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IL PRIMO PIANO STRATEGICO

Torino è stata la prima città italiana a adottare un Piano strategico, il 29 febbraio 2000, coinvolgendo le istituzioni, i rappresentanti politici, il mondo economico e la società civile in un progetto di ridefinizione della propria identità. Gli obiettivi erano ambiziosi: migliorare l´integrazione nel sistema internazionale, costruire un governo metropolitano esteso e unitario, favorire le iniziative imprenditoriali, sostenere l´occupazione, fare di Torino un centro di ricerca e formazione, trasformarla in città di cultura e turismo, migliorare la qualità della vita.

Il successo di una simile operazione dipende dalla capacità di affermare i valori culturali, economici, sociali propri della città come vantaggi competitivi specifici. Il Piano Strategico è dunque in primo luogo un atto di fiducia in se stessi e esprime la volontà di fare conto sulle risorse e sulle capacità innovative della società locale.

Perchè un Piano Strategico?
Le città vivono di relazioni economiche e culturali con l´esterno, sono nodi di reti che le collegano ad altre città e territori. Fino a metà del XX secolo, le reti avevano per lo più una dimensione regionale o al massimo nazionale; oggi si estendono a scala planetaria, sono connessioni e vie d´accesso a mercati e società lontane, che annullano però, al tempo stesso, le barriere protettive in ambito regionale e nazionale.
Nelle nuove condizioni, ogni città con la sua area metropolitana deve trovare una sicura collocazione, specializzando la propria offerta in modo da cooperare con città complementari e competere con successo con altre concorrenti. Il Piano Strategico è uno degli strumenti che oggi le città si danno per individuare e promuovere le azioni necessarie alla crescita nel nuovo contesto mondiale.

Una città moderna è un sistema di attività complesso e differenziato. Per questo bisogna rendere compatibili e potenziare più linee di sviluppo. Ciò richiede capacità organizzativa e modi nuovi di concertazione degli interessi su scelte di lungo periodo concordate. Non è sufficiente l´azione della sola amministrazione pubblica; è necessario l´impegno attivo dell´intera collettività cittadina, in un clima di cooperazione. D’altro canto la città vive e si sviluppa anche come un contesto di iniziative autonome dove la libertà di proposta e la capacità di innovazione devono essere riconosciute e sostenute. Per questo il Piano è uno schema aperto, continuamente rinnovabile, che non esaurisce le linee di possibile intervento e che fa appello all’iniziativa autonoma dei diversi attori della città.

Le possibilità di Torino
Il ruolo di Torino in Europa è favorito dalla sua localizzazione geografica, all´incrocio di importanti assi di sviluppo e corridoi di traffico in un ambiente naturale di elevata qualità. La posizione favorevole si accompagna a una attiva cooperazione con altre città europee in ambito istituzionale, economico e universitario. La macroregione alpina è un´area forte dell´Europa: Torino, la più grande città d´Europa ai piedi delle Alpi, ne è la naturale capitale, che deve essere capace di realizzare pienamente la nuova aggregazione regionale in formazione.

Gli studi comparativi sulle città indicano che Torino si colloca ad un livello intermedio della gerarchia europea e che come altre città deve affrontare una fase di riconversione e diversificazione; molte di queste, con le quali essa si trova oggi in competizione, hanno adottato un piano strategico: da tali riscontri è derivata la consapevolezza che doveva essere sperimentata la stessa strada.

 

Elaborazione del Piano
Il processo di elaborazione del primo Piano Strategico
 
 
Vision
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