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Piano Strategico 2
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RETI PER GENERARE CONOSCENZA, SVILUPPO E QUALITA' URBANA
Obiettivo 11.1 - Organizzare e attrezzare il territorio metropolitano come nodo di reti di diverso livello in modo da generare conoscenza, sviluppo e qualitŕ urbana
 
 

Per definire quali sono le relazioni del territorio metropolitano con i contesti di livello superiore (regionale, macroregionale, nazionale, continentale e mondiale) e che cosa significhino queste relazioni per l’area metropolitana in termini di organizzazione, attrezzature richieste e di effetti prodotti, è necessario partire da un’analisi delle risorse e delle criticità del sistema locale. Il problema della collocazione del nodo metropolitano torinese rispetto ai principali sistemi territoriali europei è emerso come uno degli elementi di maggior debolezza nell´ambito delle relazioni internazionali.

Il tema della visibilità/riconoscibilità di Torino e dell´area metropolitana all´interno delle reti lunghe richiama questioni quali l´immagine esterna, le funzioni realmente esercitate e le specializzazioni settoriali, le strategie territoriali nei confronti della domanda esterna. Un’altra debolezza riguarda le difficoltà di cooperazione e di sinergia tra i diversi soggetti impegnati sul fronte delle relazioni internazionali, che ha portato alla proliferazione di una molteplicità di azioni e iniziative non sempre coordinate fra di loro e orientate anche a obiettivi territoriali di tipo diverso. L’aumento della capacità di concertazione e di governance tra i diversi livelli istituzionali è una condizione fondamentale per realizzare e gestire le sinergie ottenibili dalle reti lunghe funzionali che attraversano l’area metropolitana. D’altro canto, bisogna riconoscere l’aumento dei soggetti, istituzionali e non, operanti a scala internazionale e l’elevato patrimonio cognitivo acquisito nell’ambito delle relazioni di cooperazione interregionale e transfrontaliera da molti attori istituzionali dell’area torinese.

Si propone quindi la agenda di azioni indicate in seguito.

Torino nella macroregione del Nord Ovest Italo-Francese

  • individuare settori e funzioni di eccellenza specifiche di Torino (congressi e saloni specializzati - es. Libro, Gusto, Mestieri ecc. - arte, formazione e ricerca) in una divisione del lavoro all´interno di questa rete come parte di un progetto strategico condiviso a livello macroregionale (secondo un´impostazione scenariale);
  • sviluppare le relazioni di Torino con l´area mediterranea (legami con Genova per porto e logistica) e l´Est europeo;
  • articolare le strategie di “corridoio” nei territori superando l´idea della concentrazione delle risorse come mere infrastrutture fisiche.

Torino nella rete delle capitali della euroregione Alpina occidentale

  • mettere a frutto il capitale sociale e di immagine accumulato con le Olimpiadi invernali per gestire assieme a questa rete policentrica lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione qualitativa di un patrimonio storico, ambientale, culturale e turistico di enorme valore, situato alle porte di Torino;
  • inserire Torino in network di centri di ricerca della euroregione alpina su ambiente e tecnologie per lo sviluppo sostenibile delle aree montane, sport e medicina specializzata (es. Trento, Innsbruck ecc.);
  • co-pianificare gli spazi e le infrastrutture di comune interesse della euroregione.

Torino nelle reti internazionali

  • creare una cabina di regia dotata dell´autorità, delle leve e dei mezzi anche finanziari adeguati per inventariare, coordinare e monitorare i principali "nodi" di relazioni internazionali già presenti e operanti nella regione metropolitana (all´interno di enti come Regione, Provincia, grandi Comuni, CCIA, Università e altre istituzioni culturali, centri di ricerca ecc.);
  • migliorare l´immagine di Torino inserendola in circuiti macroregionali (padani, transalpini, arco mediterraneo) e nazionali: Torino non è soltanto città del loisir, ma anche dell’intrattenimento colto e della formazione d´eccellenza, valorizzando alcune funzioni di attrazione connesse con risorse materiali (es. le residenze sabaude) e immateriali (es. saloni tematici) e definendo “isocrone”/bacini di domanda potenziale;
  • valorizzare le diversità etniche come veicolo di scambi internazionali culturali e commerciali.
 
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