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TECNOLOGIE ICT NEL POLO LOGISTICO
Obiettivo 8.2 - Sostenere l’utilizzo estensivo delle tecnologie ICT nel polo logistico
 
 

Per polo logistico avanzato si intende un sistema di aziende e strutture logistiche, in rete tra loro, che utilizzano la comunicazione telematica per coordinare e rendere efficienti le proprie attività. In quest’ottica l’apporto dell’ICT è fondamentale non solo per le tecnologie che mette in campo ma anche e soprattutto perché costringe a rafforzare una logica di sistema tra gli attori coinvolti.

La realizzazione di un simile progetto richiede un forte coordinamento tra attori locali di tipo pubblico e investitori privati che devono trovare un accordo in cui coincide l’interesse pubblico ad investire e quello privato a sviluppare soluzioni e prodotti innovativi.

In quest’ottica, gli attori pubblici locali dovrebbero promuovere e partecipare a momenti di coordinamento con soggetti dotati di piena autonomia politica e/o gestionale con l’obiettivo di incrementare le sinergie tra le politiche attuate dai diversi enti, utilities e agenzie, prevenendo l’uso concorrenziale di risorse limitate e valorizzando adeguatamente le eccellenze presenti.

La definizione da parte degli attori pubblici di precisi scenari di sviluppo di medio-lungo periodo è fondamentale perché riduce il rischio dell’investimento, rendendo quindi plausibile il realizzarsi di alcune traiettorie innovative, e perché favorisce l’adozione di soluzioni standard e interoperabili.

Progetti pilota per la sperimentazione di nuove tecnologie possono essere promossi dagli attori pubblici per:

  • la gestione dei flussi veicolari da e per il polo logistico. Tramite applicativi collegati a tutte le sorgenti di informazioni sul traffico: rete telematica civica, società autostradale (per i flussi ai caselli), operatori logistici che usufruiscono del polo, e possibilmente avrà traccia dei singoli veicoli in arrivo tramite sistema satellitare. L’uso di sistemi di rilevazione, monitoraggio e controllo dei flussi veicolari mira a evitare colli di bottiglia nell’accesso e nel deflusso dal polo logistico governando l’impatto del polo logistico sul sistema di mobilità esterno/cittadino; garantire l’efficienza del sistema di mobilità interno al polo logistico; gestire situazioni di emergenza legate a incidenti; controllare e governare situazioni di rischio, ad esempio nel caso di trasporto e stoccaggio di merci pericolose.
  • la tracciabilità dei prodotti (tecnologie RFId). L’utilizzo di tecnologie per l’identificazione a radiofrequenza potrebbe risultare particolarmente opportuna nel settore della sanità. Alcuni casi di successo già sviluppati, hanno dimostrato come tali tecnologie siano efficaci, ad esempio nella tracciatura dei prodotti farmaceutici ed ematici, nell’inventario della farmacia e delle apparecchiature medicali, nella riduzione delle falsificazioni nei prodotti farmaceutici e nella tutela dei marchi, nell’identificazione della posologia farmaceutica del paziente e nella riduzione di errori di somministrazioni, nell’ottimizzazione dei processi di logistica e accesso semplice e veloce alle informazioni. Nel panorama italiano, la problematica oltre che assumere una valenza di ottimizzazione dei processi, riveste un’importanza normativa. Infatti, secondo l’attuale legislazione, le confezioni dei medicinali ad uso umano erogabili dal SSN devono essere dotate di bollini di riconoscimento e devono essere apposti su tutte le confezioni in modo tale da poter essere facilmente rilevati in qualunque momento.
 
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