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SISTEMA FINANZIARIO LOCALE E SETTORE PUBBLICO
Obiettivo 3.9 - Definire un quadro di insieme del sistema finanziario locale e favorire l’interazione tra il settore pubblico e il mondo degli operatori finanziari privati
 
 

Sull’area metropolitana torinese si è ormai costituito un vero e proprio distretto finanziario e assicurativo, capace di rappresentare un importante motore autonomo di sviluppo e crescita per il territorio piemontese, ma anche di sostenere e favorire il processo di trasformazione e di sviluppo del tessuto produttivo locale.

Sul lato del sostegno alle imprese, il ruolo dominante delle strutture finanziarie private esistenti può rafforzarsi attraverso iniziative del decisore pubblico che identifichino e contribuiscano a colmare alcuni gap strutturali (soprattutto in riferimento al raccordo domanda-offerta). Il sistema pubblico può svolgere un importante ruolo di analisi e di stimolo, delineando una strategia finanziaria a supporto del territorio che abbia carattere organico e sistemico e che sappia presidiare l’intero ciclo di vita delle aziende (ma anche delle istituzioni).

In un contesto come quello attuale in cui il sistema produttivo locale deve affrontare delicati processi di cambiamento e diversificazione, le priorità del sistema finanziario per il sostegno alle imprese dovrebbero essere orientate alle fasi di sviluppo di nuova imprenditorialità (fondi di venture capital specializzati nel seed e early stage), al supporto alle strategie di crescita dimensionale, aggregazione ed internazionalizzazione e a quelle di ristrutturazione e di trasformazione delle imprese (fondi di turn-around e di strumenti di Merger&Acquisition). Ad oggi la principale incognita nello sviluppo di un sistema di investitori in capitale di rischio dinamico e efficiente è il flusso di imprese di buona qualità e con la cultura per far entrare un socio di capitali. Uno degli strumenti più importanti attraverso cui l’attore pubblico può intervenire in questo processo è quello della formazione: servono percorsi formativi orientati a creare una vera cultura imprenditoriale.

Per quanto riguarda gli strumenti finanziari per le fasi di ristrutturazione e di turn-around delle imprese, è chiaro che essi potrebbero rivestire un’importanza strategica soprattutto in quei settori, quello automotive in particolare, che necessitano di significativi processi di ristrutturazione. In questa direzione, si può ipotizzare da parte dell’attore pubblico un’azione di interfacciamento tra le imprese e gli operatori di Merger&Acquisition e un’azione attiva di networking tra imprese per esplorare sinergie e volontà di aggregazione. Dal punto di vista della finanza come settore autonomo, l’obiettivo deve essere quello di creare o rafforzare a Torino alcuni poli finanziari specialistici. In particolare, Torino può diventare un polo che genera valore autonomo nelle seguenti aree:

  • bancario, grazie soprattutto alla presenza del terzo gruppo creditizio italiano (SanPaolo IMI) per capitalizzazione di Borsa, una delle tre banche in cui è articolato il gruppo Unicredit;
  • assicurativo, grazie alla presenza sul territorio della direzione generale di 8 compagnie assicurative indipendenti, di cui 4 sono fra i maggiori gruppi assicurativi italiani;
  • venture capital e capitale per l’innovazione, grazie ad esperienze come i fondi di venture capital Piemontech e Innogest, il fondo Sviluppo Nord-Ovest e la SGR Strategia Italia;
  • Long Term Investment;
  • Confidi, grazie alla presenza in Piemonte di 44 confidi (tra cui i primi due confidi italiani per dimensioni e diversificazione geografica)

E´ chiaro che il pubblico non può in alcun modo sostituirsi al privato nella esplicitazione dei percorsi di sviluppo lungo i quali si andranno ad articolare questi poli. Ciò non toglie che potrebbe essere utile esplorare possibili forme di intervento attraverso cui il decisore pubblico possa svolgere un’importantissima funzione sia nel creare le condizioni ottimali perché il privato cresca sul territorio metropolitano, sia nell’individuare quei progetti di sviluppo dell’economia territoriale su cui coinvolgere ed ingaggiare gli operatori del distretto finanziario in un’ottica di partnership pubblico privata.

In quest’ottica sarà importante il contributo del gruppo di lavoro sulla Finanza nella seconda fase dei lavori di elaborazione del Piano, quando gli obiettivi e le priorità espresse dovranno tradursi in progettualità concrete. Il gruppo di lavoro sulla Finanza dovrà intervenire in modo trasversale laddove le variabili finanziarie costituiscono importanti elementi per valutare la compatibilità e la solidità degli indirizzi di intervento che verranno tracciati nei diversi tavoli. L’obiettivo è, dunque, quello di organizzare tavoli trasversali sui cui sviluppare un’opportunità di dialogo tra il settore pubblico e il mondo degli operatori finanziari privati per favorire la realizzazione concreta di alcuni progetti.

 
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