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Piano Strategico 2
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ISTRUZIONE DI BASE DEI GIOVANI
Obiettivo 1.1 - Elevare il livello di istruzione di base dei giovani
 
 

La selezione e la dispersione scolastica appaiono particolarmente elevate nel primo biennio della scuola secondaria superiore . È opinione consolidata tra gli addetti ai lavori che le difficoltà di apprendimento che si manifestano nei primi due anni della scuola superiore abbiano le loro radici nei processi formativi della scuola media inferiore che appare come il segmento più critico della intera filiera formativa dei giovani tra i 6 e i 19 anni.

L’obiettivo chiave di una politica volta all’innalzamento del livello medio di istruzione della popolazione giovanile, da realizzarsi compiutamente nell’arco di un quinquennio, dovrebbe essere quello di mantenere con successo in percorsi di istruzione tutti i giovani sino a 16 anni. Il raggiungimento di questo obiettivo darebbe luogo ad un duplice “effetto leva”: spingerebbe una maggiore quota di giovani a proseguire nei percorsi di istruzione sino al raggiungimento del diploma e consentirebbe, in virtù di una formazione di base più solida, ai giovani che, dopo i 16 anni, decidessero di inserirsi in percorsi di formazione professionale di acquisire una qualificazione professionale più robusta, suscettibile di supportare futuri momenti di formazione continua e permanente.

Questo obiettivo può essere raggiunto solo con un miglioramento sostanziale della qualità della formazione tanto nella scuola secondaria di primo grado quanto in quella di secondo grado e con la progettazione di percorsi formativi nel biennio delle scuole superiori unitari negli esiti formativi, ma differenziati nei percorsi e nelle modalità di apprendimento. Per farlo nella scuola secondaria di primo grado occorrerebbe realizzare una comprensività verticale con la scuola primaria in termini di bacini di utenza, di progettazione didattica, di valutazione dei risultati e puntare sulla diffusione della didattica dei laboratori come idea forte di innovazione dei processi di apprendimento rivolti ai giovani adolescenti. Si tratta di una scelta impegnativa sotto un duplice profilo: quello dell’innovazione dei metodi didattici e della preparazione degli insegnanti e quello dei finanziamenti a sostegno del cambiamento. Strumento essenziale per la gestione di una politica di contrasto della dispersione scolastica è l’esistenza di un sistema informativo integrato tra istituzioni scolastiche e province, che permetta una tracciabilità dei percorsi formativi dei giovani.

 
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