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«L'integrazione è l'unica via anche per i trasporti pubblici»

Il Sole 24 Nord Ovest - 12/10/11

«Iren, A2a, Hera, Acea? Rischiano di essere troppo piccole per essere grandi e troppo grandi per essere piccole». Non è un caso che per parlare di utilities Piero Fassino, da poco meno di cinque mesi sindaco di Torino, non si limiti a guardare in casa propria, alle partecipate di Palazzo civico. Già in campagna elettorale aveva accarezzato l`idea di costruire nuove convergenze, poi con la vittoria di Giuliano Pisapia a Milano - dalle parole si è subito passati ai fatti: incontri a Milano, Genova e Bologna tra le diverse giunte comunali, advisor al lavoro e il grande progetto di costruire una multiutility composta da Iren, A2a e Hera, aperta all`ingresso della romana Acea.

Voi sindaci del nord sembrate molto determinati: farete in fretta?
Dopo gli incontri positivi dei mesi scorsi, adesso è il momento dei manager: ci aspettiamo di ricevere qualche proposta concreta di integrazione operativa. È un'operazione complessa, ma ne vale la pena: è il più grande progetto di politica industriale che si può attivare in Italia.

A proposito di dimensioni: dalle prime bozze circolate nei giorni scorsi Torino si troverebbe in mano una quota vicina all`8-9% della nuova maxi-utility dell`energia. C`è chi teme di fare la stessa fine di Sanpaolo con Intesa.
Premesso che io non sono di quelli che ritengono l`operazione tra le due banche una sconfitta per gli interessi della città, che oggi ha il primo azionista di uno degli istituti più grandi a livello europeo, la chiave sta tutta nella governance: dovrà tutelare tutti i territori che andranno a fondersi.

In che modo?
Tutte le società coinvolte in questa partita hanno una storia e un rapporto con le loro comunità di provenienza che va salvaguardato ma anche ripensato, perché il territorio non si trasformi in un vincolo impedítívo. È chiaro che andrà studiata una ristrutturazione, ma io sono fermamente convinto che sia più conveniente avere il 10% di una grande multiutility che il 100% di un soggetto di sola valenza locale.

Per Iren può essere anche l`occasione per superare una governance che al momento sembra paralizzante, non crede?
Iren è una società relativamente giovane e l`integrazione tra società che hanno storie, culture e radicamenti diversi richiede obiettivamente una certa gradualità, che tuttavia il management di Iren sta affrontando con l`obiettivo di accelerare la piena integrazione del gruppo. E le città azioniste sono su questo tutte assolutamente d`accordo, tanto più se si vuole lavorare a processi di integrazione più grandi.

Ma un'integrazione più grande non diventerà ancora più complessa da gestire?
Sono convinto che debbano cambiare i rapporti tra le società e i loro azionisti. Allargare il perimetro ci può aiutare a dotarci di una gestione più tipicamente manageriale, che risponda meglio alle logiche d`impresa e a una maggiore efficienza dei servizi per i ciittadini.

Con i genovesi di Amt resta aperta la partita sul trasporto pubblico locale?
Assolutamente sì, ma anche in questo caso nella prospettiva più ampia della maxi-holding. Torino deve guardare anche a Milano e pensare a processi di integrazione che riguardino non solo il trasporto urbano e metropolitano ma anche la rete logistica che sempre di più collega Genova, Torino e Milano.

La settimana scorsa in giunta avete approvato la delibera che prevede il conferimento di Gtt, Amiat e Trm alla holding Finanziaria Città di Torino. L`operazione libererà risorse fresche, che però dovranno essere anticipate dalle banche: gli istituti vi verranno incontro?
Al riguardo abbiamo riscontri positivi. Una riorganizzazione delle nostre partecipazioni volta a valorizzarle non può che suscitare interesse.

II secondo passaggio sarà la cessione a privati di una quota del 40% entro il 31 marzo prossimo, così come previsto dalla legge. Ma è sicuro che in pochi mesi si possa trovare un partner a cui venderei pacchetti di minoranza?
Abbiamo già adesso manifestazioni di interesse di importanti gruppi nazionali ed europei. E noi non a caso stiamo attivando processi di riorganizzazione delle aziende per accrescerne efficienza e redditività e renderle così credibili di fronte al mercato.

Pensa al rincaro del biglietto del pullman?
Certamente occorre un aggiornamento del sistema tariffario, ma contiamo di adottare provvedimenti sulla rete dei trasporti, sulla tariffa per la raccolta dei rifiuti e su altri versanti, pur tutelando le fasce più deboli.

Per entrare nel capitale, i privati chiedono alti rendimenti o la possibilità di esprimere il top management. Voi cosa offrirete?
Siamo aperti a entrambe le soluzioni. In entrambi i casi, infatti, l`obiettivo sarà la redditività dell`azienda.

Con il fondo F2i di Vito Gamberale proseguono i contatti?
Certamente. Abbiamo un ottimo rapporto che contiamo di coltivare.

Ma in totale quanto conta di incassare a breve il comune dal riassetto delle partecipate? In passato si erano ipotizzati 3-400 milioni.
Abbiamo affidato a tre advisor il compito di fornirci una valutazíone aggiornata sul valore delle aziende e quella sarà la base di riferimento per i bandi di gara. Tuttavia il nostro obiettivo non è solo liberare risorse ma mettere in campo progetti di politica industriale, perché gruppi come Iren, Hera, A2a o Acea se vogliono vincere sui mercati che contano hanno bisogno di darsi dimensioni più grandi. E a me piacerebbe che dopo anni che vediamo francesi, tedeschi e inglesi venire a comprare aziende italiane, ci siano grandi multiutilities italiane capaci di competere non solo in Italia ma sul mercato europeo.

Marco Ferrando

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