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IMMAGINE DEL TERRITORIO E GRANDI EVENTI
1 [PRO] - Promuovere l'immagine del territorio e attrarre grandi eventi
 
 

Negli ultimi cinque anni Torino ha sviluppato un programma di comunicazione e promozione, nazionale e internazionale, e un programma di accoglienza che hanno accompagnato la preparazione dei Giochi Olimpici, con l’obiettivo di migliorare la percezione e la notorietà della città. La portata mediatica, non solo di carattere sportivo, delle Olimpiadi ha presentato Torino come una città dai molteplici interessi, recuperando le sue potenzialità storico-artistiche e le sue diverse identità culturali. Promuovere l’immagine del territorio significa dotarlo di un capitale da spendere in tutti gli ambiti dello sviluppo economico e sociale, dall’attrazione di investimenti esteri all’internazionalizzazione del sistema formativo, dalla crescita dell’industria turistica all’aumento della qualità urbana. Il patrimonio di notorietà consegnato dalle Olimpiadi Invernali si deve considerare un anello importante del progetto di promozione internazionale della città, che deve affinare la propria capacità di attrarre eventi speciali. L’implementazione di un sistema di candidature internazionali per ospitare e organizzare grandi eventi è strettamente collegata alla capacità del territorio di elaborare immagini comunicabili, attraverso un progetto identitario e di promozione. La preparazione alle Olimpiadi è stata in questo senso soltanto il primo passo per Torino, rispetto all’impegno di proporre un’immagine alternativa a quella univocamente industriale. Pertanto, se il brand della trasformazione in atto ha sorretto le attività di promozione nel quinquennio trascorso, è oggi necessario elaborare nuove immagini, adatte a comunicare le possibilità di un territorio maturo per prendere posto fra le città europee importanti.

Sono molte le ragioni che rendono auspicabile una strategia di attrazione di eventi speciali, accompagnati anche al riuso delle infrastrutture olimpiche, considerando che essi sono funzionali al rafforzamento dell’attrattività dell’area e sono capaci di sostenere lo sviluppo di aspetti ambientali, sociali, culturali e produttivi. Non a caso i grandi eventi sono progressivamente diventati una delle componenti più complesse, ma promettenti, della politica di sviluppo delle città, e devono essere selezionati, attratti e organizzati tenendo conto della funzione assunta nel quadro più complesso dello sviluppo sostenibile del territorio, implicando una convergenza fra strategia economica e strategia urbanistica e realizzando il coinvolgimento di tutti gli attori operanti nel contesto territoriale ospitante: in questo senso un evento speciale può diventare - come avvenuto durante le Olimpiadi - anche uno strumento per favorire l’inclusione. È infine molto importante che le realizzazioni collegate all’evento siano fonte di creazione di valore economico, perché l’evento deve in ultima istanza diventare una leva per attrarre risorse finanziarie private a favore della realizzazione di opere che rispondono a un interesse pubblico.

La correlazione strategica tra industria, cultura e grandi eventi, asset fondamentale nella promozione di Torino durante l’evento olimpico, è uno degli ambiti d’investimento più promettenti per il futuro, a partire dalle occasioni già in calendario - Capitale Mondiale del Libro con Roma (2006), Universiadi Invernali (2007), Congresso mondiale degli Architetti Uia e Capitale Mondiale del Design (2008) - ma soprattutto dall’appuntamento del Centocinquantenario dall’Unità d’Italia (2011). Quest’ultimo in particolare deve essere considerato non solamente un evento, ma un insieme integrato di progetti e occasioni di sviluppo, in grado di testare la visione della società della conoscenza e mettere in gioco aspetti diversi e complessi della trasformazione dell’area torinese. Complementare a questa politica è alimentare il calendario annuale di festival (come il Torino Film Festival, Settembre Musica, Novembre Contemporanea) e saloni (come il Salone del Gusto) di forte richiamo, anche se rivolti a un pubblico di amatori e specialisti. Questi eventi, dal punto di vista turistico, rappresentano infatti una risorsa straordinaria perché danno visibilità alla città e catturano l’attenzione dei media internazionali. Il principale obiettivo dei prossimi anni è dunque elaborare un programma complessivo, capace di orientare le modalità di organizzazione e, soprattutto, la strategia di promozione e massimizzazione dei benefici previsti, evitando il rischio di disperdere risorse.

Gli eventi speciali sono anche una delle vie principali per garantire un efficiente riuso degli impianti olimpici sportivi e mettere a frutto l’ingente patrimonio di Torino 2006. Il compito della gestione del patrimonio olimpico, affidato a una apposita fondazione partecipata da Comune, Provincia di Torino e Regione Piemonte, comprende: la gestione, attraverso concessioni ai privati o società miste, del patrimonio olimpico nel suo complesso (gli impianti sul territorio comunale e provinciale, parte del villaggio Moi); la costruzione, in accordo con l’Atl, del prodotto turistico montagna, attraverso un’attività di composizione degli interessi che coinvolga i diversi territori e operatori, puntando sulla comunicazione e l’accoglienza, che restano importanti punti di debolezza del sistema. Il Comitato Sport Commission, a cui partecipano Regione Piemonte, Città e Provincia di Torino, Coni, Comitato Italiano Paralimpico e Sviluppo Italia Piemonte, fondato con il mandato di attrarre eventi sportivi di alto livello, è soltanto il primo passo in questa direzione.

Relazione con gli obiettivi:
5 [RIC]
La cultura è una delle principali risorse su cui fare leva per costruire immagini della città riconoscibili, comunicabili, efficaci. Compito degli attori locali è insistere su quei vettori strategici che possono generare immagini attrattive su Torino.

 
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