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Piano Strategico 2
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TURISMO SHORT-BREAK
2 [PRO] - Sfruttrare i grandi attrattori i punti di forza locali per sostenere il turismo di short-break
 
 

Attrarre turismo significa generare valore per il territorio e innescare scambi e relazioni con mondi e mercati a tutte le scale, da quella locale fino a quella internazionale. Incrementare la capacità attrattiva di Torino significa dunque costruire un prodotto complesso, vendibile, comunicabile, sostenibile sui mercati del turismo nelle sue diverse accezioni. Per inserirsi ulteriormente nei grandi itinerari, Torino e la sua area metropolitana devono proseguire la campagna di promozione verso il mercato turistico nazionale e internazionale, diversificando le strategie di comunicazione, per valorizzare la nuova offerta ricettiva, le infrastrutture ereditate dai Giochi e un prestigioso calendario di eventi culturali, sportivi, congressuali e fieristici. Dal punto di vista del mercato globale, Torino si può ragionevolmente posizionare come meta per un turismo di short-break, avendo la città i caratteri per suggerire viaggi brevi di turismo urbano, dove soggiornare mediamente tre giorni abbinando arte, cultura, divertimento, shopping, enogastronomia. Ciò che resta da costruire è una politica comune fra turismi diversi, capace di attrarre pubblici interessati a una vacanza su più fronti: è del resto questo il senso della strategia messa in campo dagli enti locali che hanno condiviso la necessità di promuovere congiuntamente Torino e il Piemonte, valorizzando l’abbinamento tra il contesto metropolitano e il resto della regione, dai territori montani ai laghi alle Langhe.

Fra i punti di forza dell’industria turistica di loisir vi è la disponibilità, nell’area metropolitana torinese, di un patrimonio culturale straordinario che consente di comporre pacchetti tematizzati (dal barocco all’arte contemporanea, dal turismo industriale al cinema) rispondenti sia alla tendenza attuale del pubblico di costruire soggiorni tailor made, auto organizzati grazie soprattutto all’ausilio di Internet, sia all’esigenza di destagionalizzare il più possibile i flussi. Non va dimenticato infatti che il presupposto per sostenere l’industria turistica è la disponibilità sul territorio di strutture permanenti, come i grandi musei, intrecciata alla capacità di organizzare mostre tematiche di forte richiamo, capaci di tenere alta l’attenzione a lungo, tipicamente un trimestre, e dunque adatte a imbastire un’offerta di lungo periodo. Per ciò che riguarda il primo punto, il patrimonio storico, museale e artistico è un fattore che, più di altri, ha la capacità di attrarre visitatori e risorse che interessano il turismo di loisir. Per questa ragione è prioritario mettere in campo un proramma alimentato dai vettori culturali, ma comprendente anche attività di qualità, produttive, commerciali (su questo punto è attesa una seria sperimentazione in tema di liberalizzazione degli orari dei negozi) o sportive.

Al cuore del programma vi sono i grandi attrattori del turismo culturale su cui il territorio intende puntare - il sistema delle Residenze Sabaude, il rinnovato Museo Egizio, il Museo Nazionale del Cinema, il distretto culturale centrale, l’asse museale del Po - rispetto ai quali occorre chiedersi se sono già organizzati secondo le modalità della moderna fruizione (dall’accessibilità all’esposizione, dalla gradevolezza dei locali ai servizi), in cosa si differenziano rispetto alla concorrenza internazionale, se le criticità individuate hanno o meno carattere strutturale. Per ciò che riguarda invece il secondo punto, la necessità di destagionalizzare i flussi è strettamente collegata a un importante punto critico del sistema dell’offerta: la permanenza media dei turisti e l’utilizzo medio delle strutture che sono ancora molto bassi. Questa debolezza, se non superata, rischia di compromettere seriamente lo sviluppo e il rinnovamento dell’offerta ricettiva, in particolare alberghiera: bassi fatturati e insufficienza nei profitti si ripercuotono inevitabilmente sulla capacità degli operatori di reinvestire in termini di manutenzione e potenziamento dei servizi complementari, minando uno degli elementi strutturali del prodotto turistico.

Per ciò che riguarda i mercati di riferimento, i dati confermano l’utilità di canalizzare gli investimenti sui mercati di prossimità, primo fra tutti quello italiano (Piemonte, Lombardia, Veneto), seguito in Europa da Francia, Germania, Svizzera, Gran Bretagna, Spagna, Paesi Bassi e, a livello intercontinentale, da Usa, Canada e Giappone. Su tali bacini occorre dunque proseguire le azioni promozionali agendo su diversi livelli: presenza su guide specializzate, roadshow, educational tour rivolti alla stampa straniera, fiere di settore, accordi con i tour operator (per i mercati in cui la loro funzione è tuttora strategica e cruciale) e informazione via Internet, sempre più importante per attrarre turisti stranieri. Una riflessione a parte merita la possibilità di indirizzare specifici investimenti verso i paesi dell’Est Europa (in particolare Russia e Lettonia) da dove provengono flussi consistenti di un turismo che ama abbinare viaggio culturale, shopping, enogastronomia e divertimento, laddove l’area torinese presenta appunto le caratteristiche iniziali necessarie a sviluppare una industria di questo tipo. Fra le necessità aperte dal periodo post-olimpico sul fronte degli attori pubblici, vi è quella di rafforzare e concentrare i diversi strumenti a disposizione del territorio, per svolgere la doppia attività di promozione e accoglienza del turismo, costituendo una Atl unica della Provincia di Torino, attraverso il raggiungimento di un accordo fra Città di Torino, Provincia di Torino e Regione Piemonte. Sul fronte degli attori privati, invece, è auspicabile puntare ancora sul coinvolgimento e l’aggiornamento degli operatori, attraverso corsi di accoglienza e formazione.

Relazione con gli obiettivi:
1 [RIC]
La cultura deve individuare le giuste modalità per costruire una relazione con l´industria turistica, mantenendo fede alle funzioni che le sono proprie, ma proponendo prodotti adatti al mercato dell´attrattività locale e internazionale. A questo proposito le istituzioni culturali devono immaginare progetti di fruizione leisure delel risorse culturali dell´area torinese

 
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