29 gennaio 2002
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RELAZIONE ANNUALE SULLA SITUAZIONE ECONOMICA SOCIALE E TERRITORIALE DEL PIEMONTE - 2000
(Ires Piemonte)

La ripresa del centro metropolitano


Elenco dei paragrafi:
  • TENDENZE
  • PERCEZIONE DEI PROBLEMI, SERVIZI E POLITICHE



    TENDENZE
    Non si tratta certo del capovolgimento di una tendenza di lungo periodo al declino della popolazione, ormai ampiamente dibattuta, con toni sovente preoccupati, ma sulla base delle stime Ires, nel 2000 la popolazione piemontese aumenta, dopo tre anni di diminuzione.
    I dati del 2000 confermano inoltre il rallentamento della diminuzione di popolazione del comune di Torino, già segnalato nella relazione dell’Ires dell’anno scorso, dovuto ad una dinamica migratoria in questi anni in progressivo cambiamento. Il comune attrae un po’ più di immigrati del passato da altri comuni italiani e in particolare dall’estero, ma al tempo stesso espelle meno popolazione. In aggiunta il saldo naturale negativo si è ridimensionato rispetto agli anni precedenti. Tutto ciò ha determinato ancora un decremento della popolazione, ma dimezzato rispetto all’anno precedente.
    Per quanto riguarda le cinture di Torino, si conferma un rallentamento del ritmo di espansione della prima cintura ed una progressiva accentuazione della crescita della seconda, entrambi fenomeni attribuibili principalmente dal saldo migratorio e che confermano un certo grado di maturità nello sviluppo urbano dei comuni della prima espansione della città di Torino.
    La sintesi di tutti questi movimenti è che nel complesso l’area metropolitana, composta dalla città di Torino e le due cinture, si è assistito nel 2000 ad una leggera crescita di popolazione. Si tratta di un fatto molto raro negli ultimi venticinque anni.
    L’anno scorso si argomentava che una serie di indicatori relativi agli ultimi anni segnalavano come, forse, la lunga ristrutturazione economica e territoriale intrapresa dalla regione da lungo tempo, avesse imboccato la strada di una nuova configurazione, nella quale si combinano positivamente elementi di dinamismo economico e fattori di qualità. In questo processo si intravedeva una possibile ridefinizione del rapporto fra centro e periferia nella struttura economica del territorio regionale, con un rafforzamento del centro metropolitano. Un fatto da leggersi non come un anacronistico dominio del centro sul resto della regione, ma come una ripresa di protagonismo del Piemonte nella rete urbana europea in grado di fornire immagine integrata, proiezione internazionale e tessuto connettivo ad una rete di realtà urbane vitali e diversificate.
    Non solo soccorrono ulteriormente a questa visione le dinamiche demografiche che sembrano delinearsi, le quali non riflettono affatto un ineluttabile declino: ma segna un cambiamento anche il fatto che la svolta che ha orientato in senso decisamente positivo il mercato del lavoro piemontese negli ultimi due anni si sia realizzata nell’area torinese, dopo anni di persistenti difficoltà occupazionali concentrate in questa provincia. Queste dinamiche sembrano anche avere incominciato ad intaccare quello zoccolo di disoccupazione che si era sedimentato nel corso del processo di ristrutturazione dell’economia provinciale, portando ad una secca riduzione dei tassi di disoccupazione.
    Nel biennio 1998-2000, la crescita del terziario - quello legato alle imprese e non tanto ai servizi alle persone- ha aumentato di 50 mila gli occupati, come se fosse stata creata una ‘Mirafiori dei servizi’, con dimensioni prossime a quelle massime mai raggiunte dal megastabilimento automobilistico, nell’area torinese in soli due anni, grazie al contributo espansivo diffuso, sia pure con fenomeni di esternalizzazione dei funzioni un tempo ‘manifatturiere’.
    Al risultato di per sé positivo occorre sottolineare come il fatto di aver saputo mantenere invariata l’occupazione nell’industria e aver potuto alimentare una così ampia crescita dei servizi sia un segnale di reattività e adattabilità del sistema locale da non sottovalutare: per questo risultato è stato infatti necessario aumentare l’offerta di lavoro, attingendo soprattutto nelle fasce adulte e femminili e ricevendo un apprezzabile contributo della componente straniera.


    Andamento dell'occupazione a Torino e nelle altre provincie piemontesi
    (Fonte: elaborazione Ires su dati Istat)
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    L'occupazione a Torino nel 2000
    (Fonte: Ires)
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    Movimento naturale migratorio e popolazione dell'area metropolitana e del resto della provincia
    (Fonte: elaborazione Ires su dati Istat)
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    PERCEZIONE DEI PROBLEMI, SERVIZI E POLITICHE
    Dal consueto sondaggio, che viene svolto in occasione della relazione annuale dell'Ires, emerge il ritratto di una società che attraversa una congiuntura alta in termini di ottimismo e fiducia nelle prospettive economiche. Emerge, però, ancora una certa preoccupazione riguardo al tema della criminalità e sicurezza - persino un poco più che in passato-, mentre risulta un po' meno preoccupata nei confronti alle difficoltà legate al lavoro. Il problema occupazionale, nonostante ci si trovi in un periodo nel quale le statistiche e le imprese sembrano indicare un'intensa creazione di occasioni di lavoro, si presenta in una ragguardevole fetta di popolazione, a rimarcare la sua centralità perlomeno per talune fasce sociali nella regione. Minore appare la preoccupazione per la tassazione eccessiva, un dato in sintonia con un clima che sembra prevalere anche a livello nazionale, e una contenuta preoccupazione per l'immigrazione. Criminalità e immigrazione, che spesso dall'immagine fornita dai media sembrano generare un corto circuito nei sentimenti delle persone, appaiono invece ben distinti agli occhi dei piemontesi.
    Forse la consapevolezza dei problemi ambientali, anche in seguito ai recenti fenomeni alluvionali e alle possibili conseguenze delle epidemie bovine per la salute alimentare dell'uomo, si riflette quest'anno in una maggior preoccupazione per l'inquinamento ed il degrado ambientale.
    Oltre a non costituire particolare fonte di problematicità, il giudizio sul funzionamento dei servizi pubblici da parte dei cittadini appare generalmente positivo: i piemontesi tuttavia ritengono debba essere dedicata maggior attenzione innanzitutto alla sanità, quindi all'ordine pubblico e ai servizi per gli anziani.


    Giudizio positivo sul funzionamento di alcuni servizi
    (Fonte: Indagine Ires)
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    I problemi maggiormente sentiti
    (Fonte: Indagine Ires)
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    Settori nei quali è auspicabile un maggiore intervento pubblico
    (Fonte: Ires)
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