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ISTITUZIONI CULTURALI A SERVIZIO DELLA SOCIETA' DELLA CONOSCENZA
Obiettivo 10.1 - Valorizzare le istituzioni culturali a servizio della societŕ della conoscenza
 
 

Questo obiettivo, che fa riferimento all’insieme di patrimonio, competenze specifiche e produzione culturale di cui una città è dotata e si identifica con le istituzioni culturali, rappresenta una condizione di civiltà e di qualità culturale anche democratica che ogni città deve coltivare.

Alle istituzioni culturali torinesi (musei, biblioteche, archivi, teatri ecc.) si chiede di rimodulare la propria attività intorno a tre funzioni.
In primo luogo quella patrimoniale che riguarda la gestione e l’ampliamento delle collezioni e dell’edificio contenitore, la conservazione, l’esposizione secondo gli standard culturali più aggiornati della museografia/museologia e le più moderne opportunità tecnologiche. Anzi di questo ultimo aspetto i luoghi della conservazione torinesi dovrebbero ambire a diventare dei veri e propri modelli internazionali di qualità.

La seconda funzione delle istituzioni è la ricerca, lo studio e la sperimentazione. La capacità di creare nuova conoscenza nel proprio ambito di competenza, di diventare luoghi attrezzati di studio, di connettersi con le comunità di ricerca più qualificate sia in Italia sia nel resto del mondo deve diventare un tratto distintivo delle istituzioni della cultura torinese. In questo senso, deve essere sviluppata una maggiore prassi cooperativa con l’Università e il Politecnico. Inoltre, un’attenzione particolare deve essere incanalata verso gli archivi, le biblioteche, i luoghi fisici dell’accoglienza dei ricercatori. Abbiamo bisogno di teatri, musei ecc. che producano, documentino, favoriscano, scambino più contenuti culturali, sia di profilo scientifico sia di tenore divulgativo. Il ruolo dell’università appare decisivo nel suo rapporto con le istituzioni culturali cittadine.

Terza missione delle istituzioni è quella di essere produttori di occasioni di fruizione culturale del tempo libero. Negli ultimi anni, a Torino si è assistito a un processo di riorganizzazione dei servizi culturali volto a migliorare la qualità dell’offerta, attivare nuovi servizi a favore dei cittadini, incrementare i consumi culturali e razionalizzare le risorse. È necessario procedere in questa direzione qualificando e diversificando i servizi a disposizione per educare, facilitare la fruizione e la godibilità culturale di tutti i cittadini. È opportuno che siano immaginati progetti di fruizione leisure delle risorse e delle stratificazioni specifiche culturali che Torino può vantare. Si tratterà di offrire chiavi di lettura indispensabili alla comprensione delle diverse offerte artistiche e culturali da parte di tutte le fasce di pubblico. Ciò può e deve comportare la progettazione di percorsi e itinerari separati (ma collegati spazialmente o simbolicamente) tra collezioni museali e centri di apprendimento e leisure. La separazione permette di evitare lo snaturamento della vocazione culturale dei musei favorendo l’emergere di parchi culturali urbani - che potranno sfruttare l’usuale sovrabbondanza italiana delle collezioni. Questa dimensione si collega in via diretta con quel potenziamento dell’offerta di riconoscibile attrattività di cui sente bisogno il settore turistico.

E´ evidente che le istituzioni culturali torinesi hanno profili e vocazioni diverse e quindi interpreteranno diversamente quanto sopra. È importante però che ciascuna si senta investita di una responsabilità attiva in ciascuna delle tre funzioni.

 
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