Torino Internazionale | Stampa

Stampa

MiTo promosso

La Stampa - 20/09/11

Anche se continua a serpeggiare un po’ di nostalgia per quando MiTo era soltanto SettembreMusica e gli appuntamenti erano tutti concentrati sul territorio piemontese, il programma del festival internazionale che si conclude giovedì piace al pubblico. Giunto alla sua quinta edizione, MiTo ha avuto in cartellone 155 concerti di cui 77 a Torino che hanno spaziato tra i generi, abbracciando anche teatro, danza, performance, proiezioni e incontri. Persone entusiaste hanno partecipato alle diverse iniziative.

Marco Spinoglio è professore in un liceo cittadino. «Nel 2010 - racconta - ho visto 4 concerti, quest’anno a causa di impegni sono riuscito a seguirne solo uno. Il programma della manifestazione è sempre ricco di spunti, in particolare quelli dedicati alla musica contemporanea». Gli appuntamenti sono frequentati da un pubblico eterogeneo e non mancano genitori con figli al seguito. Erica, 11 anni, con suo papà Clemente Rebore ha assistito a numerosi eventi. «Siamo passati - spiega il signor Rebore - da Carl Orff a Liszt, dagli spettacoli per i bimbi al jazz. Ogni anno frequentiamo MiTo assiduamente e ci divertiamo tanto». Anche Anna e Lorena Cardone sono mamma e figlia e arrivano da Moncalieri. «Ci è piaciuto molto "Viva Verdi!" - spiega Lorena -: è stato incredibile vedere l’Isozaki pieno. L’esecuzione è stata meravigliosa e il pubblico partecipe. Credo che MiTo abbia il pregio di offrire l’opportunità a molti di avvicinarsi alla musica grazie a eventi di diverso genere».

Gianna e Maurizio sono di Mondovì, stanno aspettando i loro amici Olga e Shelby che arrivano da Santa Fe e che hanno colto l’occasione di una piccola vacanza in Italia per assistere a uno spettacolo di MiTo. «Noi - spiega Maurizio - seguivamo già SettembreMusica e quando abbiamo visto che quest’anno c’era un evento dedicato a Miles Davis abbiamo subito coinvolto i nostri amici americani. Tra i tanti aspetti positivi del festival c’è quello di riuscire ad acquistare i biglietti on line, tuttavia l’unico appunto che mi sento di fare è che i concerti più interessanti hanno registrato subito il tutto esaurito». Roberta Agliozzo e Aflio Nissale sono entrambi siciliani trapiantati da qualche anno a Torino. «Abbiamo scoperto MiTo - precisa Roberta - non appena ci siamo trasferiti in città e da allora non ci siamo persi un’edizione». Assidua frequentatrice pure Filomena Saltarelli. «Sono appassionata di jazz - afferma - e ho seguito tutte le esibizioni. Avrei voluto anche sentire Battiato, ma non ho trovato i biglietti».

Soddisfatto dell’affluenza Enzo Restagno. «Non sono in possesso di dati precisi - spiega il direttore artistico di MiTo - ma mi sembra di poter dire che i risultati sono ottimi. Penso ad esempio al concerto dell’Isozaki di venerdì scorso che ha registrato la presenza di oltre 7 mila persone, numeri da record considerando il fatto che il programma ha presentato musiche del '900. Il consenso aumenta grazie anche alla crescita culturale degli spettatori che sono più colti e più sensibili un anno dopo l’altro. Il nostro pubblico è diverso da quello che tradizionalmente frequenta le stagioni musicali. In quei concerti esiste una specie di invisibile parete che separa gli abbonati dagli altri: se una persona non è mai stata a un concerto, si ritrova in una specie di club dove esistono dei riti, delle liturgie che ignora e che quindi lo fanno sentire a disagio. Il nostro festival è riuscito ad abbassare o addirittura eliminare questa parete invisibile, un po’ perché i luoghi degli eventi non sono solo le sale consacrate e poi più di metà sono gratuiti. Tutto ciò favorisce l'aggregazione e lo scopo principale di MiTo è proprio stimolare una mutazione sociale e antropologica del pubblico».

Franca Cassine

Ricerca Tematica

Ricerca libera

/ /