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IMPRESE CULTURALI
Obiettivo 2.2 - Sostenere la nascita e l’accesso delle imprese culturali al mercato
 
 

La fase della produzione è una complessa articolazione di attività coordinate. Costose strutture organizzative, si pensi a quelle teatrali, al sistema dell’arte visiva e all’industria musicale e cinematografica, sono strumento di realizzazione delle idee degli artisti. Tipico della produzione culturale è la dimensione di sistema che trova esempi di valore mondiale nei distretti culturali italiani: museali, urbani e della cultura artistica materiale.

Esiste a Torino e in Piemonte una “industria dei contenuti” che coinvolge imprese che si occupano della loro generazione, gestione e distribuzione e operano nel campo dell’editoria, dell’audiovisivo, della musica, dell’animazione e delle produzioni multimediali anche per l’apprendimento (edutaiment). Le istituzioni locali hanno fortemente investito per lo sviluppo e la crescita di questo settore di attività, avviando esperienze spesso all’avanguardia, che possono contare nel contesto locale su un bacino interessante di competenze teoriche e professionali. Nonostante i fermenti percepibili, un milieu culturale e condizioni generali per l’innovazione stentano ad integrarsi. Si tratta di criticità che più o meno riguardano diversi settori culturali e industriali: il cinema e l’audiovisivo, la musica, lo spettacolo dal vivo e l’arte visiva.

La necessità di definire forme specifiche di supporto all’ingresso delle nuove imprese culturali sul mercato è una priorità per gli attori istituzionali.
Alcune proposte operative possono essere:

  • creare uno “sportello servizi” dedicato alle imprese culturali e in particolare orientato alle dimensioni creditizie, gestionali, organizzative e di promozione e comunicazione e per la tutela della proprietà intellettuale. A questo proposito un ruolo specifico potrebbe essere svolto dal sistema camerale, d’intesa con le università e le istituzioni culturali;
  • sul modello degli incubatori di imprese tecnologiche del Politecnico e dell’Università potrebbe essere pensato un incubatore per imprese culturali innovative, strettamente integrato con i primi;
  • incentivare la sensibilità del sistema creditizio ai fabbisogni specifici delle imprese culturali, immaginando strumenti e soluzioni più adeguati alla loro fragilità tipica;
  • sostenere, ad esempio attraverso la modulazione di oneri fiscali la cui manovra sia di competenza degli Enti locali o della Regione, la domanda istituzionale e privata di creatività locale;
  • far maturare un uso consapevole e allargato di competenze di gestione, comunicazione, distribuzione di prodotti e contenuti culturali da parte di enti pubblici e aziende che possa quindi sostenere una domanda locale articolata e qualificata;
  • migliorare il mercato delle professionalità creative favorendo forme di selezione trasparenti e competitive dei talenti;
  • perseguire una politica di ricerca e soprattutto di applicazione innovativa delle ICT a servizio della comunicazione culturale, ma anche della sicurezza e della conservazione del patrimonio culturale, configurando una sorta di “piattaforma tecnologica” dedicata.
 
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