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Piano Strategico 2
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TRAIETTORIE PROFESSIONALI
Obiettivo 4. 2 - Rendere sicure e valorizzare le traiettorie professionali in una prospettiva di life long learning
 
 

La formazione lungo il corso di vita delle persone appare, secondo l’opinione comune (opinione ormai altamente istituzionalizzata in virtù degli orientamenti ufficiali dell’Unione Europea al riguardo), come una delle azioni chiave sia per ridurre i rischi della discontinuità professionale, a carattere non cumulativo, dell’obsolescenza delle capacità professionali, soprattutto nei settori in cui il ciclo di vita delle competenze risulta particolarmente breve, della disoccupazione sia per facilitare la mobilità tra le occupazioni e, più in generale, per dotare le persone delle risorse conoscitive necessarie per progettare e realizzare percorsi lavorativi desiderati, cioè per rendere le persone maggiormente libere di autodeterminare un proprio progetto di vita sociale e professionale.

La politica della life long learning è tuttavia animata, come è noto, da molteplici contraddizioni. Nella prassi corrente la formazione continua è rivolta quasi esclusivamente ai lavoratori che godono di maggior stabilità del rapporto di lavoro, è indirizzata dalle direzioni aziendali prevalentemente ai lavoratori più scolarizzati e qualificati, è sostanzialmente assente tra i lavoratori anziani e tra quelli a part time (tra i quali la presenza di donne è nettamente preponderante), è prevalentemente governata da una logica soddisfazione di fabbisogni formativi aziendali di breve periodo.

Anche la formazione permanente, cioè la formazione attivata per iniziativa individuale dai soggetti adulti in quanto cittadini, soffre di alcuni mali, sotto certi aspetti analoghi ai precedenti: vi accedono prevalentemente le persone scolarizzate e coloro che soggiacciono a minori vincoli temporali (quindi, risultano particolarmente penalizzate le donne lavoratrici impegnate nel “doppio ruolo”), appare debole la coerenza tra offerta e domanda di formazione, risulta poco integrata l’azione formativa con progetti consapevoli di ridefinizione dell’identità professionale. In sostanza partecipano meno alla formazione coloro che si muovono lungo traiettorie sociali e lavorative più insicure.
Infine, la formazione per i disoccupati appare segnata da rigidità e limiti: l’offerta formativa segue più l’andamento ciclico dell’”anno formativo” che la variabilità dei problemi occupazionali, è strutturata in una logica di intervento più “curativo” che “preventivo”, è collegata in modo non sempre sistematico con i fabbisogni professionali del mercato del lavoro.

Per rispondere a queste criticità occorre promuovere azioni che rispondano prioritariamente ad alcuni requisiti: ridurre le disuguaglianze sociali derivanti da una distribuzione ineguale della risorsa “conoscenza e capacità”, rendere più sicure e autodeterminate le traiettorie lavorative collegando più estesamente e profondamente lavoro e formazione, rendere più coerente l’attività formativa con i fabbisogni professionali del lavoratore e dell’impresa, migliorare gli standard dell’offerta formativa per aumentarne il rendimento, accrescere la flessibilità dell’offerta formativa, certificare i risultati dei processi di apprendimento professionale per aumentare la trasparenza delle caratteristiche professionali dei lavoratori nel mercato del lavoro. Le azioni potrebbero perciò riguardare più ambiti di intervento.

Accelerare lo sviluppo e l’implementazione di un sistema regionale pubblico di certificazione delle competenze professionali in esito dei percorsi formativi e lavorativi, diffuso sul territorio, che renda effettivamente fruibile il “libretto formativo del cittadino”.
Potenziare e qualificare ulteriormente la rete dei servizi per l’impiego, mediante lo sviluppo di un robusta ed estesa rete di soggetti accreditati, sorretta e coordinata dai Centri per l’Impiego, al fine di favorire l’incontro tra domanda e offerta di formazione, far emergere ed orientare la domanda potenziale di formazione soprattutto dei soggetti deboli, realizzare bilanci di competenze a sostegno di progetti sia individuali che collettivi di costruzione di traiettorie professionali.

Promuovere la costituzione di una “città dei saperi e delle professioni”, attraverso l’integrazione in rete dei diversi soggetti, pubblici e privati accreditati, che già offrono servizi di formazione e la loro specializzazione e aggregazione in poli formativi (cfr. la direzione di intervento Formazione) Si tratta di creare un soggetto plurimo capace di produrre un servizio “amichevole” per accogliere e orientare gli utenti, generare un’offerta formativa specializzata, di eccellenza e tempestiva, stabilire un rapporto strutturato con i sistemi socio-economici locali. Prevedere forme di sostegno al reddito per i lavoratori che hanno perso o terminato un lavoro, privi di ammortizzatori sociali, inseriti in percorsi di formazione e ricollocazione professionale.

 
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