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TORINO GUIDA LA GARA DI MANAGERIALITA' DEI CAPOLUOGHI DI PROVINCIA GRAZIE AL PIANO STRATEGICO TERRITORIALE
SPECIALE REDAZIONE, 2004
 
 

"Torino guida la gara dì managerialità" èil titolo dell´articolo apparso sul Sole 24 Ore del 25 ottobre, che prende spunto dai risultati dell´Osservatorio sulla maturità manageriale realizzato dalla società di consulenza Valdani Vicari & Associati (www.valdani-vicari.it). Torino risulta essere ìl comune con il livello più alto di managerialità tra i 103 capoluoghi di provincia italiani. In seconda posizione si piazza Pesaro, poi Verona e Venezia.

La graduatoria è stata stilata utilizzando diversi parametri di valutazione, tra i quali l´esistenza di un Piano strategico territoriale. In sostanza, la classifica consente di individuare quali sono i territori potenzialmente più competitivi in base alle dinamiche di mercato, con una valutazione che tiene conto degli strumenti dì pianificazione, organizzazione e comunicazione adottati dai Comuni.

Per quanto riguarda la pianificazione, nonostante la maggioranza dei Comuni abbia intrapreso qualche iniziativa e rediga piani settoriali (marketing turistico, Agenda 21, valorizzazione culturale) solo 14 su 103 si sono dotati di un Piano strategico Territoriale.
Solo otto Comuni hanno redatto un bilancio sociale annuale rendendolo visibile sulla Rete.
Una rarità anche le Agenzie per lo sviluppo territoriale, con una discreta percentuale di unilà organizzative in qualche modo legate allo sviluppo del territorio (per esempio, gli uffici marketing).

La graduatoria e il profilo dei Comuni
L´indice di managerialità esprime l´attitudine dei Comuni a gestire il territorio con il supporto di strumenti manageriali (orientati al risultato).
I comuni che hanno una performance elevata sull´Indice di Managerialità sono caratterizzati da: visione strategica di lungo periodo articolate in fasi sequenziali facilmente governabili e misurabili e dalla predisposizione a dialogare con i differenti pubblici di riferimento (cittadini/comunità, turisti e imprese).

L´indice di managerialità dello studio è basato su un paniere di 9 variabili:

  • presenza di un direttore generale,
  • presenza di un´organizzazione dedicate allo sviluppo territoriale,
  • presenza di un Piano strategico territoriale,
  • presenza di altri documenti di pianificazione,
  • presenza di un bilancio sociale annuale,
  • presenza di un bilancio sociale di mandato
  • visibilità on line e qualità dell´informazione sulle strategie territoriali,
  • visibilità on line e ricchezza delle informazioni turistiche,
  • esistenza di uno sportello unico per le attività produttive on line.

L´indice è stato costruito in tre fasi: attribuzione, alle variabili, di un valore graduato su una scala da 1 a 5, In base alla tipologia di strumento adottato; assegnazione, alte variabili, di un peso da 0 a 1, in funzione dell´importanza relativa di ogni variabile rispetto alfe altre calcolo della media ponderate. L´indice è, quindi, misurabile su una scala da 1 a 5, dove 1 significa "nudo" o "molto basso" e 5 significa "eccellente".

I Comuni sono stati classificati in quattro profili:

  • M - Manageriali (gestione evolute del territorio, elevate propensione ad adottare strumenti di tipo manageriale);
  • P - Politici (forte orientamento alla comunicazione con tutti i pubblici di riferimento; scarso orientamento al processi organizzativi e agli strumenti di pianificazione);
  • T - Tecnici (forte orientamento ai processi organizzativi e agli strumenti di pianificazione; scarsa attenzione alla comunicazione);
  • I - Inesperti (gestione burocratica del territorio; scarsa propensione ad adottare strumenti di tipo manageriale)

L´abstract della ricerca

Dalla Rassegna stampa:

Per approfondire:

 
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