contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  
 
 
 
Torino - 14 maggio 2006   english   help   contatti   mailing list
 
 
Piano Strategico 2
Tamtam
Editoria
Agenda
Rassegna Stampa
Piano Strategico 1
Piano Strategico 2
 
Home | Piano Strategico 2 | Direzioni di intervento e obiettivi | Trasformazione urbane e territoriali | Nodi della trasformazione innovativa
 
NODI DELLA TRASFORMAZIONE INNOVATIVA
Obiettivo 6.1 - Identificare i nodi della trasformazione innovativa nell’area metropolitana
 
 

L’identificazione di un’intelaiatura territoriale dell’area metropolitana di tipo reticolare integrata al sistema radiale del trasporto su ferro, può consentire di selezionare, in sintonia e in accordo con la pianificazione della Provincia e con gli indirizzi che emergeranno dal nuovo Piano territoriale e paesaggistico della Regione, gli ambiti di localizzazione delle attività innovative e le aree di trasformazione strategica, interagendo con la progettualità dei territori e dei comuni metropolitani e privilegiando soprattutto il collegamento con i nodi del sistema di trasporto pubblico su ferro.
Per le principali aree strategiche, al di sopra di certe soglie dimensionali e investite da interventi di natura intersettoriale, il Piano auspica la messa a punto di tavoli di indirizzo e concertazione (con l’ausilio di strutture come l’Urban Center metropolitano) capaci di produrre scenari alternativi, politiche di compensazione ambientale, meccanismi di controllo e accompagnamento dei progetti, al fine di cogliere tutte le opportunità messe in gioco dalla trasformazione.

Aree per funzioni produttive e di terziario avanzato
L’area metropolitana dispone ancora di aree - industriali e non - dimesse e da trasformare o di aree in trasformazione già disponibili (si pensi ad esempio a parte del complesso FIAT Rivalta) per l’insediamento di funzioni produttive e di terziario avanzato, coerenti con la visione di sviluppo della società della conoscenza espressa dal Secondo Piano Strategico. La principale è certamente l’ambito di Mirafiori, le cui ipotesi di trasformazione propendono per la valorizzazione della sua vocazione produttiva, con il possibile insediamento integrato di imprese e di attività di ricerca e formazione nei campi dell’automotive (sia di produzione sia di servizio), del design, dell’aerospazio, dell’idrogeno (a partire dal Centro del Design e dalla Facoltà di Ingegneria dell’auto). Dal punto di vista territoriale, la trasformazione dell’area di Mirafiori nel medio-lungo periodo, è sostenuta dal completamento infrastrutturale del nodo ferroviario di Torino, in particolare con la realizzazione del progetto multimodale e plurifunzionale di corso Marche. Mirafiori rappresenta una grande opportunità di qualificazione e valorizzazione per l’intera area metropolitana, purché la sua trasformazione venga a inscriversi nelle logiche e modalità descritte precedentemente. È infatti fondamentale che la modificazione di tale ambito avvenga non “per parti”, ma in presenza di una prefigurazione progettuale complessiva capace di orientare le scelte localizzative in rapporto a obiettivi di qualità urbana e ambientale. Da questo punto di vista Mirafiori può trasformarsi in un importante laboratorio per praticare modalità innovative di progettazione, visione del territorio, sostenibilità e innovazione tecnologica, ricostruzione dei legami dell’area con i tessuti urbani che la circondano ed il territorio sud-ovest metropolitano. Altre aree che presentano caratteristiche e potenzialità strategiche per la trasformazione metropolitana sono individuabili nel quadrante nord: in particolare il nuovo polo produttivo e per attività innovative (programmato con URBAN da Borgaro e Settimo), l’ambito territoriale di trasformazione dell’Aeroporto (a Caselle), e l’area delle Basse di Stura. Quest’ultima è già oggetto di una prospettiva progettuale legata alla chiusura della discarica e articolata in un intervento paesaggistico per la copertura del deposito, nella valorizzazione dell’area rurale e nell’organizzazione di un’area per la sperimentazione di soluzioni tecnologiche basate sull’idrogeno (a costituire, con Mirafiori, una “piattaforma” per le Hy-tecnologies), oltre che al possibile passaggio della nuova linea ferroviaria Aeroporto-Passante di Torino.

