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TURISMO FIERISTICO E CONGRESSUALE
3 [PRO] - Rafforzare le politiche per il turismo fieristico e congressuale
 
 

I settori congressuale e fieristico rappresentano un comparto di attività in continua crescita, sia a livello nazionale sia a livello locale. Con particolare riferimento al territorio torinese, l’eredità olimpica costituisce anche in questo caso un’occasione fondamentale, non soltanto per il possibile riutilizzo delle infrastrutture, ma anche per la dotazione alberghiera e, dal punto di vista più immateriale, per l’aumentata notorietà internazionale. Nell’ambito delle politiche di sviluppo, il principale compito di Torino è elaborare una propria identità forte e specifica, a partire dalle eccellenze del territorio: la città storica, la tecnologia, l’automotive, le nuove tecnologie, il design, l’enogastronomia e la cultura.

Su quest’ultimo punto è bene in particolare ricordare che congressi e fiere si orientano soprattutto verso città che presentano il vantaggio di unire la funzionalità di un contesto metropolitano con un’offerta culturale e un tessuto urbano vivaci, pertanto il sistema culturale diventa una risorsa importante per Torino anche in questo campo.

Fondamentale per lo sviluppo del sistema congressuale torinese è l’acquisizione da parte degli enti locali, in particolare della Città di Torino, del Centro Congressi Lingotto arricchito dal Padiglione Oval, da gestire attraverso un ente in collaborazione con Torino Convention Bureau, a cui va comunque demandata la funzione di promuovere e elaborare candidature, come avviene per i più importanti convention bureau europei. Il controllo sugli spazi espositivi, infatti, è una leva importantissima per avviare politiche attrattive capaci di offrire spazi eccellenti a costi competitivi, controllando cioè direttamente le politiche tariffarie, la disponibilità di servizi, la scelta di eventi adatti a valorizzare le specificità locali e dunque, in ultima istanza, investendo nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. Dal punto di vista degli strumenti, l’attività di Torino Convention Bureau, fino ad ora realizzata a scala torinese e metropolitana, potrebbe essere ampliata all’intero territorio regionale, attivando una collaborazione più stretta con la Regione Piemonte, a cominciare dalla mappatra delle strutture regionali adatte a ospitare convegni e eventi e dalla realizzazione di un osservatorio per monitorare lo sviluppo del settore. Per quanto riguarda il sistema fieristico, persiste la volontà degli enti locali di sostenere l’ingresso diretto degli attori pubblici, in modo da partecipare alla definizione delle politiche nel settore. La disponibilità del Padiglione Oval è un primo passo in questa direzione, anche per attivare una fattiva politica di collaborazione con il Centro Fiere del Lingotto.

Poiché all’interno del panorama nazionale il maggior competitor di Torino è il polo milanese, diviene necessario, in un’ottica di crescita della macroregione del nord-ovest, cercare forme di collaborazione e competizione capaci di portare valore aggiunto a entrambi i sistemi urbani. In un’ottica di benchmarking internazionale, una delle specificità dell’area torinese è proprio la localizzazione del Centro Espositivo e Congressuale del Lingotto che si trova inserito nel tessuto cittadino e può dunque beneficiare della tendenza, da parte di questo tipo di turismo, a preferire le città d’arte. Nel contesto internazionale, soprattutto in campo fieristico è opportuno giungere a forme di collaborazione con città come Lione, Barcellona e Colonia. È tuttavia bene sottolineare che, per lo sviluppo del settore fieristico e congressuale, l’intervento pubblico è una leva importante di promozione, lobbying, attrazione di eventi, ma è altresì imprescindibile sviluppare la competitività del settore privato (operatori alberghieri, turistici, congressuali) facendo crescere la cultura dell’accoglienza e la qualità del servizio.

Relazione con gli obiettivi:
4 [TER]
Il tema delle fiere, vista la localizzazione della nuova Fiera di Milano a Rho-Pero, rappresenta une delle aree più importanti e difficili delal competizione fra Torino e Milano, come dimostrato dagli studi condotti dalla Camera di Commercio nell´ambito del progetto MI-TO

 
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