26 gennaio 2002
 Clicca!
Ricerche
Link
RELAZIONE ANNUALE SULLA SITUAZIONE ECONOMICA SOCIALE E TERRITORIALE DEL PIEMONTE - 2000
(Ires Piemonte)

L'evoluzione dell'economia nel 2000


Elenco dei paragrafi:
  • IL PIEMONTE TRA OLD E NEW ECONOMY
  • IL 2000 IN SINTESI



    IL PIEMONTE TRA OLD E NEW ECONOMY
    Il 2000 è stato l’anno dell’alleanza della Fiat con la General Motors. E’ significativo il fatto che sia anche stato un anno record per la produzione autoveicolistica mondiale, dimostrando che la old economy contribuisce a tonificare ancora in modo rilevante lo scenario congiunturale, cosi chè, nell’ambito del gruppo Fiat, anche l’auto è tornata in nero nel 2000. Le strategie messe in atto per consentire un ulteriore recupero di redditività, che risulteranno centrali dopo l’intesa con GM, dovrebbero procurare recuperi di efficienza considerevoli, ma potranno condurre a razionalizzazioni con eccedenze di manodopera negli stabilimenti piemontesi.
    Se prosegue l’opera di concentrazione del gruppo nei core business, Fiat appare anche intenzionata ad espandere anche la propria presenza nel mercato dei servizi, con la creazione di un apposito settore costituito per gestire l’offerta integrata di servizi del gruppo, utilizzando il patrimonio consolidato di esperienze, managerialità e know how per essere venduto su un mercato cui si attribuiscono rilevanti prospettive di crescita.
    Anche nelle prospettive della storica azienda piemontese si trova pertanto rispecchiato e confermato l’orientamento delle tradizionali specializzazioni piemontesi verso una più accentuata qualificazione attraverso la terziarizzazione. Nel settore autoveicolistico regionale appare anche confermato il ruolo di primo piano svolto dalla componentistica. In seguito all’accordo Fiat-GM vi è il rischio di erosione del rapporto consolidato cliente-fornitore con l’adozione crescente dell’ e-procurement, e della possibile perdita di controllo di attività consolidate nella regione, anche se i recenti investimenti e insediamenti di componentisti stranieri nell’area torinese ne confermano il ruolo di polo di eccellenza internazionale, anche grazie allo sviluppo delle attività legate ai servizi di progettazione, di design, di ingegnerizzazione e a quello della impiantistica e della robotica per l’auto.
    Il passaggio da una economia prevalentemente manifatturiera ad una di servizi è avvalorato, inoltre, dalle tendenze che sembrano delinearsi nell’ambito del settore dei servizi alle imprese, dove continua ad avere un andamento più dinamico di quello nazionale, in Piemonte, il comparto delle funzioni tecnico-produttive, quello in cui la regione è storicamente specializzata. Nei Servizi di informatica il numero di imprese cresce ad un tasso superiore a quello nazionale, oltrepassando la soglia delle 5 mila unità, con più di 500 imprese di nuova costituzione, ed una situazione analoga si riscontra per le attività di ricerca sviluppo.
    La regione conferma la rilevanza del suo potenziale tecnologico che ne fa un leader nazionale in questo ambito. Ciò si può desumere dagli elevati valori della spesa per R&S;, del numero di addetti e di qualificati centri di ricerca nel contesto nazionale; si distingue inoltre per lo sforzo innovativo che fa capo alla ricerca nelle imprese, rispetto al quella pubblica, privilegiando cioè la componente che sembra dare il contributo maggiore alla competitività dei sistemi economici, così come avviene nelle regioni leader in Europa.
    Si è assistito, tuttavia, nel corso degli anni novanta, ad un preoccupante rallentamento della attività innovativa della regione che, pur preservando la posizione di eccellenza del Piemonte nel panorama nazionale, lo espone ad un arretramento relativo nei confronti di altre realtà locali che sono risultate più dinamiche in questo periodo. Sebbene questa situazione non abbia determinato perdite di competitività della regione, come testimonia la capacità attrattiva nei confronti di attività ed iniziative imprenditoriali di buon contenuto tecnologico, ciò nondimeno va sottolineato come il replicare i modelli di offerta e diffusione della ricerca propri del passato potrebbe essere foriero, in un quadro di forte evoluzione del contesto economico, di situazioni di crisi.
    Per quanto ancora cruciali, i processi di trasferimento tecnologico consolidati nei rapporti fra le imprese all’interno delle filiere produttive potrebbero richiedere di dover essere accompagnate da una capacità strategica ed una rafforzata regia dell’attività innovativa che implica,forse, anche una maggior attenzione alla dimensione pubblica della ricerca ed alle sue ricadute sul tessuto produttivo, una accresciuta interazione fra produttori di ricerca ed utilizzatori, un più solido coordinamento fra le azioni concrete che vengono messe in campo.


