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Piano Strategico 2
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SISTEMA DEL VERDE E PAESAGGISTICO AMBIENTALE
Obiettivo 6.2 - Rafforzare e valorizzare il sistema del verde e paesaggistico ambientale in rapporto con la cittŕ e le trasformazioni
 
 

Le trasformazioni degli ultimi decenni hanno lasciato sul campo una serie di “relitti” territoriali (spazi aperti e agricoli, spazi di risulta e di margine), sempre più sovente circondati dal costruito, che rischiano di essere considerati solamente per il loro potenziale insediativo. È invece importante che questi spazi, insieme all’intelaiatura ambientale costituita dai corridoi fluviali, dai grandi parchi urbani e dalla “corona di delizie”, vengano considerati come una fondamentale risorsa strategica, al fine di disegnare nel territorio metropolitano una rete verde che intersechi fra loro città - natura - agricoltura, per rendere il sistema di “città di città” più equilibrato, sostenibile e attrattivo.

Occorre a questo scopo riconoscere un nuovo valore e sviluppare nuove progettualità e tutele per i territori periurbani, riprendendo scelte ed indicazioni che la Provincia di Torino ha già compiuto (vedi il Piano Territoriale di Coordinamento e il Piano Strategico delle spazi verdi dell’area metropolitana torinese) e che alcuni Comuni e enti territoriali stanno sviluppando e portando avanti (il Parco Tangenziale Verde del PRUSST di Settimo, Borgaro e Torino, le indicazioni dei PRGC di Collegno e Grugliasco sul sistema Dora-Sangone, il Parco del Po), in un’ottica di potenziamento e di concreta realizzazione delle immagini proposte dal progetto “Corona Verde” della Regione.

Assegnare a queste aree un valore strategico ha infatti effetti diretti e indiretti, misurabili sia nei processi di trasformazione che coinvolgono l’area torinese sia nello sviluppo stesso di una governance metropolitana. È a partire da questa assunzione di valore delle aree periurbane che deve essere ripensato il progetto insediativo dell’area metropolitana, coniugando e rendendo compatibili da un lato la domanda di modificazione (infrastrutture e grandi progetti di trasformazione), dall’altro la necessità di collegamenti ambientali di valore ecologico, paesistico e fruitivi, di greenways strutturanti lo spazio costruito, di politiche di tutela e valorizzazione ambientale delle trame dei fiumi e dei corridoi ecologici, di azioni di conservazione e riqualificazione degli spazi di un’agricoltura non più food oriented ma finalizzata alla qualità urbana.

E´ un tema che necessita di uno sguardo nuovo innanzitutto rispetto ai materiali ambientali con cui è costituito il territorio metropolitano, da osservarsi non solo in relazione a parametri di tipo quantitativo (standard a verde, inquinamento, ecc.), ma anche per le valenze paesaggistico-formali: la capacità della rete idrografica e ambientale di strutturare e caratterizzare lo spazio costruito, il rapporto con le Alpi e il sistema collinare, con le basse valli e il pedemonte, ecc.; da qui la necessità ad esempio di salvaguardare assi e visuali paesaggistiche, ma anche di lavorare intorno al tema dell’accessibilità ai sistemi ambientali da parte degli utenti, fondamentale in un’ottica di qualificazione e valorizzazione dell’area metropolitana.

Per conseguire questi obiettivi è importante affrontare e risolvere alcuni nodi centrali. In primo luogo è necessario incrementare il grado di consapevolezza di tutti gli attori dell’area metropolitana intorno al valore strategico di un progetto capace di mettere a sistema tutte le differenti componenti ambientali del sistema torinese. In secondo luogo, questo progetto deve essere esplicitato tramite un disegno e un’immagine riconoscibile, che possa essere fatto proprio e condiviso da tutti i soggetti. In terzo luogo, bisogna costruire dei meccanismi capaci di trasferire gli indirizzi e i disegni di carattere complessivo alla scala locale. In quarto luogo, devono essere individuate puntualmente le forme di finanziamento e di gestione.

Il tema del progetto degli spazi e paesaggi periurbani entra in relazione con altre questioni, come la possibilità di utilizzare meccanismi di compensazione ambientale - si veda ad esempio il Programma di gestione dei rifiuti e del termovalorizzatore (il 10% del valore delle opere) - nella realizzazione dei grandi progetti di trasformazione e infrastrutturazione dell’area metropolitana, venendo così a supportare “progetti di territorio” e non solamente riferiti alla singola opera.

Ancora, per ciò che concerne le politiche di tutela dell’agricoltura periurbana, va osservato come una rilevante possibilità di intervento sia offerta dalle nuove Politiche Agricole Comunitarie (PAC); nei documenti redatti dal Governo ed in corso di elaborazione da parte della Regione Piemonte (nuovo PSR) esistono riferimenti precisi a politiche specifiche per le aree periurbane che devono trovare misure ed azioni attuative (a partire dalla programmazione dei Fondi Comunitari 2007-13) al fine di promuovere programmi di sostegno delle attività agricole presenti o sopravvissute e, dove esistano rilevanti carichi ambientali, contribuiti per la riconversione colturale e produttiva (da colture food oriented a colture orientate alla riqualificazione ambientale); ancora, è necessario rendere estesa l’applicazione del D.Lgs. agricoltura multifunzionale e in particolare modalità di contratto con l’impresa agricola, programmando, ove possibile, attività di ridestinazione integrata delle aree agricole a territori a valenza fruitiva (parchi agrari).

Infine, il tema della valorizzazione delle risorse ambientali dell’area metropolitana dovrebbe incrociarsi con quello della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica, sia attraverso esemplari casi di sperimentazione puntuale (si pensi ad esempio alla potenziale “piattaforma dell’idrogeno” a Basse di Stura e a Mirafiori nell’ambito di una politica regionale in rapporto alle azioni comunitarie in questo campo), sia per mezzo dell’applicazione concreta di best practices nelle modalità ordinarie di trasformazione del territorio (raccolta delle acque, contenimento del consumo di suolo, terreni permeabili, messa a dimora di verde, utilizzo di fonti energetiche rinnovabili). Temi sui quali Torino potrebbe costruire una propria specificità e riconoscibilità anche internazionale in termini di ricerca applicata.

 
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