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Piano Strategico 2
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INTERNAZIONALIZZAZIONE E CAPACITA' ATTRATTIVA DELLA CITTA'
Obiettivo 10.5 - Valorizzare la cultura come strumento di internazionalizzazione e stabilizzare le immagini per incrementare la capacitŕ attrattiva della cittŕ
 
 

Stabilizzare immagini riconoscibili, comunicabili, efficaci dell’area torinese utili a sostenere la sfida interna ed esterna è un obiettivo prioritario. Torino ha bisogno di stabilizzare le proprie immagini perché uno dei rischi di essere una città fortemente creativa immersa in una transizione prolungata, è quello di non risultare immediatamente riconoscibile per nessuna delle caratterizzazioni che la qualificano. La creatività va associata a una maggior precisione fisionomica, per evitare che riemergano, sul mercato delle immagini, i vecchi stereotipi urbani. Fissare le proprie immagini significa anche lavorare sulla corrispondenza dell’immagine esterna all’identità interna, costruendo così le condizioni di consapevolezza e riconoscimento dei cittadini dei valori culturali della città. Infine, un obiettivo strategico è riconnettere l’immagine torinese, che non può non rimanere centrale e anche culturalmente baricentrica, a un intorno metropolitano fornito di identità plurime e ricco di atout culturali e paesaggistici.

Quali sono i vettori strategici e attrattivi capaci di dare immagine alle trasformazioni di Torino? Con l’idea di vettore intendiamo un nucleo tematico e un insieme di azioni politiche, interventi, coerenze operati da soggetti istituzionali di natura diversa, i quali, però, insistono tutti su una medesima risorsa al fine di valorizzarla al meglio, o assumono una linea interpretativa comune di risorse diverse. Per esempio, la civiltà egizia non si riferisce soltanto al Museo Egizio. Si parla dell’esistenza a Torino di una sensibilità e di una dotazione storica, di un giacimento di collezioni che possono essere oggetto di azioni espositive diversificate, rispondenti alle linee di indirizzo ipotizzate: di attività studio scientifico; di informazione per l’entertainment (o infotainment), di edutainment, di attività di natura commerciale, di campagne di attrazione turistica.

I vettori strategici/immagini attrattive che proponiamo sulla base delle risorse torinesi, delle dinamiche in corso e del loro “valore competitivo” sono i seguenti. Tutti debbono essere in grado di generare progettualità di sistema.

Torino, un’esperienza contemporanea
L’esperienza, concetto associato a quello di conoscenza, e la lettura della contemporaneità creativa devono permeare e caratterizzare orizzontalmente l’offerta culturale di Torino, non soltanto per quanto attiene gli aspetti intrinsecamente contemporanei come l’arte visiva, il cinema, la musica, l’interpretazione culturale della scienza e della tecnologia, le performing art, il design, ma anche l’insieme del patrimonio culturale (conservazione, comunicazione, fruizione). Le azioni da promuovere non riguardano solo le attività delle istituzioni culturali, ma anche i progetti di rigenerazione urbana nei quali l’arte, l’architettura, il disegno urbano, la creatività di base giocano un ruolo centrale (esempio progetti Urban, arte pubblica e partecipata).

Torino, il fascino di una città di storia
La sensibilità contemporanea va ospitata nel fascino e nella douceur de vivre di una città reale barocca e ottocentesca che non rinnega la sua storia novecentesca, ma la reinterpreta verso il futuro. La gamma di temi è qui molto ampia: la corte, la storia politica nazionale, la tradizione religiosa - ma anche le dimensioni di qualità urbana (spazi pubblici, arredo urbano, commercio).

Torino, una città singolare
Ogni città è singolare, alcune più di altre. Le singolarità di Torino, storiche, artistiche, vocazionali, debbono essere ricomposte in una narrativa capace di suscitare curiosità in pubblici diversi. La centralità delle collezioni egizie è in questo senso di tutta evidenza; ma la forma urbana e l’architettura, la storia e i suoi depositi, oggi anche l’identità olimpica, sono altrettante risorse da ricongegnare in un disegno che non punti tanto alla primazia, ma alla singolarità intrigante di una normale, unica città europea.

In questa Torino, i grandi eventi, devono trovare una collocazione coerente e funzionale. Gli anni del 2° Piano Strategico devono essere utilizzati per consolidare la qualità e la reputazione europea di Torino all’interno dei vettori sopra indicati, proponendo immagini di Torino destinate ad affermarsi e durare. Le risorse culturali interne sono più che sufficienti per proporre una grande mostra di tenore europeo anche a scadenza annuale: ciò non significa voler impegnare le istituzioni torinesi in programmi autarchici o autocentrati, ma piuttosto proporsi di utilizzare le risorse di vaglia del sistema locale (dalle collezioni egizie a quelle fiamminghe) come ponte per creare reti significative di cooperazione e convogliare verso Torino contributi importanti da partner urbani e/o istituzioni culturali di rilievo. La produzione di mostre circolabili nei circuiti internazionali potrebbe essere un obiettivo stimolante per attori o per imprenditori del settore interessati a lavorare con i torinesi e a beneficiare dell’expertise locale.
Sempre in questo quadro festival e manifestazioni - dal cinema all’arte contemporanea - debbono continuare lo sforzo di aumentare la loro taglia, e quindi la loro rilevanza su bacini ampi, lavorando su specializzazioni non ripetitive di altre esperienze.

Verso un master plan turistico di area vasta
L’offerta culturale deve infine affacciarsi sul turismo senza confondersi con esso. Il patrimonio storico, museale, artistico e degli eventi è un fattore che più di altri ha la capacità di attrarre visitatori e risorse e rappresenta per il visitatore un’opportunità di conoscenza strettamente connessa all’incontro con il territorio che la genera. Attrarre significa generare valore per la città e innescare scambi e relazioni con mondi e mercati esterni a scala regionale, nazionale, internazionale. Il turismo (nelle sue diverse accezioni e forme), è un’importante dimensione di valorizzazione degli asset territoriali. In quanto industria, esige una coerente presentazione, rappresentazione e comunicazione degli elementi che uno specifico territorio propone in coerenza con i caratteri di una domanda plurima e in evoluzione. Incrementare la capacità attrattiva di Torino significa dunque costruire un “prodotto Torino” complesso, vendibile, comunicabile e sostenibile sui mercati del turismo nelle sue varie distinzioni. Appare dunque prioritario costruire un “master plan turistico di area vasta” alimentato dai vettori culturali strategici di Torino e della sua area metropolitana, come pure dalle altre attività di qualità - produttive, commerciali, sportive. La dimensione urbano/metropolitana ne sarà il cuore, ma altrettanto importanti saranno gli agganci con le altre aree della “scoperta e del loisir” di un più vasto intorno regionale e anche transfrontaliero.

 
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