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Piano Strategico 2
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QUALITA' NEI PROCESSI DI APPRENDIMENTO
Obiettivo 1.3 - Elevare la qualitŕ dei processi di apprendimento nell’istruzione e nella formazione professionale
 
 

Il miglioramento della qualità dell’offerta formativa è una condicio sine qua non per elevare la formazione di base di tutti i ragazzi, aumentare la quota di giovani che conseguono un diploma di scuola superiore, estendere la partecipazione degli adulti alla formazione continua e permanente. La presenza di una ampia quota di ragazzi in uscita dalla scuola media inferiore con un debole livello di preparazione, di una significativa dispersione scolastica nel primo biennio delle scuole superiori, di una scarsa attrattività del sistema di formazione professionale nei confronti dei lavoratori adulti dequalificati rende prioritaria l’esigenza di affrontare la questione della “qualità dell’apprendimento”. Una buon formazione realizza inclusione sociale, sviluppa conoscenze e capacità professionali robuste ed aggiornate, trasmette valori e comportamenti che consentono una partecipazione attiva e consapevole alla vita sociale e lavorativa. Più in generale, la buona formazione è quella che permette alle persone, indipendentemente dal contesto socio-cultuale ed economico di appartenenza, di ridefinire continuamente la propria dotazione di saperi, di informazioni e di capacità per comprendere le trasformazioni del mondo e attuare consapevoli strategie d’azione.

Una politica di qualità della formazione dovrebbero seguire alcune linee guida: la differenziazione e l’integrazione dei contenuti disciplinari e degli approcci didattici, la promozione dell’innovazione didattica, la codificazione delle buone pratiche di insegnamento e la loro diffusione, la strutturazione dei luoghi dell’apprendimento come spazi sociali “amichevoli e accoglienti”, la centralità della didattica attiva e di laboratorio, la formazione continua e permanente degli insegnanti sotto il profilo sia disciplinare che didattico, la verifica sistematica dei risultati dell’azione formativa e la conseguente attivazione di meccanismi di regolazione.

In questa prospettiva, una particolare attenzione dovrebbe essere dedicata ai servizi di supporto e di diffusione dell’innovazione didattica. Le istituzioni scolastiche, le agenzie formative hanno accumulato nel corso degli anni uno straordinario patrimonio di innovazione. Si tratta di “giacimenti di riforma della formazione” dispersi e frammentati sul territorio. Occorre promuovere sedi di scambio delle esperienze didattiche, di ricerca di nuove metodologie di insegnamento, di riprogettazione dei percorsi modulari. Anche il tema della formazione continua degli insegnanti ha una rilevanza centrale per la qualità della sistema di istruzione e di educazione. Il problema della formazione dei docenti ha due componenti: quella di finalizzare gli interventi non solo ai bisogni formativi evidenziati dal soggetto interessato, ma anche alle esigenze di rinnovamento didattico, metodologico e disciplinare legate ad una offerta formativa calibrata sulle caratteristiche ed esigenze dell’utenza (si tratta, in altri termini, di allentare il vincolo secondo il quale l’offerta formativa è guidata dallo stock di competenze depositato nel corpo docente); quella di elevare la qualità e l’appropriatezza dei processi di aggiornamento e sviluppo professionale. La soluzione può essere cercata sia nell’ambito di un rinnovato rapporto tra istituzioni scolastiche e università, che metta a frutto l’esperienza della Scuola Interateneo di Specializzazione (SIS), sia auspicabilmente nel quadro di una rinnovata disciplina contrattuale del rapporto di lavoro. Si tratta di sviluppare a livello territoriale un’azione interistituzionale e concertata di indirizzo nelle politiche di formazione degli insegnanti che superi la frammentarietà delle iniziative promosse dalle singole autonomie scolastiche e agenzie formative.

 
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