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Piano Strategico 2
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INTERNAZIONALIZZAZIONE SISTEMA FORMATIVO UNIVERSITARIO LOCALE
Obiettivo 1.4 - Favorire l’internazionalizzazione del sistema formativo locale e l’attrazione dei talenti
 
 

La condizione necessaria per sviluppare un’elevata capacità di attrarre da altre regioni e paesi i talenti di cui il sistema torinese ha bisogno, soprattutto nell’area tecnico-scientifica, è costituita dal livello di eccellenza della formazione e della ricerca esistenti e dalla presenza di docenti e ricercatori di altissimo prestigio internazionale. Tale rafforzamento passa oggi anche attraverso un rafforzamento ed un ampliamento delle alleanze con istituzioni di alta formazione e ricerca vicine, sia italiane (istituzioni lombarde e liguri: si veda al riguardo la positiva esperienza dell’Alta Scuola Politecnica che collega i due Politecnici di Torino e Milano) che straniere (svizzere, francesi e spagnole). Bisogna evidentemente considerare che non è sufficiente attrarre ma è anche necessario mantenere e radicare i talenti attraverso un clima scientifico-culturale ed una capacità ricettiva adeguati: le leve per la catalizzazione di queste risorse umane ad alta qualificazione passano attraverso una pluralità di strumenti, non sempre facili da realizzare e tanto meno da armonizzare.

E´ chiaro che questa azione di attrazione non può essere svolta isolatamente dalle sole istituzioni di alta formazione e ricerca dell’area torinese e che, al contrario, occorre un ampio coinvolgimento di tutte le istituzioni locali e nazionali, comprese quelle che determinano localmente le politiche migratorie. Inoltre, è necessario ricorrere a strumenti tradizionali di incentivazione finanziaria e fiscale (che non sono tuttavia ovvi da metter in campo autonomamente a livello di area metropolitana) e metter mano all’insieme di fattori e condizioni di carattere localizzativi che consentono una speranza ragionevole di far restare in loco questo capitale umano ‘importato’. A questo riguardo è basilare, anche utilizzando parte delle facilities abitative che le Olimpiadi del 2006 lasceranno in eredità a Torino, la garanzia di una logistica adeguata ad ospitare in modo dignitoso, ed anzi attraente, i nuovi venuti ed altrettanto si deve dire quanto al sostegno di un clima culturale cittadino realmente accogliente e tollerante anche verso stili e concezioni di vita diversi e lontani dai nostri e, più in generale, nei confronti dello “straniero”. Infine è fondamentale, ai fini della capacità attrattiva, adoperarsi per ampliare le possibilità di inserire tali figure in aree di lavoro di effettiva eccellenza.

Èovviamente fondamentale, in riferimento a talenti che si voglia attrarre da altri paesi e con particolare riguardo a quelli che provengono da aree extracomunitarie, un adeguato livello di internazionalizzazione della formazione, nel senso sia di un numero crescente di corsi impartiti in lingua inglese sia anche di un’estensione delle pratiche di alleanza fra istituzioni formative e di ricerca (ad esempio attraverso doppi diplomi o corsi dottorali comuni) che già costituiscono un mezzo collaudato per legare stabilmente le istituzioni d’alta formazione di alcuni paesi con quelle piemontesi. In quest’ottica sono auspicabili iniziative volte a favorire una più estesa utilizzazione di due importanti istituzioni formative internazionali con sede in città, quali il Centro Internazionale di Formazione dell’International Labour Organization e la European Training Foundation, ed una loro maggiore integrazione con l’offerta formativa cittadina sfruttandone le potenzialità di volano al servizio dell’internazionalizzazione.

Nello stesso ambito, un area che occorre opportunamente rafforzare è costituita dai programmi di “rientro dei cervelli”: il modello già impiantato e finanziato dal MIUR può essere un riferimento prezioso per riuscire ad attrarre italiani basati in centri di ricerca ed università straniere, in un’azione che dovrebbe realizzarsi nell’ ottica della collaborazione e complementarietà con le istituzioni d’origine presso cui questi italiani lavorano.

 
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