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EREDITA' OLIMPICA
Obiettivo 11.2 - Valorizzare l’ereditŕ olimpica nei suoi molteplici aspetti
 
 

Le Olimpiadi, in analogia ad altri megaeventi, sono in primo luogo un evento sportivo e mediatico, ma è noto come per i territori che li ospitano rappresentino uno strumento importante di infrastrutturazione, sviluppo di capacità organizzative e promozione. L’eredità olimpica riguarda quindi molti aspetti immateriali - come l’immagine, la notorietà urbana, il posizionamento internazionale, la diffusione dei valori olimpici, la capacità di governance locale - così come materiali-territoriali, in termini di impianti, spazi per l’accoglienza, trasformazioni urbane, ricadute occupazionali e economiche. Si tratta del complesso degli effetti che, da un lato, modificano fisicamente l’assetto del territorio olimpico, dall’altro, intervengono sul sistema socioeconomico delle comunità coinvolte, arricchendo la gamma dei saperi e delle convenienze e modificando gli atteggiamenti e le aspettative della popolazione. Alcuni di questi effetti sono certi - ovvero dipendono direttamente dal fatto di avere organizzato i Giochi - altri sono potenziali, derivano la loro efficacia da un progetto collettivo di messa in valore dell’eredità olimpica.

Nel caso di Torino 2006, bisogna considerare in primo luogo la conformazione territoriale del sistema olimpico, costituito, in modo sostanzialmente bipolare, da Torino (in particolare dal distretto olimpico posto nella parte sud della città) e da un complesso di località nelle alte valli Susa e Chisone. Le prospettive di tale territorio, che comprende anche “le terre di mezzo”, ovvero le parti basse delle valli, attraversate ma non interessate dall’evento, dipendono dalla capacità di trasformare l’eredità olimpica in patrimonio territoriale, alimentando dinamiche e processi di trasformazione condivisi e coerenti. Si tratta cioè di scegliere cosa e come conservare, riusare, smantellare, reimmettere in circuiti produttivi finanziariamente e socialmente sostenibili.

Le Olimpiadi definiscono un sistema spaziale temporaneo, destinato a durare per tutto il corso dell’evento, che include alcune località e costruisce relazioni tra di esse, intrecciandosi con le dinamiche di trasformazione ordinarie del territorio. Si tratta di trasformazioni che avvengono su diversi piani: su quello simbolico, nella denominazione dei luoghi, che può essere conservata dopo l’evento e divenire simbolo di identificazione e elemento di marketing territoriale; su quello reale, attraverso la costruzione delle infrastrutture (spazi per l’accoglienza e sportivi, trasporti e mobilità); su quello della strutturazione del territorio, attraverso la distribuzione di funzioni e di attività nello spazio. Per questo motivo la messa in valore dell’eredità non deve limitarsi al riuso degli spazi e dei contenitori, metabolizzandoli nel territorio, ma deve ridefinire nel complesso i rapporti città-montagna, attraverso l’attribuzione di nuovi significati, il coinvolgimento di risorse e attori e l’organizzazione di una diversa struttura territoriale.

Secondo le analisi compiute da ricercatori e studiosi , l’alternativa è tra uno scenario “inerziale”, basato sul riuso delle singole strutture, per lo sport, il turismo e la residenza, in modo non collegato tra le diverse località, e tra due scenari strategici di messa in rete delle risorse del territorio olimpico.

Nel primo caso, l’aspetto dell’eredità considerato è principalmente quello delle infrastrutture materiali, in un’ottica di promozione turistica e di sfruttamento delle risorse che le olimpiadi hanno lasciato a ogni singola località - in primo luogo Torino e l’alta Val di Susa. È possibile che in un primo tempo il ritorno sia elevato, grazie all’esposizione mediatica dei giochi, ma è certamente destinato a diminuire nel tempo e rischia di essere solo provvisorio. Anche dal punto di vista spaziale, il miglioramento dell’accessibilità delle valli olimpiche, potrebbe divenire fattore di aumento della residenzialità, invece che di sfruttamento delle potenzialità turistiche, soprattutto nelle parti inferiori delle valli.

