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POLO LOGISTICO AVANZATO AREA SUD
Obiettivo 8.1 - Creare le condizioni per lo sviluppo di un polo logistico avanzato nell’area Sud di Torino
 
 

La logistica può essere considerato un campo di elevata valenza strategica nell’area piemontese e torinese in particolare, in ragione della sua centralità nella relazione tra i porti del Mediterraneo e il resto del sistema europeo. L’organizzazione del polo logistico di Torino deve quindi tenere conto di alcuni vincoli di carattere infrastrutturale e delle relazioni con il sistema della logistica regionale.

Dal punto di vista della localizzazione, si ritiene debba essere potenziato il polo logistico già esistente a sud-ovest di Torino, dove sono posizionati l’interporto SITO e il grande scalo ferroviario merci di Orbassano, in prossimità di altri grandi insediamenti dedicati alla distribuzione (come il Centro Agroalimentare) e di aree industriali in trasformazione (prima fra tutti, Mirafiori ma anche la non lontana FIAT Rivalta).

Per quanto riguarda le connessioni infrastrutturali, sono da considerarsi condizioni necessarie per lo sviluppo nel medio e lungo periodo di quest’area:

  • la realizzazione della nuova linea Torino-Lione quale tratta fondamentale del corridoio 5 delle reti TEN (Trans European Networks) da tempo definite dall’Unione Europea, in modo da permettere l’aumento del trasporto merci da e per la Francia e l’ovest europeo;
  • la realizzazione della Gronda Ferroviaria di Torino, in particolare dell’interconnessione di corso Marche, in grado di connettere la nuova linea AC al Passante Ferroviario e al polo logistico di Orbassano.

In particolare lo sviluppo di operatività intermodali (container, semirimorchi, casse mobili, autostrada viaggiante) di Orbassano deve essere perseguito in un´ottica di promozione infrastrutturale e di servizi dedicati, intrecciata con politiche normative/tariffarie volte a creare nella futura Torino-Lione le condizioni per un concreto trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia. Inoltre, il rafforzamento delle funzioni logistiche non può che avvenire in modo sistemico per l’area piemontese, attraverso un progetto complesso che organizzi le relazioni tra i diversi poli logistici (a Novara, nel cuneese e nell’alessandrino), con il porto di Genova e il suo retroporto con Milano in modo che i diversi progetti locali trovino forme di cooperazione e integrazione e costruiscano un’agenda comune di proposte e interventi.

Per l’organizzazione del polo logistico nell’area metropolitana si possono avanzare anche alcune proposte specifiche, quali:

  • potenziare la city logistic, in modo da intervenire sulla razionalizzazione del sistema di distribuzione delle merci nell’area metropolitana per quanto riguarda tempi e orari, depositi, modalità di consegna. Il progetto può essere articolato in tre fasi: 1) individuazione delle modalità di coinvolgimento degli attori e negoziazione delle ipotesi: operatori impegnati nella distribuzione di merci; soggetti associativi, di categoria o della cooperazione; enti locali e soggetti promotori; 2) identificazione di modalità organizzative, risorse finanziarie, modelli gestionali, modalità della transizione e tempistiche, di incentivi, vincoli e divieti - per esempio, limitazioni di transito, accesso, scarico, inquinamento, ecc. - ammortizzatori sociali, campagne di informazione, ecc; 3) sperimentazione di ipotesi con caratteristiche di diversa estensione e intensità, in relazione a zone dell’area metropolitana particolarmente critiche (centro storico, zone ad alta concentrazione commerciale o a elevata criticità del traffico) o a particolari categorie di utenze (per dimensioni della superficie di vendita, per tipologia merceologica o come ipotetica percentuale di adesioni volontarie al progetto);
  • attivare progetti di reverse logistic, volti a ridurre l’impatto ambientale dei flussi logistici di ritorno, attraverso la gestione dei materiali, degli imballaggi, dei prodotti e il trasporto verso i centri di trattamento dei rifiuti;
  • Creare le condizioni affinché le imprese, sfruttando le tecnologie informatiche, possano effettuare transazioni commerciali utilizzando procedure e applicazioni informatiche standard e secondo accordi commerciali condivisi. In particolare, questa impostazione può risultare particolarmente funzionale alle esigenze delle Pmi che spesso, su questo versante, si trovano svantaggiate rispetto alle grandi aziende: l’introduzione della e-logistic permette loro di promuovere il commercio internazionale grazie all’interoperabilità dei sistemi Ict, ridurre i costi e i tempi relativi ai flussi di comunicazione e allo scambio di dati e informazioni, ridurre il divario tecnologico tra aziende e operatori leader del mercato.
 
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