alla cassa è il maggiore in assoluto: il 65,1 per cento delle imprese la usa. Per la gomma-plastica «la fase più critica è passata, ma la ripresa è lontana». Va bene, invece, l’alimentare. È il settore che ha tenuto sempre e anche adesso gli impianti vengono utilizzati al 73 per cento e la cassa è usata solo dal 3,7 per cento delle aziende.

Tra ottobre e dicembre del 2009 sia gli ordinativi interni sia quelli provenienti da oltre confine sono stati in crescita del 4,4% rispetto al terzo trimestre, ma è il fatturato a rimanere al palo con una contrazione media del 9,5% rispetto al periodo ottobre-dicembre del 2008. E il tasso di utilizzo degli impianti è rimasto basso in modo desolante: il solo 60,2 per cento. Il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, analizza i dati della indagine e conferma: «Il 2009 è stato un anno difficile che ci siamo finalmente lasciati alle spalle; le previsioni degli imprenditori sul primo semestre 2010 sono migliorate soprattutto per ciò che riguarda la domanda internazionale».

Ma non si fa illusioni eccessive: «Una ripresa che arriverà nel 2010, ma che sarà lenta e selettiva, e che premierà le imprese che in questi ultimi due anni avranno continuato a investire, migliorare ed internazionalizzarsi».

Marina Cassi

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