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INTEGRAZIONE ALUNNI STRANIERI
4 [FOR] - Promuovere l'integrazione degli alunni stranieri nella scuola
 
 

L’area torinese si è mostrata sempre particolarmente sensibile al tema dell’accesso all’istruzione da parte dei minori stranieri, diventando in questo campo luogo di sperimentazione per pratiche innovative e un punto di riferimento italiano. L’impatto dell’immigrazione sulle scuole continua a mostrare un doppio volto: da un lato è sempre presente il pericolo di disadattamento e di crisi, dall’altro esso mostra un forte potenziale di cambiamento e innovazione. Per scongiurare il primo esito, trasformando le seconde generazioni in una risorsa strategica per lo sviluppo economico e la qualità sociale, si possono intraprendere diverse azioni.

Il primo passo è capitalizzare le sperimentazioni monitorando gli interventi messi in atto nelle diverse scuole e facendo una ricognizione sistematica degli strumenti e dei materiali didattici adottati: su queste basi si può promuovere la diffusione di buone pratiche e puntare sulla creazione di un sistema didattico, con metodi, strumenti, materiali, modelli e competenze, esteso all’intero territorio metropolitano. È infatti estremamente importante che le capacità di gestire la multiculturalità siano sempre meno il risultato della sensibilità personale e della scelta volontaria dei singoli insegnanti o istituti, divenendo patrimonio comune di tutte le scuole, scongiurando il rischio che soltanto scuole con elevata presenza di alunni immigrati si dotino di strumenti appropriati: diventerebbero così le più attraenti, aggravando di conseguenza i problemi di concentrazione di minori stranieri in alcuni istituti.

Parallelamente, diventa indispensabile riflettere su possibili interventi equilibratori - di non facile attuazione ma di pressante necessità - rispetto alla presenza di allievi stranieri nelle scuole, che in alcuni istituti non supera il 2% mentre in altri sfiora l’80%, instaurando indispensabili sinergie con le politiche mirate all’inserimento abitativo degli immigrati e alla loro integrazione nel tessuto sociale. Una seconda linea di intervento è promuovere l’innovazione didattica. Prerequisito per costruire un’offerta formativa adeguata è avviare un sistema di monitoraggio per seguire il percorso formativo dei singoli studenti, acquisendo informazioni sui percorsi scolastici, sui risultati,sulla regolarità della frequenze e dell’itinerario scolastico comprensivo anche delle esperienze di formazione professionale.

Sul piano dei contenuti, l’offerta didattica si deve muovere verso una crescente differenziazione degli interventi e una personalizzazione dell’offerta formativa, adattandola ai singoli casi e diversificandola sulla base del bagaglio linguistico e di conoscenze degli studenti, e verso la promozione di un approccio didattico e organizzativo capace di comprendere e gestire la complessità e la conflittualità, per trattare la presenza di culture diverse all’interno della scuola come una risorsa e non come un aggravio per il sistema educativo. Tutto ciò richiede un investimento nella formazione del personale scolastico (insegnanti, dirigenti scolastici, operatori del territorio) e la creazione di un sistema trasversale di sostegno professionale agli insegnanti: la presenza di studenti stranieri deve diventare una spinta all’innovazione e un’opportunità di sviluppo professionale per gli insegnanti, garantendo un miglioramento dell’offerta educativa per tutti gli studenti, non solo stranieri.

A fronte della forte correlazione tra selezione scolastica e risorse culturali dell’ambiente di appartenenza, una terza linea di intervento concerne l’incremento delle opportunità relazionali-formative proprie del contesto socio-culturale in cui i minori stranieri vivono. In quest’ottica, promuovere la partecipazione alle attività di strutture socio-educative, centri aggregativi, associazioni etniche può contribuire ad ampliare il capitale culturale e sociale degli studenti stranieri, rafforzando il processo di integrazione scolastica, oltre a prevenire l’avvio di carriere devianti e a sviluppare un tessuto sociale coeso che includa e valorizzi le differenze culturali.

 
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