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Piano Strategico 2
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TRASFORMAZIONE INTERVENTI SPERIMENTALI IN POLITICHE ORDINARIE
2 [IMM] - Trasformare gli interventi sperimentali rivolti agli immigrati in politiche strutturali e ordinarie
 
 

La presenza consistente e radicata degli immigrati nella società locale e la crescente differenziazione delle domande sociali di cui questi si fanno portatori impongono un salto di qualità nelle politiche di integrazione, capitalizzando il potenziale innovativo delle esperienze maturate sul territorio: nei settori della formazione, del lavoro, dell’abitazione e della salute è necessario passare da azioni mirate e sperimentali, quando non emergenziali, a interventi strutturali e di carattere ordinario, limitando i programmi ad hoc a quelle situazioni che presentano difficoltà specifiche.

Questo cambiamento richiede un impegno per colmare la duplice asimmetria informativa che caratterizza il rapporto tra società locale di accoglienza e immigrati: la prima conosce poco e ha difficoltà a relazionarsi con questi nuovi cittadini, i secondi hanno una cognizione limitata delle opportunità e dei vincoli presenti nei diversi spazi sociali in cui si specifica la vita quotidiana.

Nasce dunque l’esigenza di intervenire sia sul piano dell’offerta di servizi sia sul piano della domanda, investendo sull’informazione e sulla formazione. Sul lato dell’offerta, bisogna agire affinché la sensibilità verso le tematiche relative alla multiculturalità informi qualsiasi politica sociale e di sviluppo del territorio, e il bagaglio di competenze relazionali per instaurare interazioni proficue con persone provenienti da altri contesti sociali, politici e culturali diventi patrimonio comune di tutti gli attori che operano nell’area metropolitana. In questo sforzo devono essere impegnati oltre ai servizi pubblici (istituti scolastici e di formazione, strutture ospedaliere) anche tutti i soggetti del territorio, compresi quelli privati che operano per profitto (istituti di credito, agenzie immobiliari, proprietari di immobili, aziende) che controllano l’accesso a risorse cruciali per gli immigrati al fine di integrarsi positivamente nella società locale e che, in quanto attori forti, possono diventare centri diffusori importanti di buone pratiche. Il risultato di questo impegno deve portare, nel medio periodo, al contenimento della spesa pubblica destinata agli immigrati, all’innalzamento della qualità dei servizi e alla costruzione di una città più accogliente e fruibile per tutti, stranieri e non.

Gli immigrati non sono oggetti passivi di questo cambiamento, al contrario devono essere fra i principali promotori, contribuendo a migliorare l’offerta di servizi: le competenze linguistiche e di mediazione del personale straniero presente nelle strutture pubbliche e private devono essere valorizzate e organizzate a questo scopo; allo stesso modo, tra i soggetti privati da coinvolgere vanno incluse imprese di servizi gestite dagli stessi immigrati per fornire, ad esempio, servizi di interpretariato o prestazioni socio-assistenziali (di cura, infermieristiche) e che concorrano alla costruzione di un welfare aperto alla multiculturalità.

Sul lato della domanda, diventa indispensabile potenziare le risorse di cui gli immigrati dispongono per cogliere le opportunità offerte dalle società locale. Da un lato è necessario approntare efficaci politiche informative attraverso un’apertura dei servizi pubblici e privati verso il territorio, raggiungendo il potenziale utente immigrato, dove vive e lavora, e cooperando con tutte le strutture del territorio, compresi i centri aggregativi o le associazioni etniche e sportive; dall’altro lato va prestata particolare attenzione alla formazione a tutti i livelli, dalla formazione di accoglienza (corsi di lingua, di orientamento al territorio) alla formazione di base per i giovani, fino alla formazione continua e permanente. Lo sviluppo di un adeguato bagaglio di competenze linguistiche e culturali, infatti, costituisce il presupposto per un inserimento non subalterno nel mercato del lavoro e per l’avvio di percorsi di mobilità ascendente intra e inter-generazionale, ma rappresenta anche un requisito importante per utilizzare adeguatamente i servizi e le strutture del territorio, prevenendo fenomeni di esclusione e marginalizzzazione.

Relazione con gli obiettivi:

2 [FOR] 4 [FOR]
4 [SAL]
Fra le politiche che devono assumere carattere ordinario vi sono quelle relative alla formazione e alla salute, il cui accesso è strettamente legato l’attuazione di un diritto fondamentale.

 
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