Il secondo scenario mette in evidenza le risorse del territorio olimpico che possono rappresentare delle eccellenze, in grado di soddisfare una domanda preveniente dall’esterno e di migliorare il posizionamento di Torino e delle valli nel quadro europeo e internazionale. In particolare quindi si fa riferimento alla crescita delle potenzialità di Torino nel campo artistico-culturale, turistico e fieristico-congressuale, nella capacità organizzativa di grandi eventi e allo sviluppo delle località olimpiche già dotate di una rilevanza extralocale. L’area di Torino è già caratterizzata dalla presenza di un disegno strategico di trasformazione urbana e territoriale, che i giochi hanno accelerato e reso internazionalmente visibile, ma questa seconda ipotesi prevede lo sviluppo di un progetto complessivo, che valorizzi in modo integrato queste risorse, attraverso un’azione di governance prolungata nel tempo, in grado di agire in forma proattiva e anticipare le tendenze della domanda turistica.

Il terzo scenario punta sulla valorizzazione della domanda interna e sullo sviluppo di funzioni non solo artistico, culturali e legate ai grandi eventi o alla pratica degli sport invernali, ma estese a una gamma più ampia di attività che rispondono alle esigenze culturali, ricreative, artistico-ambientali e di loisir proprie di un contesto avanzato. In questo senso, anche le “terre di mezzo” possono svolgere un ruolo e rappresentare un elemento di un sistema culturale-ambientale regionale che valorizza il turismo da week end e costruisce un’immagine di un’area caratterizzata da elevata qualità della vita e buone opportunità di accoglienza.

Bisogna sottolineare che gli ultimi due scenari non sono in competizione e possono essere sviluppati in modo complementare. Quello che mettono in evidenza, tuttavia, è che la valorizzazione in senso territoriale dell’eredità olimpica non avverrà grazie al solo riutilizzo delle strutture, e deve essere dotata e governata da un progetto d’insieme.
Questi sono alcuni fra gli elementi che possono contribuire alla sua formazione:

  • la correlazione strategica tra industria, cultura e grandi eventi, che è apparsa come uno degli asset fondamentali nella promozione di Torino durante l’evento olimpico si configura come uno degli ambiti di investimento per il futuro: in particolare, la città ha già in programma un calendario di eventi internazionali (il Congresso Mondiale degli architetti - 2008, Torino World Design Capital - 2007/8, solo per citarne alcuni) che possono diventare occasioni di stabilizzazione dell’immagine di Torino e di mobilitazione di risorse;
  • la candidatura olimpica ha certamente beneficiato della stagione di riqualificazione e rilancio culturale che la città di Torino ha vissuto negli ultimi anni. Dal momento che la cultura rappresenta uno degli ambiti di maggiore messa in valore dell’eredità olimpica negli altri contesti internazionali che hanno ospitato i Giochi, Torino dimostra di avere grandi carte da giocare da questo punto di vista;
  • uno dei maggiori investimenti durante il periodo Olimpico riguarda l’organizzazione del sistema della mobilità a Torino e nelle valli. Si tratta di un’eredità di notevole impatto anche nel periodo post-olimpico: il know-how e l’esperienza della gestione dei flussi ferroviari e stradali in condizioni di accessibilità eccezionale, la creazione del Traffic Operation Centre (TOC), dimostrano la possibilità di accessi prioritariamente ferroviari e pubblici alle valli e le potenzialità dei sistemi di che combinano mezzo privato e mezzo pubblico attraverso i parcheggi di interscambio, sia a Torino sia nell’area olimpica;
  • l’apertura dei cantieri olimpici ha rappresentato un campo di investimento per le imprese regionali e provinciali specializzate nel mercato delle costruzioni e della fornitura di servizi. Dal “Monitoraggio territoriale del Programma Olimpico di Torino 2006” svolto da Siti nel 2005, emerge che la partecipazione delle imprese regionali e provinciali al sistema degli appalti del dossier olimpico è stato elevata, anche se in misura maggiore in subappalti e subcontratti. Partecipando ai lavori di Torino 2006 le imprese locali, in buona parte piccole e con scarsa propensione al rischio, sono venute in contatto con procedure nuove e internazionali e hanno visto aumentare il loro livello di competenza e know how;
  • è evidente l’effetto Olimpiadi dal punto di vista turistico: dal 2002 le montagne olimpiche hanno acquisito posizioni nella classifica delle mete regionali e visto aumentare tra il 2002 e il 2003 arrivi e presenze di circa il 22,5%. Sebbene gli interventi per lo sport e il turismo siano stai massicciamente concentrati sugli impianti e le attrezzature per lo sci alpino, sono state avviate iniziative anche nella direzione di diversificazione dell’offerta turistica e nell’aumento delle possibili attrazioni estive. Un discorso analogo si può fare anche per il contesto metropolitano, che ha visto aumentare negli ultimi anni la quota di turismo leisure rispetto a quella business, soprattutto nel campo artistico-culturale.
 
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