Sistema degli insediamenti universitari
Gli insediamenti universitari costituiscono elementi strutturanti del territorio metropolitano, per gli effetti sulla riqualificazione urbana, sul mercato abitativo, sui flussi di mobilità, e rappresentano fisicamente e funzionalmente la centralità delle attività di formazione e ricerca nei processi di sviluppo e innovazione. Negli ultimi decenni, l’organizzazione spaziale delle istituzioni accademiche si è orientata sempre più verso la richiesta di spazi di grandi dimensioni e l’identificazione di poli di aggregazione contraddistinti da coerenza scientifico-disciplinare. La presenza di Università con standard qualitativi elevati e strutture complementari adeguate - come attrezzati spazi di relazione e residenza - è un fattore rilevante dell’attrattività del sistema torinese e regionale nella competizione internazionale; ed è attraverso il circolo virtuoso tra Università, ricerca, formazione, industria, società, territorio e città che è possibile sostenere lo sviluppo locale. Questa interpretazione trova una dimensione spaziale fisica e virtuale nel progetto della Cittadella Politecnica, articolato nel campus di Torino e nei poli decentrati regionali, attraverso un modello di Ateneo a rete, fortemente interconnesso con le realtà urbane e economiche del territorio. Il campus di Torino, ampliato dalla sede storica nell’area delle ex OGR nella Spina Centrale, nasce con l’obiettivo di affiancare agli sforzi di natura immobiliare sostenuti dall’Ateneo negli anni scorsi elementi qualificanti in grado di connotare il Politecnico non solo come luogo di apprendimento e ricerca accademica, ma anche come attrattore di investimenti in ricerca di grandi multinazionali, di trasferimento tecnologico verso le PMI, di servizi al territorio, di aggregazione sociale e studentesca, di riqualificazione urbana, un ruolo quindi di motore per lo sviluppo dell’area torinese. Dal punto di vista spaziale, la Cittadella diviene un luogo aperto all’esterno, collegato con le funzioni urbane progettate per l’intorno (la biblioteca, le residenze universitarie, il centro per la scienza, luoghi di intrattenimento e socialità), in cui si prevedono spazi per attività produttive, direzionali e di servizio alle imprese, all’università e ai cittadini collegate alla ricerca e alla didattica. Il progetto di decentramento urbano e sul territorio metropolitano messo in atto dall’Università degli Studi ha portato una configurazione insediativa dell’Ateneo torinese come Università Metropolitana, che trae la sua forza proprio dal radicamento dei suoi poli nell’area metropolitana. In primo luogo il polo delle Facoltà scientifiche a Grugliasco, destinato ad aumentare considerevolmente il numero degli studenti e gli spazi disponibili e a configurare un vero e proprio campus (connesso al nuovo grande parco verde di Grugliasco), dotato di spazi per la ricerca e la didattica, di laboratori e completato dalla disponibilità di residenze universitarie, importante eredità dei Giochi Olimpici. In secondo luogo, il polo delle Facoltà umanistiche, suddiviso tra la nuova area Italgas e il centro di Torino, in cui l’investimento sul tessuto connettivo tra le diverse sedi può consentire di definire un vero e proprio Campus urbano ad “arcipelago”. In terzo luogo, l’area urbana delle Facoltà di Economia, la cui trasformazione (nel complesso degli ex Poveri Vecchi e dell’area degli stadi olimpici) è quasi giunta a compimento. Non bisogna poi dimenticare gli insediamenti metropolitani (esistenti, progettati o di cui è previsto il potenziamento) nei Comuni di Collegno (ex Certosa), Orbassano (ospedale San Luigi), Candiolo (Centro ricerche sul cancro), Venaria (Reggia), Rivoli e Moncalieri (ex Real Collegio).

Nodi del sistema sanitario
L’organizzazione della rete ospedaliera dell’area metropolitana riveste una chiara importanza strategica dal punto di vista territoriale, in particolare in relazione all’individuazione di un modello di distribuzione dei servizi socio-sanitari capace di offrire in modo integrato tecnologie, ricerca scientifica, prodotti e servi di supporto al sistema socio-economico. In questo quadro assume rilievo strategico l’ipotesi di costruzione di un nuovo presidio ospedaliero per ricollocare l’attività delle Molinette. La Regione, nella prima bozza per il nuovo Piano Sanitario Regionale, sottolinea che quest’ipotesi verrà valutata da una Commissione specifica, e non è qui possibile entrare ancora nel merito di queste scelte. Dal punto di vista territoriale, è necessario sottolineare in ogni caso che la scelta di un’eventuale localizzazione deve essere legata alla riflessione sul sistema insediativo dell’area metropolitana e indirizzata quindi verso uno dei nodi di rilievo dell’organizzazione territoriale basata sulla configurazione radiale-reticolare del trasporto collettivo. Fra questi presenta indubbi requisiti dimensionali, localizzativi e di operabilità la grande area del Campo volo di Collegno nel quadrante ovest metropolitano.

 
 © Torino Internazionale 2006