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Piano Strategico 2
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RISORSE UMANE E NUOVE PROFESSIONALITA'
Obiettivo 2.1 - Qualificare le risorse umane e le nuove professionalitŕ sostenendo i sistemi formativi, formali e non, l’apprendistato e il discepolato
 
 

La prima fase della catena di produzione del valore dei beni d’arte e di cultura riguarda la selezione degli attori della creatività. Le vie istituzionali, dal mecenatismo ai concorsi pubblici, alle accademie, sono spesso inadeguate. I giovani vedono precluso il loro accesso al mercato prima ancora di potersi esprimere pienamente. Questa fase include il processo formativo e a questo proposito va sottolineato che l’aumento della qualità delle Accademie di Belle Arti, dei Conservatori e dei programmi pubblici e privati (borse e premi) è un’azione da sostenere, affrontata spesso in modo discontinuo da decisori politici e amministratori.

L’offerta del sistema formativo, che sta attraversando una fase di profondo cambiamento, non corrisponde alla domanda di professionalità da parte dei distretti culturali - la quale, peraltro, è complessa e mutevole e produce occasioni di occupazione spesso poco stabilizzate. Urge un confronto tra le istituzioni culturali e i sistemi formativi - a cominciare dall’Università - per qualificare l’offerta in chiave integrata, multisettoriale e multidisciplinare, anche attraverso il sostegno alla mobilità degli artisti, la promozione di programmi di scambio con istituzioni internazionali, borse di studio, premi internazionali e concorsi. Ciò risponderebbe alle esigenze di un sistema cultura sempre più diversificato e agevolerebbe l’accesso dei creativi al mercato. L’apertura delle istituzioni culturali e formative al territorio permetterebbe di promuovere attività di sperimentazione e apprendistato finora poco esplorate.

Alcuni settori del comparto culturale hanno poi sviluppato nuovi servizi e attività, a partire dall’applicazione della legge Ronchey. Le nuove professionalità riguardano numerosi ambiti: progettazione e gestione di servizi al pubblico, didattica, divulgazione, organizzazione di eventi, vendita, promozione e marketing. Per quanto riguarda le professioni museali, cresciute in modo consistente negli ultimi dieci anni, l’esperienza della “Carta nazionale delle professioni museali”, approvata nel 2005 dalle associazioni museali italiane è certamente esemplare. Le amministrazioni locali responsabili e le istituzioni culturali di Torino e area metropolitana dovrebbero adottare, recepire e adeguare le proprie norme alla Carta, per sostenere e regolamentare le professioni interne ai musei.

 
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