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INTERNAZIONALIZZAZIONE TESSUTO PRODUTTIVO
Obiettivo 3.1 - Perseguire una strategia di internazionalizzazione del tessuto produttivo locale
 
 

Uno dei punti di debolezza del settore automotive è da ricercarsi, in molti casi, nella difficoltà delle imprese, soprattutto le piccole e medie, a rapportarsi con i mercati esteri. Ma la concorrenza sempre più agguerrita, anche da parte dei nuovi Paesi emergenti, evidenzia come l´internazionalizzazione delle imprese sia un elemento indispensabile, inderogabile e vitale per la sopravvivenza futura di molte delle aziende locali. L’orientamento alla internazionalizzazione costituisce un modo per cogliere le opportunità derivanti da mercati che presentano anche aree in forte espansione, si pensi, ad esempio, all’area del Sud-est asiatico, che potrebbe rappresentare un’ottima opportunità di rilancio e di sviluppo per molti settori, ed in particolare per il mercato automobilistico.

D’altra parte una maggiore apertura internazionale del tessuto produttivo locale rappresenterebbe un’importante opportunità di sviluppo per l’intero territorio locale, non solo in termini economici ma anche in termini sociali e culturali. Il tema della internazionalizzazione è peraltro al centro di un buon numero di iniziative a livello locale, non solo rivolte all’automotive: obiettivo futuro può essere quello di una concentrazione delle stesse, piuttosto che di una dispersione con scarsa efficacia, in modo da aumentare la massa critica disponibile.

Le strategie di internazionalizzazione devono essere analizzata in una duplice prospettiva:

Internazionalizzazione dell’attività delle imprese locali, tanto in termini di esportazioni quanto in termini di investimenti diretti all’estero

Oltre agli strumenti tradizionali, finalizzati a sostenere l’impresa nella fase di internazionalizzazione cosiddetta commerciale, caratterizzata dall’attivazione di flussi di esportazione dei propri prodotti in mercati esteri, bisogna considerare anche nuovi strumenti agevolativi con la finalità di sostenere l’internazionalizzazione produttiva dell’impresa, ossia il trasferimento all’estero di intere fasi della produzione, in una logica di “multilocalizzazione” che radichi le imprese in diversi mercati e le renda sempre più competitive. Nel caso del settore automotive, azioni di delocalizzazione produttiva si presentano spesso come condizione necessaria per l’acquisizione di commesse da altre case automobilistiche.
Le principali difficoltà delle aziende nei processi di internazionalizzazione sono riconducibili ai seguenti fattori:

  • la difficoltà a reperire informazioni sulla domanda emergente per determinati settori in specifiche aree/regioni del mondo;
  • le difficoltà connesse a problematiche legali e logistiche;
  • la scarsità di risorse professionali interne da mobilitare per periodi medio-lunghi all´estero;
  • la difficoltà di accesso alle risorse finanziarie necessarie per sostenere operazioni di riorganizzazione all’interno delle aziende e di penetrazione sui mercati internazionali.

L’attenzione degli attori locali nella direzione di favorire l’internazionalizzazione del comparto automotive si è concentrata finora soprattutto su azioni volte a sostenere le esportazioni. Negli ultimi anni è stato attivo sul territorio locale un articolato programma di iniziative per l’accesso delle piccole e medie imprese locali ai mercati internazionali, perlopiù attraverso azioni di “accompagnamento” a fiere e convegni internazionali e attività di marketing territoriale. Tra le azioni più significative, e specifica all’automotive, va sicuramente ricordato il progetto della Camera di Commercio di Torino ‘Dall’Idea all’Auto’ che ha prodotto alcuni risultati positivi, soprattutto nei termini di una maggiore consapevolezza degli attori nei confronti della necessità di perseguire la strada dell’internazionalizzazione, anche con logiche di collaborazione tra più imprese.
E´ auspicabile che le future azioni degli attori pubblici in questa direzione rispondano ad alcuni requisiti:

  • avere un carattere di progetto ed essere quindi valutabili (in itinere e ex post) in base ai risultati; ciò è fondamentale per garantirne una reale efficacia e un costante aggiornamento;
  • concentrare le risorse piuttosto che disperderle su troppe iniziative differenti e di scarsa efficacia;
  • tenere conto delle diverse caratteristiche degli attori in gioco (che richiedono necessariamente interventi differenziati).

Nell’ottica di non concentrare gli sforzi esclusivamente sull’internazionalizzazione commerciale, ovvero sul sostegno alle esportazioni, ma di prestare attenzione anche all’esigenza che si pone a molte imprese di trasferire all’estero intere fasi della produzione, si dovrebbero prevedere altre tipologie di azioni, ad esempio, legate alla messa a disposizione di servizi di tipo logistico e legale volti a facilitare le azioni di delocalizzazione produttiva. Esiste, poi, l’esigenza di interventi, necessariamente di carattere più sistematico, sul sistema della formazione per colmare alcune lacune che determinano una condizione di scarsità di risorse professionali interne da mobilitare per periodi medio-lunghi all´estero. A questo proposito, è importante sottolineare la necessità di interventi non solo nella formazione di alto livello ma anche nella formazione di base, ad esempio per quanto riguarda le competenze linguistiche.

Internazionalizzazione del tessuto produttivo locale attraverso l’attrazione di investimenti diretti dall’estero

In questa direzione è importante sottolineare il ruolo di ITP, prima agenzia regionale italiana dedicata all’attrazione di investimenti diretti esteri, e delle azioni di marketing territoriale che hanno un ruolo strategico nelle politiche di sviluppo locale.

Oltre a quelli economici tradizionali, però, hanno un peso rilevante anche altri fattori, quali la dotazione di capitale umano, la conoscenza e le relazioni istituzionali, oggi più che mai basilari per lo sviluppo economico e sociale. A questo proposito, non si deve dimenticare l’importanza della formazione: l’internazionalizzazione del sistema formativo può, infatti, giocare un ruolo fondamentale nel favorire l’attrazione di investitori esteri e la localizzazione di attività sul territorio. Anche le tecnologie ICT possono giocare un ruolo importante per favorire l’insediamento di nuove attività produttive sul territorio, soprattutto a livello internazionale.

L’accesso ai servizi e alle opportunità offerte dalle reti metropolitane, regionali, nazionali e internazionali rappresenta, infatti, oggi uno dei maggiori fattori di competitività dei sistemi territoriali. In quest’ottica, è importante che gli attori locali pubblici delineino una chiara strategia di sviluppo delle reti di comunicazione e dei nuovi servizi resi possibili dal loro potenziamento (estrategy), come requisito necessario per una città globalmente competitiva e “attrattiva”.

 
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