    Dinamica delle imprese del comparto attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca
    (Fonte: Ires)
  • File Excel
  • Immagine

    Esportazioni del Piemonte e dell'Italia
    (Fonte: elaborazione su dati Istat)
  • Immagine
  • File Excel

    Saldo della bilancia tecnologica per regione
    (Fonte: Ufficio Italiano Cambi)
  • Immagine

    Spese in Ricerca e Sviluppo in Piemonte
    (Fonte: elaborazione su dati Istat)
  • Immagine

    vai all'inizio




    IL 2000 IN SINTESI
    Il 2000 è stato un anno record per l’economia, in conseguenza della prosecuzione del ciclo espansivo americano, a cui si è accompagnata una crescita del commercio mondiale anch’essa da record.
    Ma è stato anche un anno di svolta, conclusosi con il rallentamento dell’economia statunitense, con la fine dell’euforia generata dalla new economy, con un richiamo a non dimenticare l’esistenza dei cicli economici, con i loro alti e bassi, a tenere in conto la persistenza di squilibri per nulla risolti, a non sottovalutare i rischi di una possibile recessione.
    Ciononostante il clima di fiducia degli imprenditori in Piemonte risultava ancora orientato all’ottimismo nei primi mesi dell’anno in corso. Quello delle famiglie segnava, lo scorso maggio, un picco positivo rispetto a quanto si poteva registrare negli ultimi 4 anni, da quando un’indagine dell’Ires ne effettua il monitoraggio.
    Un clima in sintonia con quanto è stato l’andamento dell’anno trascorso, che ha visto anche il Piemonte in sensibile ripresa e crescere più della media nazionale.
    Se dovessimo riassumere le principali caratteristiche dell’evoluzione dell’economia regionale nel 2000 potremmo sicuramente affermare che la sua trasformazione, di cui si è documentato nelle precedenti edizioni della relazione, sembra continuare ed assumere contorni più netti.
    L’industria si trasforma e continua a garantire un ruolo determinante nell’economia regionale, non solo con una maggior reattività ciclica nelle fasi espansive ma anche attraverso i processi di riqualificazione e riposizionamento strategico, che la pongono ancora al centro della capacità competitiva della regione ed alimentano i possibili esiti positivi della collocazione del Piemonte nei processi globali.
    Ma la conferma della trasformazione in corso viene dal progressivo passaggio ad un’economia terziaria, con il settore dei servizi vero artefice della poderosa crescita occupazionale, soprattutto nelle sue componenti legate ai servizi al mondo produttivo più che non a quelli orientati al consumo.
    Il tasso di disoccupazione è significativamente sceso intaccando la disoccupazione in aree che ancora presentavano una situazione di sofferenza.
    In questo contesto il ruolo del centro metropolitano regionale sembra rafforzarsi, in coerenza con quanto già si avvertiva negli ultimi anni. Se la disoccupazione sembra finalmente essere in gran parte riassorbita, ed il sistema denota una buona flessibilità e capacità di adattamento, mobilItando e cercando di ottimizzare le risorse di cui dispone, la ripresa mette in evidenza la eventualità, non remota, che nel quadro socio demografico predominante, possano emergere strozzature soprattutto sul fronte delle risorse umane. Per contro, giova ricordare che anche in una fase di accentuata ripresa nella domanda di lavoro possono delinearsi e accentuarsi forme di esclusione e di disuguaglianza.


    Andamento del Pil in Piemonte e in Italia
    (Fonte: Istat e stime Ires)
  • Immagine
  • File Excel

    Crescita del valore aggiunto nel 2000
    (Fonte: Istat e stime Ires)
  • Immagine
  • File Excel

    Il mercato del lavoro nelle regioni
    (Fonte: Istat)
  • Immagine
  • File Excel

    vai all'inizio




  •