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Una fondazione per tutta l'arte contemporanea"

La Stampa - 27/09/11

Una sola fondazione per tutta l’arte contemporanea. Ecco il succo del vertice sui destini della cultura torinese (a fronte di una «coperta» di fondi ridotta a un fazzoletto) che si è tenuto ieri a Palazzo civico fra l’assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe e il collega Michele Coppola che ha la stessa delega per la Regione.

Un primo, cruciale «vis-à vis» per decidere insieme le priorità da scegliere. La prima, rivoluzionaria, novità, che verrà presentata al vertice di oggi sta nell’unificazione di tutto il sistema di arte contemporanea in una sola fondazione: «Un solo presidente, un solo consiglio d’amministrazione, un solo ufficio stampa - ha spiegato ieri Coppola a termine dell’incontro - il che significherebbe salvare tutto contenendo al massimo i costi».

Un metodo che si potrà applicare anche ad altri settori, tenendo presente che le priorità da salvaguardare (insieme con l’arte contemporanea) sono la musica colta, il teatro, il cinema e il libro. I due enti che tengono i cordoni della borsa, insomma (la Provincia, si sa, dà contributi quasi simbolici e domani sarà esplicitamente chiamata a prendersi precise responsabilità: stile si entra nel gioco delle scelte in ragione del contributo che si dà alla partita) si sono incontrati svelando già la strategia che sarà alla base dell’incontro istituzionale che si terrà oggi nella sede della Regione di piazza Castello riunendo il governatore Cota, il sindaco Fassino, il presidente della Provincia Saitta e i relativi assessori.

«Visto che la coperta è diventata davvero troppo corta - ha spiegato Braccialarghe prima dell’incontro - è indispensabile che si lavori a unico tavolo stilando fin da subito i progetti e le realtà che riteniamo intoccabili o, al contrario, passibili di un risparmio». Oggi il pre-elenco tracciato dai due assessori diventerà materia di discussione, insieme con la richiesta di far nascere un’autentica unità di crisi per l’arte contemporanea, che il caso del Museo di Rivoli (dal bilancio davvero rovinoso) ha reso più urgente e attuale che mai.

Anche il ruolo delle fondazioni private sarà all’ordine del giorno. Si chiederà loro di diventare un riferimento costante e fisso, insomma, che ci sia il massimo coordinamento possibile fra tutti coloro che finanziano (dal pubblico al privato). Un altro obiettivo - della Regione, soprattutto - sarà quello di chiedere agli altri enti - dopo aver promesso la massima collaborazione possibile - anche pari responsabilità. Della serie «ognuno faccia la sua parte» insomma. E mentre sta per costituirsi la «triplice alleanza» istituzionale al capezzale dei conti in rosso della cultura, sullo stesso tema c’è un certo fermento anche in Consiglio regionale.

«Il fatto che si incontrino i tre massimi vertici istituzionali per concordare una strategia unitaria sulla cultura è assolutamente necessario» commenta il consigliere regionale del Pdl Giampiero Leo (nonché responsabile del settore Cultura per il coordinamento regionale del Pdl). E aggiunge: «E' stato proprio lo stretto coordinamento operativo tra gli assessorati alla Cultura dei tre enti, coordinamento allargato anche alle rappresentanze di Fondazioni bancarie e soprintendenze a rendere vincente la strategia adottata negli anni del governo Ghigo: ed è un bene che adesso riparta».

Emanuela Minucci

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