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CULTURA TECNICO-SCIENTIFICA
Obiettivo 1.7 - Sostenere l’emergere di una vocazione locale alla cultura tecnico-scientifica
 
 

Occorre un impegno straordinario nella formazione tecnico-scientifica con l’obiettivo di incrementare il numero di laureati in quelle aree, al fine di evitare strozzature nell’offerta di professionalità strategiche, e, tra l’altro, di ottemperare all’indicazione del cosiddetto processo di Lisbona, che fissa nel 15% la quota-obiettivo minima al 2010 di incremento dei laureati in area tecnico-scientifica. A questo riguardo, un passaggio obbligato consiste nell’indirizzare i giovani verso percorsi formativi di tipo tecnico-scientifico, agendo sin dalla scuola dell’obbligo e dalla scuola secondaria.

Occorrono inoltre iniziative volte ad favorire la consapevolezza sociale della scienza, della tecnologia e dell’innovazione, orientate a connotare la città come luogo di tecnologia e innovazione. In quest’ottica andrebbero significativamente rafforzate, da parte degli atenei torinesi, le iniziative di divulgazione indirizzate al cosiddetto public understanding of science: si tratta di iniziative finalizzate da un lato ad indicare al grande pubblico le potenzialità di contributo positivo offerte dalla scienza alla risoluzione dei problemi urbani, anche a livello di vita quotidiana, e dall’altro a rendere partecipe dei processi di finanziamento e realizzazione dell’attività di ricerca la quota più culturalmente avanzata di quel pubblico. Questa attività, d’altra parte, potrebbe anche rappresentare il medium più idoneo con cui veicolare l’attenzione pubblica verso la realizzazione del nuovo Centro per la Scienza attualmente in previsione.

E´ parte di questo indirizzo anche l’orientamento verso la definizione di percorsi formativi multidisciplinari e trasversali, che riescano ad integrare maggiormente cultura scientifica e cultura umanistica. Una delle principali motivazioni che dovrebbero indirizzare l’attenzione dei decisori pubblici verso il rafforzamento dell’alta formazione è la necessità di orientare il sistema verso l’innovazione. In quest’ottica è indispensabile riconoscere la necessità di creare percorsi formativi che sappiano tenere conto della complessità dei paradigmi scientifici e tecnologici emergenti, sempre più caratterizzati dalla multidisciplinarietà e dalla commistione di saperi diversi. È vero, infatti, che solo questi ingredienti sono in grado, insieme, di orientare, nella sostanza e non nella forma, un sistema industriale all’innovazione e alla crescita.

Una riflessione dovrebbe, quindi, essere dedicata alla difficoltà con cui spesso, negli atenei torinesi, si sono intrecciati saperi umanistici e saperi tecnico-scientifici. I curricula formativi sono stati, fino a pochi anni fa, sostanzialmente settoriali e poco aperti ad esplorare fonti di conoscenza diverse, legate ad esempio alla dimensione della creatività, e alla voglia di dare spazio alle voci non istituzionali. In particolare, la formazione tecnico-scientifica ha sistematicamente escluso, fino a pochi anni fa, elementi fondamentali nella creazione di modelli imprenditoriali di successo, quali la formazione umanistica, le scienze economiche, la cultura manageriale e gestionale. In quest’ottica, un efficace modello di formazione trasversale basato sulla commistione di elementi culturali diversi è quello dell’Alta Scuola Politecnica. Qui, il focus dell’attività formativa è l’interdisciplinarietà, affinchè gli studenti siano in grado di comprendere e analizzare il fenomeno innovativo collocandolo in un contesto più ampio, considerandolo non un puro fatto tecnico, ma un fenomeno da interpretare in relazione al contesto socio-culturale. Si tratta di competenze non direttamente legate alla tradizionale cultura ingegneristica e tuttavia necessarie per gestire processi complessi e multidisciplinari che coinvolgono una pluralità di soggetti, con competenze e obiettivi diversi.

 
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