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Primi segnali di ripresa, occupazione ferma fino al 2013

La Stampa - 07/06/11

Il pericolo è passato ma la risalita sarà lunga e faticosa. E'questo, in sintesi, il messaggio che si legge tra i grafici e i numeri di Piemonte in cifre 2011, l'annuario statistico di Unioncamere presentato ieri e che per il 19° anno tratteggia lo stato economico e sociale della regione. La crisi, che nel 2009 ha colpito duramente anche l'economia piemontese, sembra aver ammorbidito la presa sulle aziende ma le prospettive non sono certo rosee.

«Assistiamo a una lenta ripresa - avverte Roberto Strocco, che ha coordinato la realizzazione della ricerca - ma ancora non raggiungiamo il livello pre crisi». La linea della produzione industriale piemontese dal 2000 a oggi è impietosa: «In dieci anni abbiamo perso il 15% di produzione industriale» spiega Strocco. Anche se le imprese continuano a nascere, al 31 dicembre 2010 erano quasi 470mila con un aumento dello 0,82%, ad aumentare sono però le aziende della ristorazione, bar e ristoranti, trainate dalla crescita del turismo, + 3,48%, mentre diminuiscono quelle legate all'industria (-1,2%) e all'agricoltura (-2,4%).

A incoraggiare la ripresa c'è però l'export, che nel 2010 in Piemonte ha raggiunto un giro d'affari di 34,5 miliardi di euro «il dato più positivo nel quadro della crisi - sottolinea Strocco - meglio di Emilia Romagna e Lombardia e in linea con il Veneto». Un dato economico che fa ben sperare anche se, nelle previsioni di Unioncamere, mentre nei prossimi anni il Pil regionale crescerà lentamente ma stabilmente, intorno all'1% l'anno, per vedere il segno positivo davanti all'occupazione bisognerà attendere il 2013. E i campanelli d'allarme sono proprio sulle famiglie.

Mentre i piemontesi aumentano, nel 2010 i residenti sfiorano i 4 milioni e mezzo, l'occupazione continua a diminuire: in 16mila, 14mila solo a Torino, l'anno scorso sono rimasti senza lavoro mentre i disoccupati sono arrivati a 151mila, 15mila in più dell'anno precedente. I dati raccontano di quasi 12 famiglie su 100 che arrivano a fine mese con grande difficoltà mentre sfiora il 6% la popolazione piemontese che vive sotto la soglia di povertà.

s. set.

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